Il futuro è libero

L’Associazione Culturale Linux Club Italia persegue le finalità di promozione e diffusione del software libero, intese come diritto alla trasmissione della cultura e del sapere e come tutela dei diritti fondamentali dell'individuo: la libertà di pensiero, di espressione e di parola.

L’Associazione Culturale Linux Club Italia si batte per ridurre il divario tecnologico-informativo (digital divide) sia tra i cittadini italiani che tra i popoli del mondo; per contribuire all’ utilizzo pieno e consapevole delle tecnologie ed in particolare di Internet; per la piena realizzazione dell'individuo; per la promozione ed il sostegno delle forme di economia a scopo etico. Linux è parte del sistema Gnu/Linux.

In seguito alla definitiva chiusura dei locali di via libetta, la nostra sede è in via di spostamento. Attualmente ci troviamo presso la Città dell'Altra Economia nel comparto "Comunicazione Aperta" in L.go Dino Frisullo. Per contatti con l'associazione utilizzare l'email: info@linuxclub.it o il Fax 06.92911184

Contro i tagli e i bavagli alla conoscenza e alla cultura

Network Frontiere Digitali

Contro i tagli e i bavagli alla conoscenza e alla cultura

Il Network Frontiere Digitali aderisce alla mobilitazione contro il DDL Intercettazioni, in particolare nel merito dell’obbligo di rettifica per qualsiasi sito eludendo le attuali procedure giudiziarie.

Tratto dal Network Frontiere Digitali - 23/6/2010

CONTRO I TAGLI E I BAVAGLI ALLA CONOSCENZA E ALLA CULTURA

NO AL DDL INTERCETTAZIONI

NO AL SILENZIO DI STATO

Il 1° luglio 2010 a Roma, dalle ore 17, in piazza Navona

Una grande mobilitazione per dire no al disegno di legge Alfano, che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e meno informati; per dire no ai tagli alla cultura italiana previsti dalla manovra economica.

Una manifestazione per far sentire che non può essere sottratto al Paese il racconto di vicende giudiziarie di rilievo pubblico, pur nel rispetto del diritto delle persone alla riservatezza; per respingere gli interventi punitivi ai danni della produzione culturale e salvaguardare il diritto dei cittadini alla conoscenza; per contrastare il pericolo di chiusura di testate giornalistiche colpite dall’indiscriminata riduzione dei fondi pubblici; per tenere accese le luci dei media sul mondo del lavoro e sui drammatici effetti della crisi.

Un’iniziativa a difesa della Costituzione, per dare voce ai tanti soggetti e temi che rischiano l’oscuramento.

Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza

Sito di riferimento: FNSI Federazione Nazionale Stampa Italiana

Piratbyrån

Farväl Piratbyrån

Si è sciolto il gruppo che ha cambiato per sempre Internet, il Piratbyrån, noto ai più per aver fondato The Pirate Bay. Un gruppo che in 7 anni ha ha elevato il livello della discussione sui monopoli intellettuali ed è stato fonte di ispirazione per innumerevoli organizzazioni di attivisti nel mondo. Tutti gli obiettivi del gruppo sono stati raggiunti e l’eredità del Piratbyrån è oggi più viva che mai.

Tratto da Movimento Scambio Etico Blog - di Paolo Brini - 23/06/2010

Con un nome che faceva chiaramente il verso all’AntiPiratbyrån, l’associazione svedese anti-pirateria, il “bureau della pirateria” venne fondato da un gruppo di amici nel 2003 con l’obiettivo di portare in primo piano la discussione sul file sharing privo di scopo di lucro di opere protette da copyright, battendosi contro la criminalizzazione della condivisione ed offrendo un punto di vista diverso da quello dell’industria dei monopoli intellettuali.

Pochi mesi dopo la fondazione, il Piratbyrån prese una decisione che avrebbe cambiato Internet per sempre: aprire un sito di riferimento per un tracker e un indicizzatore di file torrent i quali senza compromessi potessero aiutare la diffusione della conoscenza, dell’arte e della cultura. Quel sito fu battezzato “The Pirate Bay” e fu gestito direttamente dal bureau per un paio di anni.

