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Promossa un'iniziativa mondiale contro i brevetti software

I brevetti Software

Promossa un'iniziativa mondiale contro i brevetti software

di Michele Nasi da ilsoftware.it del 3.09.2008

Un'ottantina di produttori software, associazioni, organizzazioni (tra le quali la "Foundation for a Free Information Infrastructure") e sviluppatori, hanno annunciato una giornata di protesta contro i brevetti software.

Il 24 Settembre è il giorno fissato per la manifestazione che, stando a quanto dichiarato dagli organizzatori, vedrà una raccolta di firme contro i brevetti software in numerosi Paesi, sia in Europa che negli Stati Uniti.
La data è stata scelta poiché ricorrono cinque anni dalla decisione, intrapresa del Parlamento Europeo, di aggiungere nuove misure di protezione nei confronti dei programmi per elaboratori elettronici.

Benjamin Henrion, fondatore della coalizione "StopSoftwarePatents", ha spiegato l'obiettivo dell'iniziativa che mira ad escludere la brevettabilità del software a livello mondiale. Secondo Henrion sarebbe l'unica soluzione per evitare le interminabili diatribe legali derivanti dalle azioni promosse da aziende che lucrano sull'esistenza di brevetti software e per scongiurare monopoli nell'ambito dei programmi per personal computer.

I promotori dell'iniziativa StopSoftwarePatents spiegano come i brevetti software minino alla "libertà di innovare".

OPEN SOURCE o PROPRIETARI?

Il Software Libero

OPEN SOURCE o PROPRIETARI?

da internapoli.it del 08.09.2008

«L’unico problema è che poi ci trovi “Vista”». Questo è il pensiero che, chi più chi meno fa, trovandosi alle prese con la scelta di un nuovo computer. Molti giurano addirittura di avvertire un angosciante senso di impotenza legato all’imposizione di fatto da parte di tutte le case costruttrici del settore informatico dei sistemi operativi Microsoft sull’acquisto di un nuovo calcolatore. Per legge non possono essere immessi sul mercato macchine senza un sistema operativo preinstallato. Quello che però resta un mistero è perché questo debba essere unicamente il prodotto di un solo marchio. Nessun dubbio sulla bontà di questo eppure qui sembra essere alle prese con un monopolio di fatto. Lasciando agli economisti una più approfondita disquisizione in merito, cerchiamo di mettere a conoscenza del lettore che esistono altre soluzioni. Purtroppo queste si vedono poco e maggiormente negli ambienti in cui c’è in giro una certa aria di “competenza informatica”, almeno così dice chi fa uso di altri sistemi operativi. Fortunatamente questa situazione a giudicare dai dati è destinata almeno in parte a mutare.

Si sente in giro parlare sempre più frequentemente ormai di “Open Source” (dall’inglese che significa sorgente aperto) indica un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione. Tutto questo ovviamente gratis! Questo ragionamento vale un po’ per tutti i softwares, non solo per i sistemi operativi. La “battaglia” difatti coinvolge svariate tipologie di programmi, dai lettori musicali ai DBMS. Oggigiorno il peggior nemico di Ms Windows è sicuramente Linux. Quasi tutti lo hanno sentito nominare almeno una volta, ma di che cosa si tratta esattamente?

E ora quale blog verrà chiuso?

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Contrappunti/ E ora quale blog verrà chiuso?

Una legge dello Stato consente di chiudere la bocca a chiunque voglia esprimere sul web punti di vista non autorizzati. Lo dicevamo sette anni fa, lo ripetiamo oggi. Chi allora lo negava oggi addirittura si stupisce

di massimo mantellini da punto-informatico.it del 08 settembre 2008

Nei giorni scorsi sono state infine rese pubbliche le motivazioni della sentenza di condanna che il giudice di Modica Patricia Di Marco ha inflitto allo storico siciliano Carlo Ruta nello scorso mese di maggio. Il sito web di Ruta, Accadeinsicilia.net, nel quale venivano raccolte testimonianze, appunti e articoli sulla storia recente dell'isola, è stato prima oscurato dalla Polizia Postale di Catania e poi definitivamente chiuso, per il reato di "stampa clandestina". Senza entrare negli aspetti tecnici del dispositivo, commentati nei giorni scorsi da Guido Scorza su queste stesse pagine, vorrei dire che questa sentenza racconta in maniera chiara e puntuale la deriva ideale di questo paese.

Se il giudice di Modica avesse avuto una idea seppur vaga di come Internet abbia in questi ultimi anni mutato lo scenario della comunicazione in tutto il pianeta, forse il suo punto di vista sarebbe stato differente. Perché oggi, secondo la legge alla quale si è fatto riferimento nella sentenza, gran parte della comunicazione in rete potrebbe essere considerata "stampa clandestina". Tutto può a questo punto essere definito in qualche misura clandestino nella rete italiana, qualsiasi manifestazione del pensiero non correttamente bollinata lo è, qualsiasi appunto redatto su un blog, qualsiasi cosa che abiti anche solo pochi secondi dentro la grande rete.

RealDvd rippa i film legalmente, senza scardinare il DRM

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RealDvd rippa i film legalmente, senza scardinare il DRM

RealNetworks ha lanciato un programma in grado di fare copie perfettamente legali di film e show in Dvd. Le major preoccupate hanno le mani legate.

da www.zeusnews.it del 08-09-2008

Rippare un Dvd - ossia realizzare una copia su hard disk del proprio film o show preferito - è vietato, anche in Italia, se il Dvd è protetto con tecnologie di gestione dei diritti digitali (Drm). Più precisamente, non è vietata la copia in sé (la copia privata è permessa, e infatti i supporti li paghiamo cari proprio per questo motivo), ma secondo la legge non si devono scardinare le protezioni che la impediscono.

Sebbene la copia in quanto tale sia permessa, di fatto è vietata, visto che praticamente tutti i software di ripping bypassano le protezioni. La storia di Dvd Jon, famosissima, dovrebbe aver insegnato qualcosa sui mezzi che le major amano usare per difendere i propri prodotti.

RealNetworks, azienda nota soprattutto per il lettore multimediale RealPlayer, ha presentato a San Diego un software in grado di rippare un Dvd rimanendo allo stesso tempo completamente nella legalità. Per farlo, anziché togliere il Drm ne aggiunge un altro strato.

Il programma in questione si chiama RealDvd: costerà tra i 40 e i 50 dollari (ma il prezzo di lancio è di soli 30 dollari) e, una volta installato, è in grado di copiare in 15 - 20 minuti un intero Dvd a doppio strato sul disco rigido. Se si tratta di un film, sarà completo di extra, tracce audio supplementari, sottotitoli e via discorrendo.