Il futuro è libero

L’Associazione Culturale Linux Club Italia persegue le finalità di promozione e diffusione del software libero, intese come diritto alla trasmissione della cultura e del sapere e come tutela dei diritti fondamentali dell'individuo: la libertà di pensiero, di espressione e di parola.

L’Associazione Culturale Linux Club Italia si batte per ridurre il divario tecnologico-informativo (digital divide) sia tra i cittadini italiani che tra i popoli del mondo; per contribuire all’ utilizzo pieno e consapevole delle tecnologie ed in particolare di Internet; per la piena realizzazione dell'individuo; per la promozione ed il sostegno delle forme di economia a scopo etico. Linux è parte del sistema Gnu/Linux.

La nostra segreteria è aperta dal 1 ottobre al 30 maggio dal mercoledì al venerdì alle ore 17.00. Per informazioni riguardanti la programmazione e i giorni di apertura serali si può consultare il CALENDARIO. Tutte le nostre iniziative sono gratuite ai Soci. Per poter sostenere l'organizzazione quotidiana di tutte le nostre attività la quota associativa per l'anno 2008 é di 5,00 euro, con validità fino al 31/12/2008

La nostra sede è in Via Libetta 15C - 00154 Roma - tel. 06.57250551 - email: info@linuxclub.it

LPM 2008 - Roma - Ex Mattatoio

L'Associazione Linux Club Italia

E' uscita la nuova Ubuntu

Annunci, recensioni, test informatica OS

PROSSIMI EVENTI AL LINUX CLUB

Il linuXclub di Roma
«Maggio 2008»
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Freenet più sicura con la versione 0.7

Libertà e Diritti Digitali

Freenet più sicura con la versione 0.7

Lo sviluppo è durato tre anni e ha comportato una riprogettazione della rete libera e anonima, che ora protegge meglio i propri utenti.

da ZEUS News - www.zeusnews.it del 12-05-2008

Freenet ha raggiunto la versione 0.7 dopo uno sviluppo durato ben tre anni, utilizzati per venire in aiuto di alcuni utenti costretti a nascondere il proprio uso della rete libera.

Freenet è in sostanza una rete peer to peer decentralizzata che è stata creata nel 2000 (ma l'idea è dell'anno precedente) per avere un sistema che permettesse lo scambio di informazioni senza censura. Gli utenti mettono a disposizione banda e spazio su disco: così le informazioni vengono pubblicate, anonimamente, replicate e crittografate: nessuno può averne il controllo e decidere che cosa sia accettabile e che cosa no.

Chiaramente questo approccio ha sollevato le critiche di chi teme l'uso di Freenet per la diffusione di materiale pedopornografico, cosa che purtroppo avviene; la rete dispone però di un certo sistema di difesa da questo genere di cose: i contenuti non consultati per un certo periodo scompaiono.

Freenet è invece apprezzata da quanti sono colpiti dalla censura e non hanno modo di esprimere liberamente le proprie idee; grazie alle sue caratteristiche, i partecipanti sono al sicuro da chi potrebbe metterli a tacere. Per questo ha successo in Paesi dove la libertà di parola può creare seri problemi, come la Cina.

Open Source un business model basato sul “servizio”

Il Software Libero

Open Source un business model basato sul “servizio”

di Antonio Savarese da www.datamanager.it del 9,5,2008

La Commissione Open Source del CNIPA, presieduta dal prof. Raffaele Meo, ha tra i principali obiettivi lo studio delle modalità di acquisizione di soluzioni Open Source (OS) per i propri sistemi informativi, lo studio di un marketplace per tali soluzioni, nonché capire come incentivare, sostenere ed integrare con la Pubblica Amministrazione il lavoro svolto dalle community su progetti OS particolarmente fecondi.
L’obiettivo è quello di realizzare un punto di partenza per un futuro aggiornamento delle linee guida e delle disposizioni di legge relative all'uso dell'OS nella Pubblica Amministrazione (PA).

Al Prof.Meo abbiamo posto alcune domande:

Nei primi anni del suo impatto sul mercato, il fenomeno OSS ha avuto una evoluzione piuttosto rapida, qual è lo scenario futuro?