La nascita e le attività del Piratbyrån hanno innescato una serie di eventi che hanno cambiato per sempre Internet e il livello di discussione intorno ai monopoli intellettuali, hanno causato la crescita del movimento internazionale pirata, culminata con la creazione di numerosi partiti pirata (non necessariamente allineati con le opinioni del bureau) in decine di paesi nel mondo, e hanno sfidato i dogmi sul copyright propagandati dall’industria. Il bureau ha saputo anche mostrare come la protezione del copyright nasconda molto spesso la limitazione della libertà di espressione.

Google vieta Windows per motivi di sicurezza

Google vieta Windows per motivi di sicurezza

Google starebbe progressivamente eliminando le postazioni Windows all'interno della propria infrastruttura informatica aziendale. La scelta è dettata dai problemi di sicurezza e dai fatti di Gennaio in Cina: le postazioni saranno tutte su Mac OS e Linux

di Giacomo Dotta da business.webnews.it del 1 Giugno 2010

Google avrebbe iniziato una progressiva politica di cambiamento delle proprie strutture software ponendosi un obiettivo chiaro: Windows non deve più far parte degli strumenti in uso a Mountain View e nelle altre sedi internazionali del gruppo. La notizia emerge da alcuni dipendenti del gruppo, secondo i quali la conversione sarebbe ormai iniziata da inizio anno.

A processo avvenuto, quindi, i desktop esistenti a livello aziendale saranno tutti o Mac o Linux, mentre Microsoft avrà perso il rinnovo di migliaia di licenze. Alcuni dipendenti assunti dopo l'inizio della procedura sono ancora stati autorizzati in via temporanea, mentre i dipendenti desiderosi di rimanere su Windows saranno autorizzati soltanto per installazioni su laptop. La scelta non è peraltro qualcosa di impossibile per un gruppo come Google che al proprio interno ha tutte le risorse per poter ambire ad un processo in grado di coinvolgere pesantemente anche il mondo open source in questo percorso.

Libertà è partecipazione

Libertà è partecipazione

Libertà è partecipazione

PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

La Commissione Giustizia del Senato ha dato un primo via libera alla riforma delle intercettazioni che mette il bavaglio alla stampa e le manette alla magistratura.

Se il Ddl passerà così com'è al Senato e poi alla Camera, ci sarà un grave vulnus alla democrazia. Non sapremo più delle malversazioni e degli inganni di politici e imprenditori corrotti perché la stampa libera non potrà più raccontarlo. I magistrati non potranno perseguire in maniera efficace questi crimini a causa delle forti limitazioni alle intercettazioni a scopo investigativo. Neppure i blogger potranno svolgere più il loro compito informativo.

All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno già aderito oltre 120.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni.
All’appello hanno dato il loro sostegno i costituzionalisti Valerio Onida, Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Mario Dogliani, i giornalisti Marco Travaglio, Peter Gomez, editori come Giuseppe Laterza, le associazioni Articolo 21, Free Hardware Foundation, Il Popolo Viola, Valigia Blu, Festival Internazionale del Giornalismo, i sindacati Usigrai, Unione degli Studenti, e poi Current Tv, Wikimedia Italia e tantissimi altri.

Adesso è indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali.

A chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia, chiediamo di far sentire la propria voce:

Raccontando, con ogni mezzo questo mobilitazione

Sottoscrivendo l'appello alla pagina http://www.nobavaglio.it

Aderendo alla mobilitazione su Facebook: Libertà è partecipazione informata

Partecipando, imbavagliati, al sit di Venerdì 21 maggio, dalle 14, davanti al

Parlamento in piazza Montecitorio. Durante il sit-in sarà allestito uno speaker's corner dal quale ciascuno potrà manifestare il proprio dissenso.

Intervenendo al dibattito organizzato presso il Teatro dell'Angelo a Roma, lunedì 24 maggio dalle ore 10:00, per dichiarare la propria contrarietà alla legge, e formulare nuove iniziative di mobilitazione affinché non venga approvato in via definitiva, insieme ad Alessandro Pace, Gianni Ferrara, Ezio Mauro, Oliviero Beha, Concita De Gregorio, Alessandro Gamberini, Paolo Flores D'Arcais, Silvia Bartolini, Giuseppe Laterza e i promotori dell'appello.

Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna

**********************
Arturo Di Corinto

http://www.nobavaglio.it

La Legge bavaglio

La legge bavaglio

Sit-in alla Rai e Stati generali novantamila firme contro il decreto

Tratto da Republica.it - di CARMINE SAVIANO - 16/05/2010

L'APPELLO SULLE INTERCETTAZIONI

SIT-IN alla Rai il 21 maggio. Poi la convocazione degli "Stati Generali per l'informazione libera". Sono le prime due manifestazioni annunciate dai promotori di "Libertà è partecipazione informata", l'appello contro il Ddl sulle intercettazioni che, sul web, è ormai a quota 90mila adesioni. Un "no" di massa alla legge bavaglio. Pronunciato all'unisono da associazioni e sindacati. Da editori e giornalisti. Da politici e magistrati, professori e studenti. Tutti contro "la legge che ordina il silenzio stampa". Sul versante politico: solidarietà di Fare Futuro a Mara Carfagna. E cresce la discussione sul "Codice Maroni".

La legge Cricca. La pagina Facebook di "Libertà è partecipazione informata" raccoglie commenti e critiche. Proposte e spunti di riflessione. E molte domande: "A chi serve la legge sulle intercettazioni? Forse agli operai che ogni giorno perdono il posto di lavoro? Forse alla gente che per difendere i propri diritti si fa togliere il sangue? Forse a chi ha sempre più difficoltà ad avere servizi decenti dalla sanità pubblica? No, serve solo a Berlusconi e ai suoi", scrive un utente. E in rete il Ddl Alfano è già ribattezzato la "legge per la Cricca". Tanti i messaggi sul tema: "Si cerca di far credere alla gente che sia un provvedimento che tuteli tutti i cittadini, che ne rispetti la privacy. Ma sorge spontaneo il dubbio che riguardi solo la cricca".

Firma la petizione sul sito Nobavaglio.it o puoi metterci la faccia su Facebook

RICHARD STALLMAN - UN INCONTRO CON IL GURU DEL FREE SOFTWARE

11 Maggio 2010 18:30

Free as in Freedom

Arriva in Italia Richard Stallman il pioniere del software libero e primo autore del sistema operativo GNU/Linux, per discutere di democrazia e creatività della rete nella Spring School “Bruno Touschek” dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Martedì 11 maggio alle ore 18.30 le Scuderie Aldobrandini di Frascati ospitano il presidente della Free Software Foundation per un incontro pubblico dal titolo Etica e utilizzo del Free software (Free software in ethics and in practice). Leggendario programmatore, hacker e attivista statunitense, Stallman presenta la storia e lo stato attuale del sistema operativo GNU da lui realizzato che, combinato con Linux, è oggi adoperato liberamente da decine di milioni di persone in tutto il mondo (www.gnu.org).

La filosofia di Stallman è che tutti possono avere accesso ai sistemi operativi, essere liberi di copiarli e di modificarli: già dal 1984 è un sostenitore e un militante del concetto di Copyleft, contrapposto a quello di Copyright. La sua opera e la sua stessa vita sono una fonte di ispirazione della parte più vitale del movimento culturale che vede la rete come uno strumento potente e ineludibile di democrazia e partecipazione libera a livello globale.

Il sistema GNU/Linux è oggi diffuso e utilizzato a livello planetario e Richard Stallman può vantare numerose onorificenze tra cui il premio ACM Grace Hopper, la MacArthur Foudation fellowship, il premio Electronic Frontier Foundation's Pioneer, e il riconoscimento Takeda for Social/Economic Betterment, oltre a sei dottorati onorari di ricerca.

L’incontro è aperto al pubblico. Aderiscono e collaborano all'iniziativa l'associazione Frascati Scienza e il Comune di Frascati, che ospita il maggiore polo scientifico europeo.

6 maggio. Vivaldi a Villa Lais

Per chi vuole cantare in un coro e non lo ha mai fatto.
Per chi già canta in un coro.
Per chi vuole accostarsi alla musica attraverso il canto.

Prova Aperta a Villa Lais
Giovedì 6 maggio Ore 20.30-23.00

CREDO RV 591 
di 
ANTONIO VIVALDI


Alla prova possono partecipare tutti coloro che sono interessati al canto corale e/o allo studio e all'esecuzione
del Credo di Antonio Vivaldi.
Il CREDO RV 591 è scritto per soprani, contralti, tenori e bassi.

La prossima prova aperta è prevista per Giovedì 3 Giugno.


