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«730 online? Giustizia sociale»

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«730 online? Giustizia sociale»

di Davide Varì da liberazione.it del 6.05.2008

«Sono esterrefatto, imbarazzato e sconcertato di fronte al silenzio del ceto politico». Tutto il ceto politico, oppure è un po' più esterrefatto dal silenzio del Pd? «Tutto, tutto. Non mi faccia dire altro..».

Guido Calvi, legale di Vincenzo Visco e già parlamentare dell'Ulivo, è duro, durissimo con chi ha deciso di fare orecchie da mercante. Durissimo con chi non ha avuto il coraggio di difendere l'iniziativa del viceministro delle finanze che ha deciso di mettere on-line i redditi di tutti gli italiani: «Un'operazione di trasparenza, altro che violazione della privacy», dice ancora Calvi raggiunto al telefono da Liberazione .

In effetti, di fronte al coro di critiche e di indignazione che, almeno per una volta, ha unito la "Casta" e Beppe Grillo - tutti insieme appassionatamente - non una sola voce si è alzata dalle parti del Loft del circo Massimo: non un Veltroni, non un D'Alema, non un Bersani. Nessuno ha difeso il viceministro Vincenzo Visco. Sarà un caso ma le uniche parole di sostegno sono arrivate dalla Sinistra: da Franco Giordano e dal ministro Paolo Ferrero.

«Io - insiste Calvi - sono convinto che non ci sia alcun reato. L'iniziativa del ministro è trasparente e per quanto ci risulta non c'è nessuna denuncia o inchiesta a suo carico. Certo, credo che verrà ascoltato dalla procura, ma sarà un'audizione come persona informata dei fatti». Del resto Guido Calvi rivendica con orgoglio la decisione di mettere on-line i 730 degli italiani: «In primo luogo- dice sempre più appassionato - non è la prima volta che vengono pubblicati i redditi dei personaggi famosi del nostro Paese, eppure nessuno si è mai sognato di appellarsi alla privacy; in secondo in luogo - riprende l'avvocato - credo che si tratti di una grande operazione di giustizia sociale. Giustizia sociale, proprio così».