Confesso che mi sarei aspettato un'evoluzione più rapida del fenomeno OSS. Infatti le raccomandazioni della Commissione sul software libero che io avevo presieduto nel 2003, e che divennero la base della cosiddetta “Direttiva Stanca” e dell'art.68 del decreto legge 82/05, più noto come “Codice dell'Amministrazione Digitale”, promettevano una radicale trasformazione del mercato.
Cito testualmente soltanto due dei punti di quell'articolo 68, che hanno ora – o meglio dovrebbero avere – assoluto valore di legge.

«730 online? Giustizia sociale»

Notizie ed informazioni

«730 online? Giustizia sociale»

di Davide Varì da liberazione.it del 6.05.2008

«Sono esterrefatto, imbarazzato e sconcertato di fronte al silenzio del ceto politico». Tutto il ceto politico, oppure è un po' più esterrefatto dal silenzio del Pd? «Tutto, tutto. Non mi faccia dire altro..».

Guido Calvi, legale di Vincenzo Visco e già parlamentare dell'Ulivo, è duro, durissimo con chi ha deciso di fare orecchie da mercante. Durissimo con chi non ha avuto il coraggio di difendere l'iniziativa del viceministro delle finanze che ha deciso di mettere on-line i redditi di tutti gli italiani: «Un'operazione di trasparenza, altro che violazione della privacy», dice ancora Calvi raggiunto al telefono da Liberazione .

In effetti, di fronte al coro di critiche e di indignazione che, almeno per una volta, ha unito la "Casta" e Beppe Grillo - tutti insieme appassionatamente - non una sola voce si è alzata dalle parti del Loft del circo Massimo: non un Veltroni, non un D'Alema, non un Bersani. Nessuno ha difeso il viceministro Vincenzo Visco. Sarà un caso ma le uniche parole di sostegno sono arrivate dalla Sinistra: da Franco Giordano e dal ministro Paolo Ferrero.

«Io - insiste Calvi - sono convinto che non ci sia alcun reato. L'iniziativa del ministro è trasparente e per quanto ci risulta non c'è nessuna denuncia o inchiesta a suo carico. Certo, credo che verrà ascoltato dalla procura, ma sarà un'audizione come persona informata dei fatti». Del resto Guido Calvi rivendica con orgoglio la decisione di mettere on-line i 730 degli italiani: «In primo luogo- dice sempre più appassionato - non è la prima volta che vengono pubblicati i redditi dei personaggi famosi del nostro Paese, eppure nessuno si è mai sognato di appellarsi alla privacy; in secondo in luogo - riprende l'avvocato - credo che si tratti di una grande operazione di giustizia sociale. Giustizia sociale, proprio così».

La sfida del lavoro al tempo della rete

Il Lavoro e l'innovazione tecnologica

La sfida del lavoro al tempo della rete

Mentre sfuma il confine tra pubblico e privato, c'è bisogno di nuove forme di organizzazione.
Intervista a Ned Rossiter

di Alessandro Delfanti da ilmanifesto.it del 1.05.2008

Dalle reti virtuali di Internet alle reti sociali e di lavoratori che vivono nel mondo della precarietà. Ned Rossiter è un ricercatore indipendente che vive a Pechino e che si occupa dei nessi tra cultura di rete, lavoro creativo e precarietà. Il suo libro Organized Networks: Media Theory, Creative Labour, New Institutions verrà pubblicato da Manifestolibri il prossimo autunno. Gli abbiamo chiesto di commentare la EuroMayday 2008, l'annuale mobilitazione dei precari europei (v. box), prendendo spunto da quello che succede online, nello sfruttamento economico della cooperazione di milioni di utenti da parte delle aziende del web 2.0, e nella società, dove il precariato è alla ricerca di nuove forme di organizzazione e di risposte alla complessità del capitalismo odierno.

