Copia privata, parte la campagna italiana

Copia privata, parte la campagna italiana

La
lancia Scarichiamoli.org con una lettera aperta ad una parlamentare che
già aveva agito su questo fronte. Per obbligare i produttori a
consentire la copia privata dei contenuti legalmente acquistati.
Un’idea che sta affermandosi in UK

da punto-informatico.it del 9.06.2006

Roma – Sta decollando in Italia una nuova campagna web che mette al centro una questione bollente, ossia la tutela della copia privata, il diritto cioè di eseguire il backup di un prodotto (ad esempio un CD) a scopi personali e senza alcuna finalità di lucro.

A lanciare la campagna, sotto forma di lettera aperta alla parlamentare
Titti De Simone, dimostratasi in passato già sensibile a questi
problemi, sono quelli di Scarichiamoli.org, da lungo tempo impegnati sul fronte delle libertà digitali e della diffusione della cultura.

La
lettera, già firmata da numerosi utenti internet, webmaster ed esperti,
chiede in particolare la revisione del decreto legislativo con cui
l’Italia ha recepito una celebre direttiva europea, la 2001/29, nella
quale in buona sostanza si prende atto della possibilità per i
produttori di ricorrere a sistemi DRM capaci di
blindare i contenuti a tal punto da rendere improponibile la copia
privata. Allo stesso tempo viene di fatto vietato l’aggiramento dei
sistemi di protezione.
"Se per un verso, chi ha acquisito il possesso legittimo non può
aggirare le misure di sicurezza per effettuare la copia – spiega la
lettera – per altro verso, il titolare dei diritti – che ha apposto
dette misure – dovrebbe adottare gli accorgimenti tecnici necessari per
consentirgli di effettuare una copia privata (anche digitale) ad uso
personale (anche perch� la copia analogica non presenta lo stesso
livello qualitativo della copia digitale, e il consumatore acquista una
copia digitale, non una copia analogica: dunque, egli dovrebbe avere il
diritto alla copia privata digitale)".

La lettera, disponibile sul Wiki di Scarichiamoli.org, presenta le modifiche agli articoli che sarebbero sufficienti a ristabilire il diritto alla copia privata, in passato garantito dal nostro ordinamento.

Ed è certamente curioso che proprio in queste ore la British Phonografic Industry, che raduna i produttori discografici britannici, ha fatto sapere di ritenere la copia privata un diritto.

In
particolare Peter Jamieson, chairman di BPI, ha dichiarato che i
consumatori dovrebbero essere posti in condizione di effettuare una
copia per fini personali, a patto che non la distribuiscano a terzi. Nulla cambierebbe, evidentemente, per chi volesse lucrare sulla duplicazione abusiva dei materiali.

Pur
trattandosi solo di una dichiarazione, questa rappresenta una svolta
importante per l’industria di settore e un primo segnale di apertura ad
uno dei problemi più sentiti dai consumatori dei nuovi media.

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Legalizzate la copia privata

Scarichiamoli propone una lettera aperta alla deputata De Simone, per dare una spallata alla DRM.

da ZEUS Newswww.zeusnews.it – 09-06-2006

La DRM (Digital Right Management, gestione dei diritti digitali) è quella serie di strumenti tecnologici di protezione delle tracce digitali, con cui l’industria della proprietà intellettuale si tutela, ufficialmente, contro la pirateria.

Per loro stessa ammissione, a loro non interessa minimamente la pirateria organizzata. Puntano alla "pirateria occasionale". Tradotto: il vero obiettivo è spremere come un limone l’utente medio, limitando anche i suoi diritti più elementari.

Questo è il fondamento economico del business del nostro secolo. Le armi in mano ai cittadini sono molte: l’hacking, la protesta di piazza, la diffusione di tecnologie e licenze libere. A queste si aggiunge l’iniziativa politica.

L’utilizzo di DRM lede infatti una serie di diritti da sempre in capo
all’utente/cittadino. E gli amministratori pubblici, per quanto
lobbizzati, lottizzati e corrotti, non possono considerarlo tollerabile.

È questo il senso dell’iniziativa di Scarichiamoli!, una lettera alla deputata Titti De Simone, per invitarla a presentare un disegno di legge che modifichi il Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n.68 attuazione della direttiva UE 2001/29, rendendo possibile la copia digitale privata.

Se adottato dal legislatore, questo testo indebolirebbe notevolmente tutta l’architettura della DRM, e metterebbe in crisi l’implementazione del sistema TCG,
formalmente nato per assicurare la sicurezza dell’utente, ma in realtà
finalizzato alla protezione degli interessi delle major.

