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Richard Stallman attacca il filantropo Bill Gates

Il Software Libero

Richard Stallman attacca il filantropo Bill Gates

Il guru del software libero difende il Free software contro Windows Vista

da VNUnet.it del 08-07-2008

Forse non ne poteva più di leggere celebrativi ritratti di Bill Gates, che dal primo luglio si è ritirato da Microsoft per dedicarsi alla filantropia. Fatto sta che Richard Stallman, il fondatore del Progetto Gnu e Free Software Foundation, e guru del software libero, anti Bill Gates da sempre, ha deciso di dire la sua sulla quasi uscita di scena di Bill Gates: ha affermato alla Bbc che c'è troppa attenzione su Bill Gates piuttosto che sui veri problemi, come le eccessive restrizioni che Microsoft, insieme alle altre software house, impone agli utenti.

Non è una crociata anti Bill Gates, ma Richard Stallman gliele canta tutte: dalle lacune nell'interoperabilità alle restrizioni di Vista, Stallman non si risparmia.

Oltre alle storiche accuse al comportamento anti competitivo di Microsoft e al software proprietario, il cui codice sorgente è chiuso, immodificabile e non condivisibile con licenze libere, Richard Stallman si sofferma sull'aspetto della filantropia: secondo il L.A. Times, solo dal 5% al 10% dei soldi della Bill & Melinda Gates Foundation è elargito in cause umanitarie; il resto viene reinvestito, quasi acriticamente, spesso proprio in aziende accusate di inquinamento ambientale e di generare malattie nei paesi poveri del Terzo Mondo.

Come utilizzare una licenza Creative Commons e guadagnare dalla libera circolazione della propria opera?

Le nuove forme di Diritto d'Autore

Come utilizzare una licenza Creative Commons e guadagnare dalla libera circolazione della propria opera?

E’ frequente la domanda posta da alcuni circa il guadagno economico per gli autori conseguente all’adozione di uno schema di diffusione delle opere attraverso lo strumento delle licenze libere, come ad esempio le Creative Commons.

Tratto da Sportello Liberius - di Ermanno Pandoli - 09.07.2008

Certo, la decisione di non riservarsi alcuni diritti, oltre l’etica di una volontà di condivisione libera della conoscenza, assolve anche ad una funzione di promozione del proprio lavoro. Ma il fine dell’autore, a parte casi particolari, sarà sempre e comunque quello di farsi conoscere per ottenere, ad esempio, un contratto discografico e quindi dei guadagni.

L’esito è scontato. La prassi contrattuale, specchio delle dinamiche monopolistiche del mercato dei contenuti, porrà un limite alla diffusione dell’informazione attraverso un accordo che prevede un’esclusiva nell’utilizzazione, naturalmente non gratuita.

Purtroppo la scelta è obbligata per chi, come artista emergente, vuole vivere con la propria arte.

Con le nuove forme di diffusione delle opere offerte dalla rete, l’autore/artista ha la possibilità di trovare altri percorsi per ottenere un proprio ritorno economico e consentire alla collettività di fruire liberamente delle opere.