Chefuturo! Da Omero ai big data: perché lo storytelling non serve a vendere ma a insegnare

By Arturo Di Corinto Da Omero ai big data: perché lo storytelling non serve a vendere ma a insegnare
Dalle grotte di Altamira ai poemi religiosi fino al giornalismo multimediale: ecco come funzionano le storie di successo
di Arturo Di Corinto per Chefuturo! del 19 giugno 2016

Raccontiamo storie dall’alba dei tempi. Prima lo facevamo con suoni gutturali e disegni, pittogrammi e ideogrammi, poi con l’alfabeto, in lingua sumerica o in latino, ma lo storytelling è antico quanto la civiltà umana e da sempre ne accompagna lo sviluppo. Pensate alle grotte di Altamira e Lascaux, alle scene di caccia che conservano, pensate agli aedi greci e ai trobadori cortesi, alle cosmogonie dei grandi poemi religiosi e all’epica di viaggio. Ogni storia che raccontano ha al centro dei protagonisti, fatti e vicende esemplari con cui identificarsi o dai quali prendere le distanze. Ogni storia offre enigmi da sciogliere, scelte da prendere, emozioni e memorie. Descritte in una maniera diretta e coinvolgente, le storie ci obbligano a elaborare fatti e contesti, favorendo la comprensione e il ricordo.

Lo storytelling, il viaggio e il mito dell’eroe
Pensate a Omero, a Esiodo, a Gilgamesh ed Enkidu, a Dante e alla Bibbia, ma anche all’Ulisse di Joyce: storie che per definizione sono delle pedagogie. Usano schemi narrativi diversi, il mito dell’eroe, la discesa agli inferi, il viaggio di scoperta, ma hanno lo stesso obiettivo: farci conoscere noi stessi e il mondo. Ogni storia rappresenta infatti concetti complessi, spesso semplificati, ma concatenati, basati su un nesso di causa ed effetto, capaci di suscitare emozioni e innescare ragionamenti sfidando la memoria e obbligandoci a costruirne una.
Lo storytelling è una macchina narrativa che ci aiuta a dare ordine al mondo.

Se proprio vogliamo arrivare a una definizione possiamo dire che lo storytelling è uno strumento narrativo basato su tecniche molteplici, finalizzato a raccontare eventi reali o fittizi per realizzare una forma di comunicazione che coinvolge contenuti, emozioni, psicologie e contesti che ci chiedono di prendere posizione, di capire, di dare un giudizio, di imparare dagli altri.
L’efficacia dello storytelling rimanda a dei bisogni antichi come noi e la nostra civiltà:
Organizzare la realtà e fornirla di senso
Creare identità collettive e individuali
Definire valori e atteggiamenti
Costruire una cultura comune
Creare e conservare dei saperi
Orientare scelte e opinioni fornendo un senso ai fatti
Informare su ruoli, funzioni, regole
Motivare al cambiamento
Progettare il futuro sulla base del passato
Lo storytellyng serve a condividere esperienze, fissare valori sociali e religiosi, spiegare fenomeni ed eventi naturali e storici: serve ad “educare“.

Per questo lo storytelling può essere la forma comunicativa privilegiata per trasmettere i fatti, i saperi, le tradizioni e l’identità di un popolo, aiutandoci nella costruzione e condivisione di un sistema di valori, simboli, idee e linguaggi.
Lo storytelling e il giornalismo delle 5W
Per i motivi prima elencati lo storytelling è molto utile nella didattica e se ne avvantaggia anche il giornalismo che è sempre in cerca di forme espressive nuove e coinvolgenti (attention grabbing). A patto di smettere di pensare che esista solo il brand storytelling, le storie di marca, che servono a veicolare i valori – veri, finti …read more

Source:: Frontiere Digitali

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