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L'anniversario di domani: dieci anni di opensource

Il Software Libero

L'anniversario di domani: dieci anni di opensource

di Michele Nasi da www.ilsoftware.it del 7 aprile 2008

Uno dei momenti più importanti della storia del software che ha avuto conseguenze sino a dieci anni fa inimmaginabili, è il rilascio da parte di Netscape del codice sorgente del suo browser. La licenza permetteva l'effettuazione di modifiche sul codice del prodotto e la sua libera redistribuzione. Correva l'anno 1998.

Dopo l'annuncio, Netscape creò un gruppo di esperti e li invitò a prendere parte ad una sessione strategica durante la quale venne coniato il termine "opensource". La "Open Source Initiative" (OSI) fu poi successivamente lanciata per supportare e garantire il rispetto della definizione iniziale con cui è stata descritta la filosofia opensource.

In occasione del "Free Software Summit", evento organizzato da Tim O'Reilly in risposta al crescente interesse riscosso da parte della nuova strategia promossa da Netscape, la "filosofia opensource" fu pubblicamente presentata. Era l'8 Aprile 1998. Il "Free Software Summit" vide, tra i partecipanti, i più grandi protagonisti del mondo opensource e dell'industria del software: Linus Torvalds, Eric Allman, Kirk McKusick, Michael Tiemann, Eric Raymond, John Gilmore, Paul Vixie, Brian Behlendorf, Jamie Zawinsky, Tom Paquin, John Ousterhout, Phil Zimmermann, Rich Morin, Mark Stone, Greg Olson, Fred Baker, Larry Wall e Guido van Rossum, giusto per fare qualche nome.

Affair OOXML

Affair OOXML

OOXML è diventato uno standard internazionale tra aspre polemiche. Alcune indagini sono ancora in atto, ma nel frattempo si sprecano le critiche da Red Hat, Ubuntu, IBM ed altri. OpenOffice, per voce di Italo Vignoli, rimane in attesa: decida il mercato

di Michele Costantino Soccio da webnews.it del 7.04.2008

In seguito all'approvazione dello standard ISO 29500, basato sul discusso formato OOXML di Microsoft, non sono tardate ad arrivare le polemiche sia riguardo l'effettiva apertura di questo formato, sia a proposito delle sospette irregolarità che avrebbero inquinato il processo di approvazione, tanto da convincere la Commissione Europea ad aprire un'indagine al riguardo.

Come era facile aspettarsi le critiche più decise sono arrivate principalmente della comunità open source e dalle società impegnate nella promozione del formato ODF, l'OpenDocument Format, utilizzato da OpenOffice.org e già standardizzato dall'ISO nel maggio del 2006. Tra le prime a schierarsi è stata RedHat, in questi ultimi giorni divenuta simbolo del successo commerciale dell'open source, ha dichiarato in un comunicato stampa di essere «delusa e fortemente sorpresa che Office Open XML, uno standard monopolisticamente promulgato da un singolo vendor sia passato grazie uno sfortunato e sfortunato processo di approvazione ISO in modalità fast-track». RedHat si dice comunque fiduciosa sulla forza che il formato ODF, standard ISO da più tempo, continuerà ad avere nelle scelte di governi e aziende.