Chefuturo: Privacy, 10 motivi per opporsi alla sorveglianza di massa (che ha capito anche Facebook…)

By Arturo Di Corinto Privacy, 10 motivi per opporsi alla sorveglianza di massa (che ha capito anche Facebook…)Ecco 10 ottime ragioni per tutelare la nostra privacy (mentre Facebook sta lanciando la sua Secret Conversation: ecco come funziona)Arturo Di Corinto per Chefuturo! del 10 luglio 2016
Sulla sorveglianza forse è già stato detto tutto, forse no. Quello che è certo è che più usiamo strumenti digitali per la nostra vita di relazione, più sarà facile registrare e tracciare i nostri comportamenti e più facile sarà la profilazione a cui siamo sottoposti. Possiamo discutere se ciò sia legittimo o meno, e quali strumenti possiamo usare per proteggere la nostra privacy. Tuttavia quello di cui non discutiamo mai è di quel nostro essere sociali di cui ogni strategia di sorveglianza si giova.

Metadati, database e altre quisquilie
Mi spiego meglio. Ammesso che ci sia qualcuno che abbia abbastanza interesse verso di noi e quindi risorse economiche, strumentali, di tempo, per controllarci h24, probabilmente gli interessa meno ravanare dentro i nostri conti bancari ma di più nei metadati delle nostre interazioni sui social network. Andrà a vedere le nostre recensioni dei libri su Amazon e i nostri favoriti su Google+, la lista degli amici su FB e così via. Da qui eventualmente potrà decidere che, se siamo abbastanza interessanti, è il caso di fare un’analisi approfondita e quindi interrogare il CRIF, il Cerved, e magari la banca dati SDI del ministero dell’Interno.
Le ricerche approfondite costano tempo e fatica, chi vuole una profilazione esatta sa che deve investirci tempo e risorse

Prima di tutto questo però, se ha tali risorse, non è impensabile che sia passato per la stazione dei carabinieri vicino a casa e dato uno sguardo al protocollo o dossier “P”, quello che serve a dare il nullaosta se vuoi fare, che so, il manager a Finmeccanica. Le ricerche approfondite costano tempo e fatica e chi vuole una profilazione esatta sa che deve investirci tempo e risorse. Non è stato fatto coi potenziali terroristi islamisti che dall’Occidente hanno ingrossato le file dell’Isis, figuriamoci se lo fanno con noi.
Invece quelli che fanno sorveglianza commerciale, sicuramente sono avvantaggiati dal trovarsi tra le mani tutti i dati che volontariamente lasciamo in giro. Una volta organizzati secondo le logiche della statistica demografica e attuariale è più facile che interessiamo come profilo all’ingrosso, che come individui. Quei dati su di noi calcolati servono a strutturare database e strategie commerciali piuttosto che a venderci direttamente qualcosa.
SULLA DISOBBEDIENZA
Personalmente ritengo che le leggi a tutela della privacy siano largamente inefficaci per impedire a qualcuno di sapere tutto di noi e da tempo ritengo che solo attraverso le privacy enhanching technologies sia possibile garantirsi un livello minimo di tutela. E sono assolutamente affascinato dai propugnatori della vita analogica, quella per cui non paghi nemmeno il casello dell’autostrada con un bancomat, tracciabile per definizione.
Mi spiego meglio. Se qualcuno vuole veramente essere anonimo se ne deve andare dalla provincia, dove il controllo sociale è pressante, e trasferirsi nelle metropoli. Ovvero se uno vuole mescolarsi agli altri su Internet non deve assolutamente …read more

Source:: Frontiere Digitali

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