Come ricostruire le organizzazioni dei lavoratori e rispondere ai loro bisogni nella società in rete?
Le organizzazioni politiche si trovano di fronte a diverse sfide. Primo, c'è bisogno di criticare la visione del lavoro come un'entità coerente e ben distinta. Sappiamo bene che nei fatti il lavoro è contraddittorio e contiene registri multipli e differenti che non è facile connettere. Il problema è come organizzare gli inorganizzabili? Secondo, dobbiamo interrogarci sul confine tra lavoro e vita, un confine che la biopolitica contemporanea ha reso indistinto, mettendo al lavoro e rendendo produttivo ogni aspetto della vita. Non possiamo più separare il pubblico dal privato, e ciò ha un'enorme importanza sul modo in cui immaginiamo le organizzazioni politiche di oggi. Paolo Virno parla di una "sfera pubblica non-statuale". Ma dov'è questa sfera? In rete, e in nessun luogo. Ci sono fantastiche organizzazioni politiche che restano soltanto al livello del virtuale, che è il territorio delle information war di oggi. Però il problema della materialità persiste, e diventa urgente come ci dimostra la crisi ecologica.

La maratona hacker

Notizie ed informazioni

La maratona hacker

Tre gruppi si sfideranno in 24 ore di programmazione continuata, per migliorare alcuni software open source.

da ZEUS News - www.zeusnews.it del 03-05-2008

Hacker, aspiranti tali e programmatori di software open source: per tutti costoro Google ha ideato Hackontest, la maratona hacker.

Si tratta di 24 ore filate di programmazione, durante le quali tre gruppi di tre programmatori lavoreranno su tre progetti di software a sorgente aperto. Il tutto si svolgerà il 24 e il 25 settembre 2008 a Zurigo, in Svizzera.

Durante la fase di eliminazione, in cui verranno scelti i tre gruppi che andranno a sfidarsi a Zurigo, c'è spazio anche per gli utenti: si possono proporre migliorie e nuove funzioni da aggiungere a progetti esistenti, che poi dovranno essere realizzate durante l'Hackontest.

Per esempio, tra i progetti elencati ci sono: Scribus, programma per il desktop publishing; Coreboot, ossia un'implementazione libera di Bios/Efi; Blender, la suite per l'animazione 3d; Debian, distribuzione Linux; OpenOffice, la suite per l'ufficio sponsorizzata da Sun.

Il team vincitore della competizione, dichiarato dall'apposita giuria di 10 membri, otterrà in premio 8.500 dollari.

Con questa iniziativa Google vuole rendere visibile l'entusiasmo che c'è dietro allo sviluppo dei progetti open source e, nel frattempo, apportare i miglioramenti richiesti dagli utenti a diversi software.

in Rete piratpartiet-diritti digitali n°6 maggio 2008

Libertà e Diritti Digitali

in Rete piratpartiet-diritti digitali n°6 maggio 2008

All'indirizzo http://www.piratpartiet.it è disponibile il numero di Maggio del giornale piratpartiet n.6

In questo numero sono presenti gli articoli:

Lorenzo De Tomasi: "Riflessione sui libri liberi"
Daniele Masini: "Firewall questo sconosciuto"
Fiorello Cortiana: "La Rete libera e i suoi amici"
Alessandro Bottoni racconto breve: "biometria"

Una licenza CC per “Belle Anime Porche”

Le nuove forme di Diritto d'Autore

Una licenza CC per “Belle Anime Porche”

Il romanzo d’esordio di Francesca Ferrando Belle Anime Porche, dal 6 marzo in libreria, è pubblicato sotto licenza Creative Commons.

da www.booksblog.it del 29 aprile 2008

Da tempo si discute dell’effettiva possibilità applicativa del copyleft in campo editoriale. Con questo termine s’intende un modello alternativo di gestione del diritto d’autore. L’autore resta titolare di tutti i diritti sull’opera ma decide di consentire agli utenti, i licenziatari, di utilizzarla liberamente entro determinati limiti. Il copyleft si traduce nella concessione di permessi d’utilizzazione mediante l’applicazione sull’opera di specifiche licenze.

In rete, numerosi blog riportano la dicitura “Rilasciato sotto licenza Creative Commons”, che sottolinea il particolare regime giuridico del materiale pubblicato. Sebbene il fenomeno riscuota interesse e partecipazione tra i blogger, nel campo dell’editoria libraria tradizionale si fatica a trovare un compromesso in grado di bilanciare un rapporto in cui gli editori sono in posizione dominante rispetto agli autori. I diritti patrimoniali, infatti, vengono ancora ceduti in blocco dall’autore all’editore.

