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Wikipedia: social network e sapere aperto
Inserito da francio il 17 Dicembre, 2007 - 01:12 Libertà e Diritti DigitaliWikipedia: social network e sapere aperto
Gianluigi Gamba racconta l’esperienza italiana
di LUCA ROLANDI da www.lastampa.it del 14.12.2007
TORINO. A chi appartiene la conoscenza? Quali sono i mezzi democratici per condividerla cercando di farne partecipe un mondo sempre più vasto di utenti? Sono queste, tra le tante domande, le questioni di fondo che si sono posti i partecipanti dal convegno di studi a Torino promosso da Federmanager sul fenomeno Wikipedia.
Il 15 gennaio 2001 faceva il suo esordio in rete come progetto complementare di Nupedia (un progetto con scopo analogo ma la cui redazione era affidata ad esperti). La Wikimedia Foundation, un’organizzazione no-profit di diritto statunitense, ha successivamente dato vita a progetti complementari tra cui Wiktionary, Wikibooks, Wikisource, Wikispecies, Wikiquote, Wikinotizie e Wikiversità. L’ enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un'organizzazione senza fine di lucro.
Attualmente sono una dozzina i dipendenti che lavorano per la fondazione in Florida, ma presto si trasferiranno a S. Francisco. Sorvegliano soprattutto la parte hardware e server di questa che ormai è l’enciclopedia più famosa del globo. È pubblicata, infatti, in circa 250 lingue differenti (di cui circa 180 attive, quella in inglese è quella col maggior numero di voci) e contiene voci sia sugli argomenti propri di una tradizionale enciclopedia, che su quelli di almanacchi, dizionari geografici e di attualità. Il suo scopo è quello di creare e distribuire un’enciclopedia libera, nel maggior numero di lingue possibili.
Per un welfare dell'innovazione
Inserito da francio il 17 Dicembre, 2007 - 01:15 Iniziative e AppuntamentiPer un welfare dell'innovazione
Un nuovo editore si affaccia sul fronte della produzione di conoscenza: il territorio. Perché nell'era delle tecnologie digitali, di Internet, dei blog, di Wikipedia e dei social network, nuovi processi nella produzione di informazione e contenuti si affacciano all'orizzonte. E il territorio, la realtà locale fatta di tanti, piccoli centri nevralgici, può essere un'ottima bussola di tali processi
di Vittorio Strampelli, da aprileonline.info del 14 dicembre 2007
"Nell'era della produzione immateriale, la relazione col territorio diventa un fattore di competitività. Per esaltare il genius loci della creatività legata alla storia, alla cultura e alle tradizioni di un territorio come quello di Roma, è necessario favorire l'accesso agli strumenti produttivi e alle infrastrutture di comunicazione, semplificare le regole, e favorire il dialogo fra cittadini, imprese e amministrazioni nell'ottica di un ‘welfare della comunicazione'. E' tempo, dunque, di approntare un Piano regolatore della comunicazione per Roma".
Si apre così, con le parole del professor Arturo Di Corinto - docente di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Roma "La Sapienza" -, il convegno-dibattito "Per un welfare della creatività e dell'innovazione", promosso dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati e dall'Assessorato alla Comunicazione del Comune di Roma, insieme alla Facoltà di Scienze della Comunicazione e a Frontiere Digitali. Sottotitolo: "Roma, s'avanza un nuovo editore: il territorio". Perché nell'era delle tecnologie digitali, di Internet, dei blog, di Wikipedia e dei social network, nuovi processi nella produzione di informazione e contenuti si affacciano all'orizzonte. E il territorio, la realtà locale fatta di tanti, piccoli centri nevralgici, può esserne un'ottima bussola.




























