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Drupal non solo un semplice CMS

Il Software Libero

Drupal non solo un semplice CMS

Drupal è un gestore di contenuti (CMS) Open Source realizzato in PHP, che consente di realizzare una grande varietà di siti Web basati sulla logica contenuto/commenti. Le sue doti di robustezza, sicurezza e flessibilità ne stanno decretando la diffusione a livello mondiale. Drupal Italia è il punto di incontro per favorire la partecipazione di tutta la community di utenti Drupal e gestisce il progetto ufficiale di traduzione e localizzazione italiana. Abbiamo parlato di Drupal con Marco Moscaritolo uno degli amministratori della community italiana.

di Antonio Savarese da datamanager.it del 14.07.2008

Drupal è una piattaforma di sviluppo CMS: quali sono le caratteristiche principali e quali gli elementi che la differenziano dai suoi competitors?

Drupal nasce come CMS, ma in verità si tratta di uno strumento molto più potente ed estendibile; molto spesso (dai conoscitori più profondi del sistema) lo si sente indicare come Framework, ovvero non come sistema da utilizzare, ma come infrastruttura di partenza per la creazione di applicazioni più complesse.
Personalmente non mi sento sicuramente di dire che è un vero e proprio framework, come può essere Zend o altri sistemi esistenti, ma sicuramente non si tratta di un semplice CMS.

Tra le caratteristiche principali del sistema possiamo certamente trovare tra di esse l'enorme modularità del sistema, raggiunta tramite la possibilità di usufruire degli hook, ovvero di andare a creare dei componenti che si agganciano alle funzioni fondamentali del core, andando a aggiungere elementi. Se vogliamo fare un esempio forse più comprensibile agli sviluppatori classici, possiamo indicare ogni hook come un overriding di una funzione, concetto molto usato nella programmazione ad oggetti (OOP), che nel caso di Drupal è sicuramente un modello di sviluppo a cui il sistema cerca di avvicinarsi, pur non essendo sviluppato utilizzando le potenzialità OOP di PHP.

Arci e Creative Commons

Le nuove forme di Diritto d'Autore

Arci e Creative Commons

La UE allunga i diritti sulle registrazioni musicali da 50 anni a 95 anni. Per tutelare gli esecutori o per sostenere le solite major in crisi?

Comunicato Stampa ARCI - Via dei Monti di Pietralata, 16 - www.arci.it

La UE decide di allungare lo sfruttamento dei diritti d’autore legati alle registrazioni musicali degli interpreti ed esecutori, portando questo periodo dai 50 anni di oggi ai 95 anni. Un provvedimento davvero pericoloso per il mondo delle produzioni culturali.

La scusa: così aiutiamo i vecchi musicisti a percepire pensioni (?) dignitose. O meglio, a percepire i proventi del diritto d’autore per le loro esecuzioni per un numero di anni molto superiore alla loro vita lavorativa e, presumibilmente, alla loro vita vissuta.

Sempre che i diritti su queste opere siano ancora totalmente di loro proprietà, e non accada, come spesso avviene, che quei diritti siano stati ceduti a terzi (case di produzione discografiche, intermediari, ecc.). In questo caso, a dire il vero molto diffuso, accadrà che saranno le aziende discografiche a beneficiare di questa norma.

In effetti proprio da quest’anno stanno scadendo molti diritti legati alle registrazioni effettuate 50 anni fa, appunto. Tantissima musica registrata tornerebbe ad essere di proprietà dell’umanità dopo aver sostenuto, si spera in maniera adeguata (ma questo dipende da contratti e remunerazioni che i musicisti esecutori hanno strappato a filarmoniche e discografici), la vita di tanti esecutori.