In questo senso sembra rivoluzionaria la scelta di Kowalski (gruppo Feltrinelli) di pubblicare il romanzo di un’esordiente sotto licenza Creative Commons. L’opera può essere liberamente riprodotta, fotocopiata e modificata non per fini commerciali.

Certificazioni Linux che parlano italiano

Il Software Libero

Certificazioni Linux che parlano italiano

Approda in Italia il Linux Professional Institute, organizzazione internazionale non profit che fornisce certificazioni Linux standard. I primi esami a maggio

di Enrico "Fr4nk" Giancipoli da punto-informatico.it del 30 aprile 2008

Innanzitutto: che cos'è una certificazione Linux? Come si può intuire dal nome, si tratta di una certificazione professionale sull'ambiente Linux e sui suoi componenti. Non avendo Linux un proprietario ed essendo un progetto collaborativo, non esiste un unico istituto che fornisce certificazioni di questo tipo. A differenza, per esempio, delle certificazioni ufficiali Microsoft Windows o Microsoft Office, rilasciate solo da Microsoft.

Le certificazioni Linux più "importanti" a livello globale sono il CLP (Certified Linux Professional) ed il CLE (Certified Linux Engineer) rilasciate da Novell e le LPIC di livello 1, 2 e 3 rilasciate dal Linux Professional Institute. È proprio il Linux Professional Istitute ad approdare in Italia ed ad offrire la possibilità di ottenere certificazioni Linux professionali.

Il 10 Maggio si svolgeranno a Napoli gli esami LPIC per la prima volta in Italia, con tariffe e procedure che consigliamo di consultare direttamente dal portale di riferimento. Una breve panoramica delle certificazioni:

Java è libero

Il Software Libero

Java è libero

Il processo di apertura avviato a fine 2006 da Sun viene portato a compimento

di Mirella Castigli da vnunet.it del 28-04-2008

Nel novembre 2006 Sun annunciò al mondo hi-tech che Java sarebbe diventato Open Source e avrebbe abbracciato la licenza Gpl.
Il processo di apertura iniziato a fine 2006 da Sun viene adesso portato a compimento rilasciando in open source le ultime componenti, che rappresentano circa il 4% della piattaforma. Si tratta di librerie di crittografia, grafiche e del sistema sound. Sun sta anche trattando con OpenSuSE, Ubuntu e Fedora per incorporare OpenJdk nelle loro distribuzioni e portare la tecnologia Java laddove non è mai stata. L'apertura di Sun in questi anni ha riguardato non solo java, ma anche OpenSolaris, ha inventato un erede open source di Fortran di Ibm e di recente ha acquisito il database open source MySql per un miliardo di dollari.
Proprio l'acquisizione di MySql aveva fatto temere nei giorni scorsi una svolta di Sun e un ritorno al sorgente chiuso, ma la decisione di rendere Java completamente open source mostra ancora una volta la scommessa di Sun nel sorgente aperto.
Dopo l'annuncio di maggio 2006 a JavaOne, Sun aveva rilasciato in licenza Gpl i codici sorgenti di Java C e Hotspot VM, entrambi componenti chiave di Java Developer Kit.

Ubuntu 8.04, un Linux davvero per tutti

Il Software Libero

Ubuntu 8.04, un Linux davvero per tutti

di Simone Brunozzi da Nòva www.ilsole24ore.it del 24 Aprile 2008

Da anni sentiamo parlare di Linux, un sistema operativo Open Source impiegato con successo nei Data Center di tutto il mondo, ma rimasto sinora appannaggio di una ristretta élite di "smanettoni": gli utenti comuni hanno continuato a preferire Microsoft Windows o Apple Mac OS X, ritenuti più semplici da usare, più ricchi di software e meglio supportati in assistenza. Il futuro potrebbe cambiare: Ubuntu 8.04 (la versione indica anno e mese di rilascio – aprile '08) è disponibile da oggi per il download gratuito dal sito ufficiale: www.ubuntu.com.

