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Diritti d'autore: governare la Rete significa ucciderla?
Inserito da neo il 11 Novembre, 2008 - 14:35 Le nuove forme di Diritto d'AutoreDiritti d'autore: governare la Rete significa ucciderla?
7/11/2008 - INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA SIAE
Tratto da www.lastampa.it - 07.11.2008
GIORGIO ASSSUMMA (*)
Gli autori, gli editori, i produttori, insomma l’intera industria dei contenuti ci è cascata dentro fino in fondo. Nella rete. Quella digitale. E non riesce a districarsene. Un intrico di tecnologie sempre più efficaci e pervasive, norme, interessi economici prevalenti, forse anche strategie di marketing e offerte legali partite in ritardo, hanno fatto sì che ormai l’intera filiera dei contenuti creativi abbia subito dagli scaricamenti illegali di opere tutelate, danni incalcolabili. Un’opinione pubblica che fa leva sulla “libertà del consumatore” di scaricare dalla rete opere protette senza corrispondere alcunché perché “la cultura deve essere libera e gratuita”, ha fatto il resto. Così oggi, per comprare una valigia on line, un biglietto aereo, un orologio…si ritiene giusto dover prima pagare, mentre per una canzone, un film, un testo letterario si sostiene di no: la merce “mercantile” va rispettata, la più “spirituale” opera dell’ingegno, no. C’è qualcosa di straordinario in questo ribaltamento di prospettiva, tant’è che qualcuno si è spinto a prospettare la formula del “sulla rete tutto (film, musica, foto ecc.) libero, salvo avvertenza contraria”. Come se su un’ automobile parcheggiata o su un cavolfiore al mercato, dovesse campeggiare la scritta “vietato appropriarsene senza pagare”, altrimenti, senza avvertenza, ognuno può prendersi ciò che vuole. Si legga, in questo senso, il bel pamphlet “La gratuità è un furto”, scritto da Denis Olivennes, Direttore del “Nouvel Observateur”, pubblicato ora in Italia da Scheiwiller.




























