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SIAE e Creative Commons si cercano. Si troveranno?

Le nuove forme di Diritto d'Autore

SIAE e Creative Commons si cercano. Si troveranno?

Le incompatibilità sono lampanti: l'artista che rilascia sotto licenze CC non può conferire il mandato alla SIAE per far riscuotere i propri compensi. Lentamente, si sta lavorando affinché cambi qualcosa

di Gaia Bottà da punto-informatico.it del 2 dicembre 2008

Ramazzotti non è il solo

Faenza - Le libertà offerte da Internet potranno trasformarsi in opportunità: SIAE auspica di poter tornare al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza il prossimo anno e di annunciare un progetto di collaborazione con Creative Commons, un incastro tra la rigidità di leggi e regolamenti e la flessibilità con cui le licenze Creative Commons consentono agli autori di riservarsi alcuni diritti e di cedere altrettanti permessi.

Riprodurre non ha costi, diffondere non ha costi, non ha costi l'opportunità di guadagnarsi una visibilità presso folle di pubblico o nicchie di appassionati, che possano alimentare la voglia dell'artista di coltivare il proprio talento. Le opportunità offerte dalla rete sembrano però scontrarsi con una regolamentazione che non sa transigere: il diritto d'autore è monolitico, per approfittare delle tutele garantite agli artisti dalle istituzioni va abbracciato in toto. In caso contrario va gestito sul filo delle eccezioni e delle aree grigie. Nel quadro del convegno Siae e Creative Commons: insieme si può? organizzato dall'ARCI, gli artisti, SIAE, Creative Commons e gli intermediari che si sono fatti spazio in rete erano al MEI per tentare la connessione.

Verso un accordo tra Creative commons e Siae?

Le nuove forme di Diritto d'Autore

Verso un accordo tra Creative commons e Siae?

Nuovi modelli di business e diritti nella società della conoscenza. Due mondi si sono confrontati lo scorso week end a Faenza, nell’ambito dello storico Meeting delle Etichette Indipendenti, al convegno «Creative Commons e Siae: insieme si può? – L’evoluzione della tutela del diritto d’autore». Un incontro organizzato dall’Arci che da tempo ha intrapreso un percorso in questo senso.

Tratto da Carta - di Marco Trotta - 01.12.2008

«Il prossimo 10 Dicembre – racconta Carlo Testini – ci sarà il sessantesimo anniversario della dichiarazione dei diritti dell’uomo e un’assocazione come la nostra, che cerca di promuovere i diritti ogni giorno, oggi si vuole impegnare anche su quelli all’accesso e alla libera circolazione nella società della conoscenza. Un tema tutt’altro che specialistico e che incontra anche i territori in una logica di filiera corta con la promozione delle culture locali».

Per questo motivo qualche mese fa è nata una collaborazione tra Arci e Stampa Alternativa che con il supporto del comune di Modena ha dato alle stampe due agili libri «Ubuntu per tutti» di Riccarco Cavalieri e «Creative Commons: manuale operativo» di Simone Aliprandi [testo e videolezioni scaricabili anche on line] che hanno fatto da corollario da seminari interni e convegni e che vorrebbero essere da supporto al progetto di rendere i circolari Arci, la prima rete di locali pubblici dove si sperimenti la fruizione di concerti e musica registrata sotto creative commons. Una situazione che in Olanda è già possibile grazie all’accordo tra creative commons [Cc] e la Buma/Stemra, l’equivalente della nostra Siae. «Quando presentammo quattro anni fa le licenze creative commons nel nostro paese – ha raccontato durante il conegno Paul Keller di Cc Olanda – molti musicisti ci chiesero come potevano utilizzarle visto che la Buma/Stemra deteneva tutti i diritti. Il paradosso era: se sono iscritto vengo tutelato, ma perdo la possibilità di fare ciò che voglio della mia musica. Se non sono iscritto diventa quasi impossibile chiedere i diritti per tutti gli utilizzi commerciali ma sono libero di farla fruire come voglio». Una situazione che scontentava molti artisti e che fece nasce prima una interlocuzione con Burma/Stemra e poi un vero e proprio progetto. «Oggi qualunque artista iscritto – continua Keller- può sottoscrivere un accordo aggiuntivo per il quale gli utilizzi commerciali verranno ancora tutelati da Buma/Stemra, ma per quelli non commerciali varrà una delle tre licenze creative commons messe a disposizione sul sito http://www.bumastemra.nl».