I partecipanti alle prove potranno eseguire il Credo presso la sala teatro del Carcere di Rebibbia N.C il prossimo Giugno 2010

Così come per il Magnificat di Vivaldi nel 2009
il concerto sarà registrato secondo licenza Creative Commons 3.0.


Le prove ed il concerto saranno diretti da Giuseppe Puopolo

Assistenti: Carlo Mancini - Fabrizio Giovannetti


Metro: Furio Camillo - Bus: 16,85

Fapper3 - il progetto

Fapper3 - il progetto

Perché non si vendono più cd?
Anzitutto perché costano troppo.

La distribuzione FAPPER3 garantisce un prezzo equo ai suoi prodotti. Attraverso un rapporto diretto tra artista e commerciante, senza costosi intermediari, gli introiti della vendita dei cd sono ripartiti tra due sole realtà - musicisti e negozianti - con grandi vantaggi per entrambi.

Si ascoltano sempre le stesse proposte. Ma non esiste musica nuova?
Sì, esiste ma non arriva nei negozi.

La distribuzione FAPPER3 porta musica nuova in posti nuovi. Un tempo i dischi si vendevano solo in negozi specializzati ma oggi non è più così. FAPPER3 distribuisce cd in gelaterie, bar, gallerie d'arte, botteghe del commercio equo e solidale, librerie indipendenti e, grazie alla Rete GAS (Gruppo Acquisto Solidale) Lazio, direttamente alle famiglie.

Oggi chiunque scarica musica da internet. Ha senso reprimere il fenomeno?
No. E' impossibile (è troppo esteso) e controproducente: internet infatti non danneggia la musica, ma ne aiuta la diffusione e quindi il suo commercio.

La distribuzione FAPPER3 propone cd rilasciati con licenze libere CREATIVE COMMONS e che sono quindi legalmente scaricabili. In questo modo vengono fruiti da molte persone, il che vuol dire moltiplicare gli ascoltatori e quindi i potenziali acquirenti.

Caso Gasponi: il prezzo da pagare per la libertà di critica

Caso Gasponi: il prezzo da pagare per la libertà di critica

Storie di ordinaria anomalia italiana: per aver riportato la critica, molto sobria, di un grande direttore, il tedesco Wolfgang Sawallisch, sui troppi “aggiunti” presenti, nel ’96, nell’orchestra di S.Cecilia, uno dei critici musicali più seri ed equilibrati, Alfredo Gasponi del "Messaggero", rischia di dover pagare ai professori dell’orchestra quasi 500.000 euro di tasca propria.

Tratto da www.articolo21.org - di Vittorio Emiliani

Molti di più se l’esecutività della sentenza d’appello non verrà sospesa e con essa fermata la corsa degli interessi in pendenza del suo ricorso in Cassazione. Un uomo rovinato, con la casa e il conto bancario pignorato. Un diritto primario – quello di informare e di criticare – sostanzialmente negato.

Se ne è discusso ieri mattina all’Associazione Stampa Romana. Coordinava il presidente dell’ASR, Fabio Morabito, presenti i presidenti della FNSI, Roberto Natale, dell’Ordine regionale, Bruno Tucci, Paolo Butturini segretario dell’ASR, Sandro Cappelletto per l’associazione nazionale dei critici musicali (oltre a Gisella Belgeri, Pietro Acquafredda e Luca Del Fra), l’avv. Chiocci. Tutti solidali in sala. Tutti d’accordo sul fatto che l’incredibile vicenda investe non il solo Gasponi, non i soli giornalisti, ma lo stesso diritto/dovere di informare e il diritto "primordiale" dei cittadini di essere informati. Come di continuo ribadisce l’Alta Corte europea di Strasburgo.

Il software libero è un diritto costituzionale

Il software libero è un diritto costituzionale

La Regione Piemonte batte il Governo. Aveva legiferato sulla preferibilità del free software rispetto a quello proprietario.

da www.zeusnews.com del 05-04-2010]

Sonante affermazione di legittimità dell'Open Source anche nell'uso quotidiano per le amministrazioni pubbliche, compresa la preferibilità del medesimo anche in caso di share alike perché non viene violata alcuna norma relativa alla libera concorrenza.