Ubuntu è una distribuzione (una "versione" di Linux con caratteristiche peculiari) basata sulla solida Linux Debian, apprezzata dai puristi per la sua sicurezza e stabilità; è divenuta la più diffusa al mondo, superando nomi "storici" come Red Hat, SuSE e Mandriva.
Ubuntu sta convincendo molti utenti "Desktop" a passare a Linux. Le ragioni? Prezzo azzerato, installazione semplificata, aggiornamenti regolari ogni sei mesi, codice open source, sistema stabile e sicuro.
Questo strano nome, Ubuntu, è una parola zulu che significa "umanità verso gli altri", che guida le scelte tecniche e le innovazioni, cercando di renderlo il più possibile un "Linux per esseri umani", una caratteristica di cui si sentiva molto la mancanza. Il logo, non a caso, rappresenta tre persone stilizzate che si abbracciano in cerchio.

Cinema: i film open-source all'attacco di Hollywood

Le nuove forme di Diritto d'Autore

Cinema: i film open-source all'attacco di Hollywood

da ilvelino.it del 23.04.2008

Roma, 23 apr (Velino) - La “filosofia” open-source, che sta rivoluzionando il mondo informatico, potrebbe presto mettere a soqquadro anche l'Hollywood System. Ad applicare l'open-source al mondo del cinema sono gli Star Wreck Studios, da Tampere, Finlandia, noti al pubblico degli internauti per la loro parodia di Star Trek, “Star Wreck: in the Pirkinning”, costata appena 20mila dollari e arrivata alla quota di ben otto milioni di download dal 2005 a oggi. Il nuovo progetto dei ragazzi di Star Wreck si chiama “Iron Sky”: siamo nel 2018 e i Nazisti, sfuggiti nel '45 alla débâcle della Guerra e rifugiatisi sul lato oscuro della Luna grazie alle loro competenze aerospaziali, decidono di tornare sulla Terra per portare a termine l'opera di dominio mondiale lasciata in sospeso... Plot quantomeno originale, ma ad essere originale è soprattutto l'idea di costruire uno “studio virtuale” per Iron Sky, che permette a chiunque voglia di partecipare alla produzione. Oltre ad aprire a tutti le porte della produzione di Iron Sky, gli Star Wreck Studios hanno sviluppato anche una piattaforma open-source (wreckamovie) che consente a chiunque di realizzare un film a costo zero.

“Hollywood distribuisce 700 film all'anno, ma ci sono almeno 100mila persone ad Hollywood con idee sui film”, spiega Peter Vesterbacka, uno dei membri del Consiglio degli Star Wreck Studios; e anche se finora era difficile applicare l'open-source alla produzione di un film, per le complesse esigenze tecniche, adesso “chiunque può comprare una videocamera HD e mettersi alla pari con Hollywood.

DegradaArte/LPM 2008 (Roma, 29 maggio/1° giugno 2008, presso ex mattatoio)

Iniziative e Appuntamenti

DegradaArte/LPM 2008

comunicato

L'LPM 2008 (Rom, 29 maggio-1 giugno, presso l'ex-mattatoio di Testaccio), in collaborazione con Degradarte NovaLab e ArtisOpenSource, ospiterà uno spazio tematico e performativo interamente dedicato alla Degradarte. L'evento, che è alla sua 5° edizione, coinvolge ormai una rete internazionale di vj e video artisti, che propongono le proprie opere e performance e si esibiscono durante il meeting, con l'obiettivo di scambiare conoscenza, informazioni, tecnologia, e , così, incontrarsi.

Trovate qui le informazioni generali sull'LPM
http://lpm.flyer.it/

e qui le informazioni sulle iniziative di DegradArte in programma

http://lpm.flyer.it/2008/workshops/

DegradArte caratterizzerà la sua presenza con uno spazio espositivo permanente (Degradarte EXPO' 2008), mentre il 29 maggio, nella giornata dedicata alle libertà digitali, sarà possibile parecipare al workshop di approfondimento teorico (DegradArte. Immaterial Paradox) e al vjset degradato (VideoDegradArte Live LPM)

L'evento sarà infatti anche l'occasione per esibirsi dal vivo con performance, installazioni e vjset degradati e per presentare le proprie opere, discutendole durante il workshop.

Le iscrizioni sono aperte: se volete proporre le vostre performance degradate, basta seguire le normali procedure di partecipazione all'LPM che trovate a questo link: