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CC, un virus per Wikipedia

Le nuove forme di Diritto d'Autore

CC, un virus per Wikipedia

Siamo all'alba di un cambiamento epocale sul fronte del copyleft. Una svolta annunciata da Jimbo Wales e Lawrence Lessig. La comunità di Wikipedia è in fibrillazione

di Gaia Bottà da punto-informatico.it del 3.12.2007

È Jimmy Wales a diramare l'annuncio: il panorama del copyleft si avvicina ad un'integrazione, presto verranno abbattute le barriere che ancora esistono tra licenze libere originate da comunità diverse. Free Software Foundation (FSF) ha acconsentito a modificare la GNU Free Documentation Licence (GFDL) rendendola compatibile con la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike. Il cardine sarà Wikipedia.

Sede dell'annuncio, un evento organizzato a San Francisco da Wikimedia Foundation e iCommons: fra una folla vociante, Wales e Lawrence Lessig hanno dato notizia della "liberazione di Wikipedia", frutto dell'intesa raggiunta con FSF. Un accordo da lungo tempo rincorso, un accordo che, rendendo interoperabili due tipologie di copyleft, consente all'ecosistema delle licenze libere di agire in armonia e di dispiegare appieno il proprio potenziale.

In un video postato dal CEO di Jamendo sul suo blog, Wales spiega che la GFDL "è una buona licenza, ma è molto complicata e difficile da usare." La GFDL trae origine dalla comunità del software libero, è stata messa a punto per mantenere libere le documentazioni del Free Software, ma non appare abbastanza flessibile per aderire e tutelare la libertà di opere come Wikipedia.

La Baia: non ci fermeremo. Mai

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La Baia: non ci fermeremo. Mai

Un tempo qualcuno vendeva ghiaccio, ma oggi non si lamenta dell'esistenza dei frigoriferi. Così prosperano i gestori di Pirate Bay. Brokep: se una cosa la posso prendere, solo io posso decidere se prenderla o no

di Marco Valerio Principato da punto-informatico.it del 3.12.2007

Non ne vuol sapere di morire, la nota Baia dei Pirati. Arrivano staffilate da ogni dove: l'ultima è quella di Fred Goldman, padre di Ron Goldman, assassinato nel 1994 insieme a Nicole Brown Simpson. Fred Goldman ha aggiunto alle migliaia di altre denunce contro The Pirate Bay la sua causa perché, riferisce TorrentFreak, dai server della Baia sono uscite copie digitali di un libro - a suo tempo censurato e distrutto - che racconta l'assassinio. La qual cosa avrebbe provocato a Fred Goldman danni per 150mila dollari.
Eppure, la Baia resiste. E bene, perché i suoi gestori si sono tutelati. Tutto è all'estero, ma la sede è in Svezia: e ritengono quindi di non dover rispondere alle leggi statunitensi. I loro server, poi, non svolgono alcun servizio di hosting, limitandosi a dire "dove si trova" questo o quel file. E questo vale per tutto, dal libro sull'assassinio di Goldman ai file musicali, dai film a qualsiasi altro contenuto - coperto o meno da diritto d'autore.

Yorke: Abbiamo dimostrato che l'industria non ci serve

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Yorke: "Abbiamo dimostrato che l'industria non ci serve"

La sfida dei Radiohead. Il leader del gruppo inglese spiega il successo della vendita in rete del nuovo disco a offerta libera

Tratto da Repubblica del 3.12.2007 - di GIUSEPPE VIDETTI

LONDRA - Thom Yorke, il leader dei Radiohead, è un artista così puro, che si fa scrupolo persino di andare in tournée per paura di... inquinare. "A Firenze, la mia meta preferita, vado sempre in treno con mia moglie e i bambini. Gli aerei avvelenano l'aria", dice l'artista, 39 anni, addentando il suo veggie burger in un pub londinese dove nessuna rockstar metterebbe mai piede. Come avrebbe potuto, uno come lui, continuare a far dischi senza porsi domande?

Il cantante che si è rifiutato d'incontrare Blair nella famosa tavola rotonda sul riscaldamento globale e ha detto di no a Paul McCartney che l'aveva invitato a suonare, ha fatto tremare l'industria discografica e il mondo del rock: lo scorso 10 ottobre i Radiohead hanno deciso di vendere on line le canzoni di In rainbows, il loro settimo album, accettando qualsiasi offerta (anche zero euro) per il download. Molti colleghi (Lily Allen, Pearl Jam) li hanno definiti arroganti; altri (Courtney Love, la cantante lirica Barbara Hendricks) stanno seguendo le loro orme.

Welcome Anonet

Libertà e Diritti Digitali

Welcome Anonet

Tratto da http://www.anonet.it/wordPress/ - 22 Novembre 2007

Anonet è una “darknet”, cioè una rete “chiusa” (riservata ai membri di una comunità), anonima e cifrata. A differenza di molte darknet, Anonet è pubblicamente accessibile e ben documentata. Può essere usata per comunicare in modo anonimo e protetto via e-mail, chat (IRC ed altri) ed Instant Messaging (Jabber ed altri). Può essere usata per pubblicare siti web e blog anonimi e per scambiare file di qualunque tipo usando HTTP, FTP, BitTorrent, eDonkey e qualunque altro mezzo normalmente disponibile su Internet.

Le comunicazioni tra i vari nodi corrono all’interno di appositi tunnel crittografici creati da OpenVPN, un programma open source molto diffuso e normalmente utilizzato dalle aziende per creare delle reti private virtuali (VPN, ovvero “Virtual Private Network”) con cui collegare le loro varie sedi. Su Anonet, ogni nodo (cioè ogni computer e, per estensione, ogni utente) è identificato solo da un indirizzo IP anonimo. Chiunque può collegarsi ad un apposito server, all’interno di Anonet, e riservare per i propri usi personali delle intere sottoreti TCP/IP, composte da centinaia di indirizzi IP, senza essere costretto a rivelare la propria identità. In seguito, può usare uno qualunque di questi indirizzi IP per esporre su Anonet un server web, un server di posta elettronica o qualunque altro servizio. Nello stesso modo, un utente può usare uno di questi indirizzi IP per navigare su Anonet con un normale browser web. Di conseguenza, su Anonet non è possibile risalire all’utente basandosi sul suo indirizzo IP.