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Coelho: BitTorrent fa bene alla cultura

Le nuove forme di Diritto d'Autore

Coelho: BitTorrent fa bene alla cultura

Il celebre scrittore sudamericano rilancia la sua teoria. E spiega che i suoi successi sono dovuti al P2P. Condividere come occasione per diffondere la conoscenza

di Luca Annunziata da punto-informatico.it del 14 maggio 2008

Ha venduto centinaia di milioni di copie dei suoi libri in tutto il mondo, i suoi romanzi sono arcinoti: Undici Minuti, L'Alchimista, Lo Zahir, Manuale Del Guerriero Della Luce. Paulo Coelho vive della sua arte, ma al contrario di altri suoi colleghi non teme il file sharing: anzi, secondo lo scrittore si tratta di uno strumento importante per la diffusione della cultura.

Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho"Sin dall'inizio dei tempi, gli esseri umani hanno avuto il bisogno di condividere - spiega lo scrittore a TorrenFreak - Che si tratti di arte o di cibo, condividere è parte della natura umana". Ma non di solo istinto si tratta: "Una persona che non condivide non è solo egoista, ma triste e sola". Per questo Coelho non ci ha pensato due volte prima di mettersi in gioco in prima persona e donare i suoi scritti alla comunità.

L'ha fatto qualche mese fa mettendo in piedi un blog intitolato Pirate Coelho, una vera e propria raccolta di decine di versioni in lingua originale e tradotte dei suoi libri. Lo scopo è semplice, spiega: permettere a tutti di "provare" quanto stanno leggendo prima di acquistarlo. Perciò tutto su FTP, BitTorrent, Rapidshare: un'idea a dir poco indigesta per gli editori, che all'inizio non avevano per niente gradito l'alzata d'ingegno.

Fedora 9 alla conquista di Linux

Il Software Libero

Fedora 9 alla conquista di Linux

Il progetto sostenuto da Red Hat rilancia la propria sfida a Ubuntu. Con una nuova versione che tenta di semplificare al massimo l'utilizzo del sistema operativo free. Ecco le novità salienti

da punto-informatico.it del 14 maggio 2008

Marcando stretta Ubuntu, la cui ultima release 8.04 ha visto la luce poche settimane fa, Fedora è giunta ieri alla nuova versione 9, nome in codice Sulphur. La nuova incarnazione di questa celebre distribuzione Linux porta con sé diverse novità di rilievo, soprattutto in aree quali la gestione del sistema, l'autenticazione, il networking, il file system e l'interfaccia utente.

Fedora 9Incalzato da Ubuntu, la cui priorità è da sempre la facilità d'uso, il progetto sponsorizzato da Red Hat sta spendendo molte energie nel rendere Fedora sempre più facile da usare e nel fornire ai novizi di Linux strumenti di configurazione intuitivi e automatizzati. Un esempio è dato da PackageKit, il nuovo package manager predefinito di Fedora 9 che promette di semplificare il processo di installazione e manutenzione dei programmi.

PackageKit utilizza alcuni dei più noti tool di gestione dei pacchetti, come yum, apt, conary e altri, fornendo una sorta di layer di astrazione tra questi ultimi e l'utente o un'applicazione esterna. Il suo scopo non è consentire agli utenti di mescolare, sullo stesso sistema, più formati di pacchetto (RPM, DEB ecc), ma fornire una sola interfaccia di gestione dei pacchetti per tutte le principali distribuzioni Linux.

FORUM PA: IL "CREATIVITY FORUM" PER UNA NUOVA ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Il Lavoro e l'innovazione tecnologica

FORUM PA: IL "CREATIVITY FORUM" PER UNA NUOVA ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Non un convegno ma un vero forum delle idee: una sessione di lavoro destrutturata in cui ciascuno è chiamato a dare il proprio contributo di proposte, riflessioni, stimoli, problemi sui temi chiave per lo sviluppo di una vera economia della conoscenza e dei contenuti digitali.

di Fiorello Cortiana

Ad alcuni dei più autorevoli esponenti della "rete" il compito di introdurre le questioni spinose: libertà della rete, open source come occasione di sviluppo di una imprenditoria del software, comunità on line, nuovi modi di lavorare nella società della conoscenza, diritto d'autore e nuove regolazioni, open knowledge, internet per la trasparenza della pa e altro ancora... per riflettere costruttivamente sul futuro prossimo!

Per innovare non è sufficiente adottare nuove tecnologie occorre uno sguardo capace di vedere questo passaggio culturale, economico e sociale, occorrono una politica pubblica ed un sistema normativo adeguati a definire un ambiente favorevole per l'economia della conoscenza. Oggi il 70% dell’economia europea è oggi costituito dai servizi : proviamo a pensare quanta comunicazione, quanta conoscenza, sia in termini di relazioni sociali che di pervasività digitale, sono contenute in quel 70%.

A fronte di questa percentuale occorre osservare che in Italia il sistema normativo, le procedure di rappresentanza e di negoziazione del mondo del lavoro, la definizione stessa delle politiche pubbliche, sono ancora l’espressione di un modello economico industriale manifatturiero. Se vogliamo che l'Italia sia protagonista nello straordinario cambiamento in corso dobbiamo stimolare l'innovazione in ogni aspetto della società e in particolare nella produzione dei contenuti che viaggiano in rete.