Copyright musicale a 95 anni? Petizione web contro il progetto

Copyright musicale a 95 anni? Petizione web contro il progetto

Raccolta di firme per impedire che l’Ue decida l’adeguamento alla legge americana sulle registrazioni

di Alessandra Carboni dal corriere.it del 3 marzo 2008 Una petizione online per dire di no all’estensione del diritto d’autore sulle registrazioni musicali: è l’iniziativa promossa in rete dall’Electronic Frontier Foundation e dall’Open Rights Group per permettere ai cittadini europei contrari al prolungamento della durata del copyright di far conoscere il proprio dissenso alle istituzioni dell’Unione.

LA PROPOSTA DI McCREEVY – A metà dello scorso febbraio, infatti, il commissario europeo Charlie McCreevy ha proposto l’estensione dei diritti sulle registrazioni musicali dagli attuali 50 anni a 95, allineando così l’Europa agli Stati Uniti. A giustificazione della sua idea, McCreevy ha chiamato in causa il diritto dei cantanti e dei musicisti al controllo di come le proprie opere vengono utilizzate: 50 anni di diritti sulle performance musicali non sono sufficienti a tutelare chi le esegue garantendo incassi derivanti dal loro lavoro per un tempo sufficientemente lungo. Quindi perché non permettergli di beneficiare di un copyright analogo a quello che già protegge gli spartiti e i testi, legati ai compositori per tutta la vita e, successivamente, agli eredi per altri 70 anni?

TUTELARE CHI? – In particolare, gli artisti che il commissario dice di voler proteggere sono quelli con diritto d’autore "in scadenza", ovvero coloro che hanno registrato le proprie opere a metà del secolo scorso, e che tra poco quindi – allo scadere del cinquantesimo anno – non riceveranno più le royalties. E se questo può anche non costituire un problema per il reddito degli artisti più famosi, così non è per i più anonimi, quelli semisconosciuti che hanno contribuito alla nascita di moltissime opere d’arte e che faticano a vivere con ciò che guadagnano dalla loro musica. Di fatto, però, la nuova legge europea tutelerebbe anche le casse delle major dei disco, che grazie a McCreevy manterrebbero il controllo sulle registrazioni per ulteriori 45 anni garantendosi così i profitti derivanti dalla musica che riempie i loro archivi: quella di 40-50 anni fa, lo zoccolo duro ormai in scadenza, appunto. Da un lato, quindi, le case discografiche sperano nella modifica della legislazione, e dall’altro i sostenitori della libera circolazione delle idee si battono contro l’estensione, sostenendo che il cambiamento finirà per scoraggiare l’innovazione, impedirà il rinnovamento del mercato, danneggerà i nuovi artisti e limiterà la libertà di accesso del pubblico alla propria eredità culturale.

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Una petizione per bloccare il copyright

La Commissione Europea sta valutando se estendere il copyright oltre i 50 anni attuali, ma i cittadini possono farsi sentire firmando una petizione.

di Matteo Schiavini da ZEUS News – www.zeusnews.it del 05-03-2008

L’attuale durata del diritto d’autore, pari a 50 anni, pare non soddisfare la major – e questo è, se non condivisibile, almeno comprensibile – ma nemmeno la Commissione Europea, che infatti sta meditando di estendere questo periodo troppo breve.

Dall’altra parte, una ricerca commissionata dal governo inglese dice che la legge va bene così com’è, e che anzi un’eventuale estensione porterebbe solo danni economici alla produzione europea, senza contare quelli – meno quantificabili in euro – che verrebbero arrecati alla cultura musicale.

Se la proposta passasse, brani che a breve dovrebbero diventare di pubblico dominio (consentendo dunque a chiunque, anche agli autori originali qualora siano tuttora in vita, di farne ciò che vogliono) resterebbero lucchettati e potrebbero essere spremuti ancora un po’ dalle case discografiche. Chissà, ottenuta l’estensione qualcuno potrebbe ritenere utile invadere il mercato riproponendo i classici, che non passano mai di moda e se sono protetti dal copyright fanno anche guadagnare.

I cittadini dell’Unione Europea che volessero fermare tutto ciò possono ora farsi sentire firmando una petizione presente sul sito Sound Copyright, sostenuto dalla Electronic Frontier Foundation e dall’Open Rights Group; finora sono state raccolte quasi 4.500 firme. Al momento il testo è disponibile soltanto in inglese, francese e tedesco, ma una traduzione italiana è in lavorazione; anzi, chi volesse collaborare può informarsi presso il sito sulle modalità.

Mentre le case discografiche – ricordano gli autori del sito – premono affinché la durata del diritto d’autore aumenti per motivi personali piuttosto ovvi, ma senza presentare una sola ragione per cui anche l’Europa intera ne gioverebbe, l’innovazione e l’accesso all’eredità culturale ne sarebbero notevolmente danneggiati.

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