Chefuturo! Edward Snowden e la tecnologia che rende liberi (metti, per esempio, quel progetto anti intercettazioni…)

By Arturo Di Corinto Edward Snowden e la tecnologia che rende liberi (metti, per esempio, quel progetto anti intercettazioni…)Il whistleblower, ex analista della Cia, sta lavorando a un dispositivo per rendere i nostri telefoni a prova di intercettazioni. Anche da spentidi Arturo Di Corinto per Chefuturo del 25 Luglio
È protagonista di decine di libri, ha ispirato tre film e una statua di bronzo a grandezza naturale. Ha diverse fanpage su Facebook, è seguito da 2 milioni di follower su Twitter e non passa giorno che non si parli di lui. È giovane, romantico e liberal: Edward Snowden è diventato un’icona della democrazia al tempo di Internet.
Famoso suo malgrado, nonostante un carattere schivo e riservato, per avere diffuso le prove della più grande operazione di sorveglianza di massa della storia moderna, il cosidetto Datagate, il giovane hacker, prima consulente di Cia ed Nsa, continua a stupire.
Per capire il motivo di tanta popolarità però è bene ricordare che il Datagate, o Nsagate, da lui denunciato, è il nome giornalistico dato alla diffusione da parte di Snowden delle prove che laNational Security Agency (NSA) americana, travalicando i suo compiti, tiene sotto controllo mezzo mondo, e in maniera indiscriminata, grazie a dei programmi elettronici che al contrario di Google sono capaci di raccogliere tutte le informazioni che non pubblichiamo volontariamente sul web: cioè email personali, telefonate e relazioni digitali che pensavamo private.
Eppure, a dispetto dello scenario orwelliano di cui è stato testimone come analista della Nsa e nonostante i rischi corsi per deunciarlo, Oliver Stone, che ha appena finito un film su di lui, ha detto:
Snowden in fondo è ottimista. Crede ancora che la tecnologia possa essere adoperata a sostegno di concetti come libertà e democrazia…

INTROSPECTION ENGINE
Che Snowden creda fortemente nel valore sociale della tecnologia è chiaro. L’ha dimostrato ancora una volta dal suo esilio russo presentando il prototipo di un dispositivo, un minicomputer, sotto forma di custodia per iPhone, in grado di rilevare se il telefono a riposo, in modalità aereo o spento, invia segnali che possono essere intercettati a insaputa dell’utente. Perché? Per ricordare a tutti che viviamo sotto la sorveglianza di agenzie spionistiche globali e rammentare a ogni giornalista che non potrà mai fare bene il suo lavoro se non impara a proteggerlo prima che venga pubblicato.
Il progetto open source della “custodia” in grado di individuare e inibire quel segnale unico del GPS del proprio telefono non è detto che vada in porto, ma intanto ci obbliga a ripensare l’uso che facciamo dei dispositivi di tracciamento e registrazione che ci portiamo dietro. Lui e Andrew “Bunnie” Huang l’hanno chiamato “Introspection engine” e consente di sapere se l’antenna Wi-Fi, il Gps, il Bluetooth e il modem dello smartphone stanno ricevendo o trasmettendo dei segnali anche se il telefono è inattivo, per sapere se si è intercettati (qui il progetto nei dettagli)
Huang, che ha lavorato al progetto con lui, è un hacker dell’hardware salito alle cronache per il reverse engineering della Xbox di Microsoft. Per scoprire come funziona veramente l’iPhone Bunnie è andato fino in Cina a …read more

Source:: Frontiere Digitali

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