Il futuro è libero

archivi

Freenet più sicura con la versione 0.7

Libertà e Diritti Digitali

Freenet più sicura con la versione 0.7

Lo sviluppo è durato tre anni e ha comportato una riprogettazione della rete libera e anonima, che ora protegge meglio i propri utenti.

da ZEUS News - www.zeusnews.it del 12-05-2008

Freenet ha raggiunto la versione 0.7 dopo uno sviluppo durato ben tre anni, utilizzati per venire in aiuto di alcuni utenti costretti a nascondere il proprio uso della rete libera.

Freenet è in sostanza una rete peer to peer decentralizzata che è stata creata nel 2000 (ma l'idea è dell'anno precedente) per avere un sistema che permettesse lo scambio di informazioni senza censura. Gli utenti mettono a disposizione banda e spazio su disco: così le informazioni vengono pubblicate, anonimamente, replicate e crittografate: nessuno può averne il controllo e decidere che cosa sia accettabile e che cosa no.

Chiaramente questo approccio ha sollevato le critiche di chi teme l'uso di Freenet per la diffusione di materiale pedopornografico, cosa che purtroppo avviene; la rete dispone però di un certo sistema di difesa da questo genere di cose: i contenuti non consultati per un certo periodo scompaiono.

Freenet è invece apprezzata da quanti sono colpiti dalla censura e non hanno modo di esprimere liberamente le proprie idee; grazie alle sue caratteristiche, i partecipanti sono al sicuro da chi potrebbe metterli a tacere. Per questo ha successo in Paesi dove la libertà di parola può creare seri problemi, come la Cina.

La democrazia on line è già in crisi

La democrazia on line è già in crisi

Carlo Formenti nel suo nuovo saggio su Internet e democrazia denuncia il pericolo di un nuovo populismo della Rete che ci allontana dalla democrazia.

di Pier Luigi Tolardo da ZEUS News - www.zeusnews.it del 11-05-2008

Carlo Formenti, docente universitario di new media e giornalista del Corriere della Sera, è uno dei pochi in Italia a essersi dedicato al tema della democrazia elettronica con un approccio rigoroso e scientifico e, nel contempo, appassionato e impegnato.

Lo dimostra il suo ultimo saggio, uscito per i tipi di Cortina, dal titolo difficile Cybersoviet - Utopie postdemocratiche e nuovi media in cui l'autore, con coraggio e lucidità, critica e smentisce il suo stesso orientamento più ottimistico di qualche anno fa sulle potenzialità di Internet come canale per potenziare la democrazia e le sue istituzioni in crisi, logorate da "caste" di professionisti della politica lontani "anni luce" dai cittadini con i loro problemi concreti, rilanciando la partecipazione soprattutto dei più giovani.

Cybersoviet è un nome che vuole racchiudere l'utopia di voler rifondare grazie a Internet la "democrazia dei consigli", quella democrazia diretta, dal basso, espressione dei delegati sindacali, a cui lo stesso Formenti è stato legato in anni giovanili (questa fu la novità più importante del '68 italiano, che in Italia è stato infatti soprattutto operaio e sindacale, più che studentesco e intellettuale); naturalmente, se un simile movimento avesse luogo adesso, andrebbe sfruttata la capacità della Rete e delle tecnologie digitali di organizzare, senza mediazioni burocratiche, il dissenso e la protesta sociale.