È ancora possibile editare il wiki per aggiungere la propria firma,
a livello personale o di associazione. Non si tratta di una petizione
on-line, nè di una proposta di legge di iniziativa popolare, ma di una
lettera da inviare alla deputata per indurla a intraprendere l’iter
legislativo.

La De Simone, in sede di discussione parlamentare, nel febbraio 2003 aveva dichiarato che la direttiva in questione era " volta alla tutela degli interessi economici delle imprese multinazionali più che dei diritti degli autori". In virtù di questa sensibilità, si candida a diventare l’interlocutore privilegiato dei liberi spiriti che animano la Rete, orfani del senatore Cortiana.

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la lettera integrale da scarichiamoli.org


Gentile Onorevole Titti De Simone,

la rapida ratifica della direttiva 2001/29 è stata determinata, per un
verso, dal timore dell’attivazione, innanzi alla Corte europea, di
procedure di infrazione, ai danni dell’Italia, per mancato rispetto dei
termini e, per altro verso, dal semestre di presidenza italiana alla
Comunità europea: così si è approvato un testo senza una preliminare ed
adeguata riflessione che doveva vedere coinvolti sia il mondo
accademico che le categorie di soggetti interessati, anche al fine di
evitare contenziosi ed equivoci interpretativi.

Una delle materie disciplinate dal Decreto Legislativo 9 aprile 2003,
n.68, attuativo della suddetta direttiva, riguarda la copia privata.

Come Ella ben sa, la copia privata è una copia di sicurezza che i
consumatori possono riprodurre per evitare gli effetti negativi
derivanti dal deterioramento delle opere originali per le quali si è
già provveduto al pagamento del tributo alla SIAE.

La dottrina ha evidenziato come il detto decreto, anche e soprattutto
in relazione al rapporto tra misure tecnologiche di protezione (note
anche come digital rights managements) e diritto alla copia privata,
non tuteli gli autori intesi in senso tecnico e morale bensì i meri
titolari dei diritti allo sfruttamento economico delle opere
dell’ingegno, con l’aggravante di ridurre drasticamente le libertà
civili ed i diritti dei cittadini che, nella loro qualità di
consumatori, si vedono esclusivamente destinatari di obblighi e di
divieti.

Inoltre, come è stato da Ella evidenziato in sede di discussione dello
schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva 2001/29,
"la direttiva è volta alla tutela degli interessi economici delle
imprese multinazionali più che dei diritti degli autori" […] "le
opere protette hanno comunque una data di scadenza intrinseca poich�
dipendono da formati proprietari, da sistemi operativi specifici, come
da hardware specifico, che nel prossimo futuro saranno obsoleti e non
più disponibili, e le suddette opere non possono essere trasferite ad
altro supporto (se non in violazione della legge stessa), perch� sono
cifrati".

Per tutti questi motivi, riteniamo che la protezione delle opere
dell’ingegno tramite le misure di autotutela tecnologiche non dovrebbe
costituire un ostacolo ad effettuare una copia privata, anche digitale,
per coloro che hanno il legittimo possesso dell’opera.

Se per un verso, chi ha acquisito il possesso legittimo non può
aggirare le misure di sicurezza per effettuare la copia, per altro
verso, il titolare dei diritti – che ha apposto dette misure – dovrebbe
adottare gli accorgimenti tecnici necessari per consentirgli di
effettuare una copia privata (anche digitale) ad uso personale (anche
perch� la copia analogica non presenta lo stesso livello qualitativo
della copia digitale, e il consumatore acquista una copia digitale, non
una copia analogica: dunque, egli dovrebbe avere il diritto alla copia
privata digitale).

Le sottoponiamo un testo che speriamo possa essere tradotto in proposta
di disegno di legge. Esso è finalizzato a consentire la possibilità per
il consumatore di effettuare sempre una copia privata digitale
dell’opera:

"Modifiche al Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n.68 recante
attuazione della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni
aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società
dell’informazione

All’articolo 9 del Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n.68, recante
attuazione della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni
aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società
dell’informazione, sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole «anche solo analogica» sono sostituite dalle seguenti: «anche digitale»;
b) dopo le parole «pregiudizio ai titolari dei diritti.» sono aggiunte
le seguenti: «5. Non può essere impedito per contratto, alla persona
fisica di cui al comma 4 di effettuare la copia di cui allo stesso
comma.».".

Ci auguriamo che Ella voglia prendere in considerazione la nostra
proposta, e in attesa di una Sua risposta la salutiamo cordialmente e
la ringraziamo per l’attenzione.

Firme

[…]

l’elenco completo delle firme è reperibile all’indirizzo (in continuo aggiornamento dal 7 giugno 2006):
http://www.scarichiamoli.org/wiki/index.php?title=Lettera

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