E' infatti in gioco una intrinseca caratteristica giuridica del software - rileva la Corte Costituzionale investita della questione - e non una specifica tecnologia che favorirebbe i programmi open source rispetto a quelli proprietari, per cui la scelta dell'una o dell'altra soluzione riguarda specificamente soltanto la volontà dell'utente.

La caratteristica è ben evidenziata nell'accordo negoziale, cioè della "licenza d'uso" secondo il quale l'autore rinunzia a qualunque diritto sull'opera che può essere utilizzata da chiunque, in qualsiasi modo e senza vincoli temporali, anche modificando i sorgenti purché essi rispettino il vincolo della libera disponibilità a tutti anche delle modifiche apportate.

LPM - Live Performers Meeting

27 Maggio 2010 15:00
31 Maggio 2010 04:00

LPM - Live Performers Meeting

Dal 27 al 30 maggio 2010, presso il Brancaleone a Roma, ha luogo l'ottava edizione di LPM - Live Performers Meeting: incontro internazionale di live video performers, visual artists e vj, dedicato alle performance video dal vivo.

L'edizione Roma 2009 ha registrato la presenza di 365 artisti provenienti da: Australia, Austria, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Messico, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia, Ungheria, Uruguay. Per quattro intere giornate, 289 performance, workshop e showcase, hanno animato le differenti aree degli oltre 900 mq di spazio del Brancaleone, allestiti con 15 proiettori e altrettanti schermi.

Per il secondo anno consecutivo, l'edizione di LPM ha luogo in una sede d'eccezione, il Brancaleone, uno degli storici spazi autogestiti di Roma, la cui struttura ben si adatta alle esigenze del Meeting cresciuto negli ultimi anni in termini di contenuti, richieste di adesione da parte degli artisti partecipanti e presenze di pubblico.

LPM 2010 ripropone ancora una volta la formula delle quattro giornate, dando vita ad un evento dal carattere unico ed irripetibile, in un programma come sempre ricco di performance, vj set, workshop e showcase di progetti, software e prodotti all'avanguardia.

8 aprile. Vivaldi a Villa Lais

Per chi vuole cantare in un coro e non lo ha mai fatto.
Per chi già canta in un coro.
Per chi vuole accostarsi alla musica attraverso il canto.

II^ Prova Aperta a Villa Lais
Giovedì 8 Aprile Ore 20.30-23.00

CREDO RV 591 
di 
ANTONIO VIVALDI

INGRESSO GRATUITO.

Alla prova possono partecipare tutti coloro che sono interessati al canto corale e/o allo studio e all'esecuzione
del Credo di Antonio Vivaldi.
Questo secondo appuntamento si concentrerà sullo studio del 2° e 4° movimento del Credo
nonché la ripetizione del 1° e 2°.

I partecipanti alle prove potranno partecipare al concerto che si terrà il prossimo Giugno 2010
presso la sala teatro del Carcere di Rebibbia N.C.

Così come per il Magnificat di Vivaldi nel 2009
il concerto sarà registrato secondo licenza Creative Commons 3.0.


Le prove ed il concerto saranno diretti da Giuseppe Puopolo

Metro: Furio Camillo - Bus: 16,85
Info: puopologiuseppe@gmail.com

La festa dei pirati

20 Mar 2010 11:00
21 Mar 2010 02:00

L'Associazione Linux Club Italia
promuove l'evento:
.
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V

Altradomenica e Biomercato

21 Mar 2010 10:00
21 Mar 2010 20:30

L'Associazione Linux Club Italia
promuove l'evento:

L ' A L T R A D O M E N I C A

Altradomenica e Biomercato

Organizzata e promossa da: AIAB - associazione italiana agricoltura biologica - Consorzio Città dell'Altra Economia - Regione Lazio – Assessorato al Bilancio. Presso la Città dell'Altra Economia- Largo Dino Frisullo – foro boario (ex mattatoio) - Testaccio - Roma

DOMENICA 21 MARZO DALLE ORE 10.00 AL TRAMONTO

TEMA IN EVIDENZA: L'ACQUA

“una risorsa naturale da tutelare e che deve rimanere accessibile a tutti come è sempre stato da milioni di anni”.

