A giugno arrivano gli OSCE Days

By Partito Pirata Può l’approccio Open Source contribuire al passaggio da un’economia lineare ad una circolare? Ne sono convinti Lars Zimmermann e gli altri organizzatori degli OSCE (Open Source Circular Economy) Days, un evento globale e decentralizzato che si svolgerà dal 9 al 13 giugno in svariate città del mondo; in Italia sono previsti eventi a Roma, Firenze, Rovereto, Torino e Villa Bartolomea.
Scopo degli OSCE Days è quello di coniugare l’approccio Open Source con la ricerca di un’economia (e in generale di una società) senza rifiuti, in cui i prodotti, fin dal “concepimento” (ossia dal design) siano pensati per poter essere riutilizzati e riciclati.
Come recita la Mission Statement:

Attualmente abbiamo un sistema lineare -prendiamo le risorse dalla terra e le trasformiamo (spesso in maniera rischiosa) in rifiuti. Consumiamo e distruggiamo il nostro pianeta più velocemente di quanto esso non possa auto-ripararsi. Conosciamo questi problemi da decenni, ma nonostante una sempre maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica siamo ancora ben lontani da soluzioni globali. Gli approcci “verdi” al momento agiscono solo come freni (per giunta poco efficaci) in questa traiettoria distruttiva. È necessaria una svolta più radicale nel nostro modo di collaborare, progettare, produrre e distribuire i nostri prodotti e i servizi collegati.

Ma come si inserisce l’Open Source in questo discorso?

(…) quando pensiamo al design e alla produzione, è assai inverosimile che delle aziende possano costruire da sole, in totale isolamento, dei processi perfetti, nei quali le componenti di due o tre prodotti elegantemente ideati alimentano i reciproci cicli vitali in modo bilanciato e nettamente concluso. Questo modo di pensare all’economia circolare è immensamente difficile ed illogico.
Abbiamo bisogno di guardare più lontano, per prospettive più lungimiranti. Abbiamo bisogno di collaborazione e standard aperti attraverso Paesi e industrie. Abbiamo bisogno di trasparenza nei processi di fabbricazione e produzione materiale. Abbiamo bisogno di prodotti che siano comprensibili, resi aperti e riparabili. Abbiamo bisogno di condividere la conoscenza su come le risorse scorrono attraverso il nostro sistema. E quando vengono ideate e diffuse buone soluzioni, dobbiamo essere in grado di usarle, di costruire sopra di esse e di migliorarle, a beneficio del nostro pianeta e della nostra società.
Abbiamo bisogno di un approccio Open Source all’economia circolare!
I nostri problemi ecologici sono condivisi da tutti noi; ergo, anche ogni soluzione dev’essere ugualmente condivisa.
Open Source significa rendere pubblico il come son fatte le cose; ricette, codice sorgente, dati di produzione o file di progetto, cosicché tutti possano studiare, usare e costruire sopra queste informazioni.
Questo spesso accade attraverso la collaborazione decentralizzata e distribuita; diversi gruppi che discutono idee di progetto, danno feedback, risolvono i bug, “prototipano” soluzioni e costruiscono software, hardware, strumenti e cultura utile e personalizzabile.
Dal Software Libero -che sta alla base della parte più grande di Internet- fino ad arrivare a Wikipedia e Open Street Map, possiamo vedere che questa collaborazione distribuita può fare grandi cose. Noi utilizziamo strumenti e tecniche sviluppate in questa tradizione per lavorare insieme, in modo internazionale e interdisciplinare. Seguendo il successo del mondo del software, il modello Open Source è ormai diventato un movimento …read more

Source:: Frontiere Digitali

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