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La maratona hacker

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La maratona hacker

Tre gruppi si sfideranno in 24 ore di programmazione continuata, per migliorare alcuni software open source.

da ZEUS News - www.zeusnews.it del 03-05-2008

Hacker, aspiranti tali e programmatori di software open source: per tutti costoro Google ha ideato Hackontest, la maratona hacker.

Si tratta di 24 ore filate di programmazione, durante le quali tre gruppi di tre programmatori lavoreranno su tre progetti di software a sorgente aperto. Il tutto si svolgerà il 24 e il 25 settembre 2008 a Zurigo, in Svizzera.

Durante la fase di eliminazione, in cui verranno scelti i tre gruppi che andranno a sfidarsi a Zurigo, c'è spazio anche per gli utenti: si possono proporre migliorie e nuove funzioni da aggiungere a progetti esistenti, che poi dovranno essere realizzate durante l'Hackontest.

Per esempio, tra i progetti elencati ci sono: Scribus, programma per il desktop publishing; Coreboot, ossia un'implementazione libera di Bios/Efi; Blender, la suite per l'animazione 3d; Debian, distribuzione Linux; OpenOffice, la suite per l'ufficio sponsorizzata da Sun.

Il team vincitore della competizione, dichiarato dall'apposita giuria di 10 membri, otterrà in premio 8.500 dollari.

Con questa iniziativa Google vuole rendere visibile l'entusiasmo che c'è dietro allo sviluppo dei progetti open source e, nel frattempo, apportare i miglioramenti richiesti dagli utenti a diversi software.

La sfida del lavoro al tempo della rete

Il Lavoro e l'innovazione tecnologica

La sfida del lavoro al tempo della rete

Mentre sfuma il confine tra pubblico e privato, c'è bisogno di nuove forme di organizzazione.
Intervista a Ned Rossiter

di Alessandro Delfanti da ilmanifesto.it del 1.05.2008

Dalle reti virtuali di Internet alle reti sociali e di lavoratori che vivono nel mondo della precarietà. Ned Rossiter è un ricercatore indipendente che vive a Pechino e che si occupa dei nessi tra cultura di rete, lavoro creativo e precarietà. Il suo libro Organized Networks: Media Theory, Creative Labour, New Institutions verrà pubblicato da Manifestolibri il prossimo autunno. Gli abbiamo chiesto di commentare la EuroMayday 2008, l'annuale mobilitazione dei precari europei (v. box), prendendo spunto da quello che succede online, nello sfruttamento economico della cooperazione di milioni di utenti da parte delle aziende del web 2.0, e nella società, dove il precariato è alla ricerca di nuove forme di organizzazione e di risposte alla complessità del capitalismo odierno.

Come ricostruire le organizzazioni dei lavoratori e rispondere ai loro bisogni nella società in rete?
Le organizzazioni politiche si trovano di fronte a diverse sfide. Primo, c'è bisogno di criticare la visione del lavoro come un'entità coerente e ben distinta. Sappiamo bene che nei fatti il lavoro è contraddittorio e contiene registri multipli e differenti che non è facile connettere. Il problema è come organizzare gli inorganizzabili? Secondo, dobbiamo interrogarci sul confine tra lavoro e vita, un confine che la biopolitica contemporanea ha reso indistinto, mettendo al lavoro e rendendo produttivo ogni aspetto della vita. Non possiamo più separare il pubblico dal privato, e ciò ha un'enorme importanza sul modo in cui immaginiamo le organizzazioni politiche di oggi. Paolo Virno parla di una "sfera pubblica non-statuale". Ma dov'è questa sfera? In rete, e in nessun luogo. Ci sono fantastiche organizzazioni politiche che restano soltanto al livello del virtuale, che è il territorio delle information war di oggi. Però il problema della materialità persiste, e diventa urgente come ci dimostra la crisi ecologica.