Autistici/Inventati è l’eroe della privacy

Autistici/Inventati è l’eroe della privacy

Assegnati i Big Brother Awards, che denunciano minacce per la privacy degli italiani: tra i premiati Bruno Vespa, Franco Frattini e il RIS di Parma

da punto-informatico.it del 12 maggio 2008

Roma – È il collettivo Autistici/Inventati ad essersi aggiudicato quest’anno l’unico premio “in positivo” dei Big Brother Award italiani grazie ai molti servizi che da lungo tempo mette a disposizione di tutti coloro che vogliano tutelare la propria privacy in rete: per questa ragione la Giuria dei BBA 2008 ha deciso di assegnare ad Autistici/Inventati il premio Eroe della privacy.

I premi sono stati assegnati come promesso nel corso del convegno e-privacy che si è tenuto sabato a Firenze. Dei premi previsti non è stato assegnato quello definito “Lamento del Popolo” perché non ha riportato sufficienti nomination. Prima di vedere l’elenco dei premiati è bene sapere che nella Giuria ciascun giudice poteva scegliere o proporre fino a tre candidati in ordine decrescente di preferenza; il primo candidato riceve 5 punti, il secondo 3 ed il terzo 1. La Giuria è formata da 6 componenti, ed il massimo punteggio possibile è quindi 30; in caso di ex-aequo la giuria procede ad un ballottaggio, ed in caso di ulteriore parità vale il voto del presidente.

Sono indicati tra parentesi il numero di voti che la Giuria ha assegnato al vincitore. Sotto ogni premiato la motivazione ufficiale addotta dalla Giuria sulla base delle nomination:
Premio “Peggiore ente pubblico”: Ministero dell’Economia e delle Finanze (19/30)
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze possiede già amplissimi strumenti di verifica come i poteri ispettivi e l’inversione dell’onere della prova (è il contribuente a dover dimostrare di essere “virtuoso” e non l’amministrazione a provare la violazione di legge).
Recentemente, e senza particolari reazioni della società civile, essi sono stati ulteriormente potenziati dalla creazione di schedature di massa (sanitarie, bancarie ecc.) che sono chiaramente una inaccettabile “scorciatoia”. Invece di controllare palesi e diffuse prassi illegali, violano inutilmente la privacy di milioni di cittadini onesti.

Con le ultime disposizioni attuative del famoso Articolo 50 della legge 326 del 24-11-2003 siamo tutti sotto l’occhio vigile e ferreo dello Stato per quanto riguarda la materia sanitaria: per prendere farmaci con il servizio sanitario veniamo schedati dettagliatamente, infine dal 2008 con l’introduzione dello SCONTRINO PARLANTE (Art. 1 comma 28 della Legge 296 del 27-12-2006) per scaricare farmaci di libera vendita siamo ancor di più schedati. E quando, non “se” ma “quando”, tutti questi dati finiranno in mani errate, come minimo ci sarà da attendersi la pubblicità targettizzata per supposte e sciroppi; come massimo invece non esiste un limite alle conseguenze negative.
Concludendo, con la scusa della lotta all’evasione (e senza altrettanto zelo per la lotta agli sprechi di spesa pubblica) il governo in maniera assolutamente bipartisan ha attivato sistemi di controllo della popolazione degni di stati totalitari. Questo è il peggiore rischio per i diritti dei cittadini; dovesse arrivare un “baffone” popolare troverebbe già tutto pronto per esercitare ogni tipo di controllo sul popolo. Ma forse l’obbiettivo è proprio questo.

Premio “Peggiore azienda privata”: Yahoo (9/30)
Il monitoraggio pervasivo delle attività degli utenti Internet eseguito a scopo commerciale secondo le rilevazioni degli esperti non ha eguali rispetto alle altre dotcom.
Yahoo è responsabile di un tracciamento considerato persino più estensivo di quello dei propri competitor Google e Microsoft.
Yahoo ha a più riprese fornito in maniera “coperta” dati sui suoi utenti al governo della Cina Popolare che li ha utilizzati per fini repressivi. Non contento ha prima negato la cosa e poi fornito risposte parziali, evasive e giudicate in malafede alle richieste di chiarimenti giunte dal governo degli Stati Uniti fino a quando, chiamato a testimoniare in forma ufficiale l’11 novembre 2007 di fronte ad una commissione del Congresso sul caso del dissidente e giornalista cinese Shi Tao, il CEO Jerry Yang ha dovuto ammettere di non aver detto la verità e chiedere perdono per evitare pesantissime sanzioni. Sanzioni che gli sarebbero pero’ state comminate non per aver contribuito a far gettare in carcere dissidenti, ma “solo” per aver mentito di fronte al Congresso.

