Il futuro è libero

archivi

Communia: bene il primo round

Convegni incontri dibattiti rassegne

Communia: bene il primo round

Inaugurata a Torino la prima giornata di studi sul pubblico dominio, finalizzato alla tutela dei commons in Europa. Relatori e pubblico internazionale hanno affrontato i tanti temi inerenti i beni a disposizione di tutti: siano esse infrastrutture, applicazioni o leggi.

Di Gabriele De Palma da visionpost.it del 21/01/2008

Molte presenze internazionali venerdì nell'Aula Magna del Politecnico ricavata in una sala del Lingotto. Si discuteva di pubblico dominio e di commons nel primo workshop dell'iniziativa (di cui abbiamo già scritto) sovvenzionata dall'Unione europea e battezzata Communia. La giornata, intensa e assai tecnica in alcune sue relazioni, ha visto alternarsi sul podio dei relatori personaggi più o meno noti. Da Robert Horvitz, direttore di OpenSpectrum, a Stefano Quintarelli, tra i massimi esperti di network, dalla giurista Severine Dusollier al giovane programmatore italiano Simone Brunozzi, autore di un motore di ricerca Open Source, p2p e social.

Ad aprire i lavori, l'organizzatore Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico e traduttore delle licenze Creative Commons nel sistema giuridico italiano. È stato compito di De Martin inquadrare il dibattito in modo realista: la tecnologia non è neutrale, né mai lo è stata, nonostante l'approccio tradizionale in base al quale "a tool is just a tool". La non neutralità della tecnologia è quella dello scienziato che deve soppesare le conseguenze delle proprie invenzioni, l'uso politico che queste possono avere. Per questo è necessaria una riflessione, e una giornata come quella organizzata dal Politecnico torinese si è rivelata un'occasione ideale.