Il “Consorzio Città dell’Altra Economia” e “A.I.A.B.” presentano la nuova edizione 2010 di “ALTRADOMENICA e BIOMERCATO”, un evento sui temi dell’altra economia; un insieme di iniziative che coinvolgono molte realtà della Provincia di Roma e della regione Lazio creando un grande appuntamento con lo scopo di avvicinare quanti più cittadini possibili ai temi da queste promossi (finanza etica, turismo responsabile, agricoltura e cucina biologica, commercio equo e solidale, riuso e riciclo, energie rinnovabili, software libero).

SEGUE IL PROGRAMMA

Sabato a Roma la festa dei pirati

Sabato a Roma la festa dei pirati

Il 20 marzo nella Capitale pirati italiani, europei e americani si danno convegno per affrontare i temi caldi del dibattito sulla libertà di cultura, il monopolio delle multinazionali e le leggi repressive dei governi

Tratto da L'Espresso - di Arturo Di Corinto - 15 marzo 2010

"Go Create" esorta la Sony. "It's all around you" dice la Vodafone. "Think Different" è lo storico slogan di Apple. Un invito a emanciparsi acquistando consolle, telefoni e computer. E poi ci si lamenta se questi aggeggi vengono usati in una maniera diversa dalle intenzioni di manager e progettisti. Che è quello che poi fanno i pirati.

Ma chi sono i pirati? Quelli che vendono dvd copiati sui marciapiedi, pendagli da forca di navi corsare o difensori della libertà di parola? Tutti e tre dicono Lawrence Lessig (Free Culture) e Matt Mason (The Pirate's Dilemma). Con una differenza. Alcune forme di appropriazione di prodotti tecnologici e culturali sono furti belli e buoni, altre sono forme di innovazione proprie della cultura digitale di massa.

Più banda, hardware potente e software gratuito hanno creato una generazione di utenti per i quali i confini fra produzione e consumo scompaiono (i prosumer) ma quando remixano contenuti, duplicano opere e modificano consolle adattando la tecnologia alle proprie necessità diventano yankee, cioè pirati, l'epiteto spregiativo con cui gli europei indicavano gli americani imitatori senza scrupoli. E pirati lo furono gli iniziatori della cultura hollywodiana - per non pagare le tasse dell'invenzione di Edison si spostarono a ovest - come pure gli artefici delle prime radio commerciali, o gli inventori del DivX.

I pirati innovano industrie e consolidano brand e oggetti diventando talvolta veicoli pubblicitari di prodotti di largo consumo come il software facendo dire a Bill Gates: "fintanto che continueranno a rubare [software], è meglio che rubino il nostro. Finiranno per assuefarsi e poi scopriremo come fare per riscuotere il dovuto".

Certo rubare idee è una cosa sbagliata e difendere il proprio lavoro una cosa giusta, ma quello che per qualcuno è un terrorista del copyright, per altri è un combattente per la libertà di creare. Che spesso non rovina i mercati ma ne crea di paralleli innovando prodotti e processi, obbigando l'industria tradizionale a escogitare nuovi business e nuove strategie di vendita. "I pirati competono proprio come noi su qualità, prezzo, disponibilità" ebbe a dire Anne Sweeney della Walt Disney nel 2006. Come altrimenti affrontare un fenomeno ormai globale che trasforma un teenager giapponese in un imprenditore di successo che vende in rete Nike ridisegnate o l'hip hopper che, campionando brani musicali altrui, diventa una macchina da soldi con tanto di logica del marchio, merchandinsing e talk show televisivi?

E allora con questi pirati bisogna farci i conti. Un'occasione è la festa dei Pirati a Roma, il 20 marzo, al cinema Capranica, a due passi da Montecitorio, dove pirati italiani, europei e americani si sono dati convegno per affrontare i temi caldi del dibattito sulla libertà di cultura, il monopolio delle multinazionali e le leggi repressive dei governi.

A partire da alcune domande: come si fa a compensare gli autori delle opere creative diffuse in Rete? È giusto tassare Internet per chi non scarica file? È possibile proteggere il diritto d'autore senza violare la privacy di tutti? Un amante del "peer-to-peer" deve andare in galera?

Per i pirati che caleranno a Roma e che hanno invitato anche la politica a partecipare al dibattito, parlare di diritto d'autore significa discutere di cosa si intende per cultura, di cosa identifica un atto come creativo, del ruolo avranno artisti, intermediari e avvocati nel mercato digitale. Perché una cosa è certa, l'industria che pensa di competere sul mercato ricorrendo agli avvocati ha già perso.

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