Premio “Tecnologia più invasiva”: Banca dati DNA del R.I.S. di Parma (13/30)
Il RIS di Parma ha “quietamente” realizzato un biobanca per analisi del DNA in assenza di una normativa specifica. Non se ne sa praticamente nulla (quanti campioni ci sono, come viene utilizzata, chi e come ha accesso ai tessuti biologici e ai database che contengono i test del DNA.
Già in passato il Reparto delle Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri e la Polizia Scientifica risultano tra i principali promotori della Banca Dati del DNA, un database genetico che nelle intenzioni dovrebbe contenere i profili del più alto numero possibile di italiani ed extracomunitari, al fine di agevolare le indagini e la prevenzione anti-terrorismo.
Database del genere sono già attivi in diversi paesi. Il rischio privacy è evidentemente legato all’abuso dei dati, alla sicurezza del database e alla pervasività della profilazione di massa.
All’interno dei R.I.S. il colonnello Luciano Garofano è stato uno dei massimi promotori del database nazionale del DNA. Ha dichiarato: “La paura di violare la privacy non può essere una giustificazione a non fare una legge. La libertà, del resto, transita attraverso la sicurezza. E qui stiamo parlando della sicurezza degli italiani”.
Gli Italiani hanno evidentemente qualcosa da ridire, visto che hanno meritatamente assegnato questo premio.

Premio “Bocca a stivale”: Bruno Vespa (18/30)
Il conduttore televisivo e giornalista Bruno Vespa è stato premiato per avere trattato in modo superficiale e disinformato un tema serio come quello della Rete, contribuendo a rafforzare un’idea negativa di questa tecnologia, e favorendo l’acquiescenza popolare a provvedimenti repressivi e censori.
Nel corso della trasmissione del 21 febbraio 2008 della trasmissione “Porta a Porta”, coadiuvato dalla dott.ssa Graziottin, ha reiterato posizioni già espresse l’anno precedente, facendo disinformazione a proposito delle nuove tecnologie e di Internet, del loro impatto sulla privacy e sullo sviluppo dei giovani.
Attraverso una serie di affermazioni allarmistiche, basate su falsi luoghi comuni e su tesi infondate, ha contribuito ad allontanare gli italiani dalle nuove tecnologie, incurante di ciò che può causare sia nella cultura dei telespettatori che dell’economia italiana, già arretrata rispetto al resto d’Europa in campo tecnologico. Ciò gli è valso pesanti critiche da parte della blogosfera tutta ed anche l’assegnazione di questo meritatissimo, e quest’anno molto conteso, premio.

Premio “Minaccia da una vita”: Franco Frattini (21/30)
Curiosamente, proprio nel ruolo di Commissario U.E. alla Giustizia, Libertà e Sicurezza ha propagandato un’idea di Sicurezza che, violando la Libertà dei cittadini e nuocendo alla Giustizia, prevedeva il “monitoraggio e la censura delle parole pericolose”.
Si è in più occasioni distinto assumendo posizioni pubbliche incivili e liberticide, come quelle del filtraggio dei contenuti circolanti in rete e relativi a parole afferenti al “terrorismo”, e continua indefessamente la sua opera a favore della repressione della libertà.

Premio “Winston Smith – eroe della Privacy”: collettivo Autistici/Inventati (11/30)
Il collettivo Autistici/Inventati, nell’ambito delle sue attività ha portato avanti per anni una indefessa e meritoria fornitura di servizi di comunicazione molto più rispettosi della privacy di quelli commerciali od istituzionali. Ha fatto questo in maniera totalmente volontaria e gratuita in presenza sia di difficoltà economiche che di una intrusione informatica devastante giustificata come effetto secondario di indagini giudiziarie. Ha reagito in maniera positiva e creativa a queste problematiche e continua a dare una possibilità a chi ritiene di dover difendere e mantenere il proprio diritto alla privacy in Rete. Con mezzi limitati si è impegnato nel lodevole tentativo di costruire una struttura di comunicazione resistente ad attacchi di tipo censorio.

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