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Sui desktop russi l'ODF di IBM
Inserito da francio il 6 Marzo, 2008 - 01:00 Il Software LiberoSui desktop russi l'ODF di IBM
Big Blue, Red Hat, un produttore austriaco e un distributore polacco invaderanno i mercati dell'Est europeo con l'alternativa a Windows ed Office. Costi minori per gli utenti, più business verso il formato open
da punto-informatico.it del 6 marzo 2008
C'è Open Document Format (ODF) e Linux nel cuore di una nuova iniziativa software per i PC dell'Europa orientale, una operazione di largo respiro che unisce IBM, Red Hat, l'austriaca VDEL e il distributore polacco LX Polska. Sarà questo raggruppamento di imprese ad offrire ai mercati dell'Est europeo un pacchetto tutto incluso alternativo a Windows.
la sede dell'azienda a moscaVDEL ci metterà i suoi servizi di gestione di documenti e applicativi, Red Hat ci infilerà il suo sistema operativo Linux Desktop e IBM condirà il tutto con Lotus Notes e con gli applicativi di Lotus Simphony: il tutto troverà la via di mercati nei quali le soluzioni open source, tendenzialmente più economiche di quelle proprietarie, vengono generalmente recepite con ancora maggiore interesse di quanto avvenga sui mercati più "maturi". Dentro quindi anche Lotus Sametime (unified communication), WebsSphere Portal, Lotus Connections, Lotus Quickr e Lotus Expeditor.
L'interesse c'è tutto: in questi giorni a Mosca si sono incontrate numerose società pubbliche e private che hanno potuto prendere visione dell'offerta OpenReferent, il pacchetto alternativo centrato sullo standard documentale approvato da ISO, ODF appunto.
Beni culturali, più facile pubblicare immagini online
Inserito da francio il 6 Marzo, 2008 - 01:45 Le nuove forme di Diritto d'AutoreBeni culturali, più facile pubblicare immagini online
Dovrebbe arrivare prima delle elezioni un decreto sui paesaggi che, dopo il voto di ieri alla commissione Cultura della Camera, potrebbe riaprire le porte alla pubblicazione di molte fotografie. Wikipedia in ascolto
da punto-informatico.it del 6 marzo 2008
È in arrivo un decreto di fine legislatura che potrebbe riaprire il rubinetto alla pubblicazione di una serie di cosine in rete. Il provvedimento, voluto dal ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli, è pensato per armonizzare una serie di competenze affidate alle regioni in materia di gestione ambientale e paesaggi, ma al suo interno da ieri vi sono incastonate alcune novità sull'uso non commerciale delle immagini dei beni culturali.
Ieri la commissione Cultura della Camera dei Deputati ha infatti dato parere positivo al nuovo Codice inserendovi una sorta di liberalizzazione in quel tipo di utilizzo. La formulazione del codice attuale, è stato ricordato ieri, richiede una speciale concessione da parte del museo, cosa che come ben sanno i lettori di Punto Informatico ha spinto Wikipedia a cancellare numerose immagini. "Un danno di immagine per l'Italia e le sue istituzioni culturali", ha dichiarato il presidente della Commissione, Pietro Folena, nella relazione di ieri.
"La nuova formulazione - si legge in una nota - consente il libero uso delle immagini dei beni culturali, prevedendo l'autorizzazione solo nel caso in cui sia richiesto un intervento diretto da parte dell'autorità che ha in affidamento il bene stesso. Pertanto la riproduzione di immagini su Internet o su carta, se non a scopo commerciale, torna ad essere libera come nel resto del mondo. Rimane invece fermo il pagamento di un canone nel caso di usi commerciali (ad esempio la realizzazione di guide turistiche)".
Cultura libera? Giova ai cittadini, ma non alle major. Perciò...
Inserito da pil il 6 Marzo, 2008 - 03:39 Notizie ed informazioniTratto da www.liberliber.it
Nonostante uno studio del Governo inglese abbia dimostrato che estendere la durata del copyright danneggia il mercato europeo e, naturalmente, anche e soprattutto gli utenti, le grandi case discografiche stanno sferrando un nuovo attacco alla cultura libera: vogliono estendere a 95 anni la durata del copyright.
Secondo le major è bene mettere i lucchetti alla musica classica perché questo consentirebbe loro di guadagnare anche in un settore dove oggi, grazie ai diritti scaduti, c'è forte concorrenza. Non tengono conto delle piccole case discografiche (che spesso sopravvivono grazie alla musica classica libera), né ovviamente degli utenti, che in un mercato aperto possono scegliere l'edizione che preferiscono.
La Electronic Frontier Foundation e l'Open Rights Group stanno raccogliendo firme per fermare questa proposta di legge:
- Sound Copyright
http://www.soundcopyright.eu/petitionUlteriori informazioni su:
- Liber Liber News, 19/2/2008, "Imprigionati per 95 anni"
- ZeusNews, 5/3/2008, http://www.zeusnews.it




























