Cuba lancia l’ambiente Nova: nasce il primo linux “comunista”

Cuba lancia l’ambiente Nova: nasce il primo linux "comunista"

Dopo Venezuela, Perù, Argentina e il Brasile di Lula, anche Cuba ha deciso di adottare il sistema del pinguino per la pubblica amministrazione e per i propri cittadini. Con un progetto nato nell’università e benedetto dal governo

di RICCARDO BAGNATO da repubblica.it del 13.02.2009

PINGUINI di tutto il mondo, unitevi! Dopo Venezuela, Perù, Argentina e il Brasile di Lula, anche Cuba ha deciso di adottare il sistema operativo GNU/Linux per la pubblica amministrazione e per i propri cittadini. Ma non basta. Il regime dell’Havana non utilizzerà una delle tante varianti Linux già disponibili. Ne ha creata infatti una tutta sua, nome in codice: Nova.

L’annuncio è stato dato alla XIII Conferenza sulla Comunicazione e le Tecnologie che dal titolo "Nuove tecnologie: sviluppo e controllo" che si è svolta questa settimana nella capitale dell’isola. Creata dagli studenti e dai professori dell’Università di Scienze di L’Avana (UCI), Nova ha un’interfaccia grafica che trae ispirazione sia da Windows sia da Mac, e può funzionare con vecchie apparecchiature, incluso il processore Pentium II. Non è ancora possibile scaricarla e provarla, ma per chi volesse saperne di più ecco un video di dimostrazione.

"Il sistema permette l’uso in applicazioni moderne e una semplice interfaccia per lavorare con macchine obsolete che ancora sono la maggioranza a Cuba", spiega il responsabile del progetto, Angel Goñi. Aggiungendo che Nova è solo parte di un progetto politico che mira a sfuggire alle restrizioni imposte dall’embargo commerciale e finanziario degli Stati Uniti sull’isola iniziato nel 1962 e che l’adozione del software libero è cominciata già nel 2005.

E’ lo stesso ministro delle Comunicazioni, Ramiro Valdes, a chiarire pubblicamente l’intento politico del progetto, non senza sollevare qualche dubbio o critica puntualmente apparsa sul Web: "Ottenere un controllo maggiore sul processo informatico è una questione di primaria importanza". A cui Hector Rodriguez, decano della School of Free Software presso la University of Information Sciences dell’isola, ha aggiunto: "Mi piacerebbe pensare che entro cinque anni più del 50 per cento degli utenti cubani migrerà a Linux".

La notizia ha immediatamente fatto il giro del Web ed è stata salutata con entusiasmo soprattutto dalla Free Software Foundation, presieduta da Richard Stallman, che nel suo discorso di un anno fa, in occasione dell’edizione precedente della stessa Conferenza, aveva infiammato i cuori della platea chiedendo a gran voce l’adozione dei pinguini ovunque fosse possibile.

Rimane ora da capire tuttavia – come molti utenti hanno commentato sul Web – cosa significhi "controllare il processo informatico", in un paese che la ong Reporters sans Frontiers definisce "la seconda prigione per giornalisti nel mondo, dopo la Cina". Mentre c’è già chi, invece, sdrammatizza, facendo notare che "No va" in spagnolo significherebbe "Non funziona". Staremo a vedere.

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A Cuba nasce Nova, “Linux libre”

L’isola caraibica ha deciso di dotarsi di un sistema operativo nazionale basato sul pinguino per avere “maggiore controllo sul processo informatico”.

da ZEUS News – www.zeusnews.com del 13-02-2009

Come già la Cina – con Red Flag – e la Russia – che invece sta ancora cercando la propria strada – anche Cuba ha deciso di creare una distribuzione Linux nazionale, e l’ha battezzata Nova Baire.

Il nome deriva da una battaglia vinta contro la Spagna nel 1895 mentre il cuore è Gentoo; l’ambiente desktop, infine, è Gnome. Lo sviluppo sarebbe iniziato già nel 2007, quando Richard Stallman si recò in visita nell’isola.

Linux è attualmente usato su circa il 20% dei computer cubani, ma la creazione di una distribuzione “patriottica” ha lo scopo di sostituire Windows sul restante 80%.

Il motivo di questa decisione riguarderebbe la sicurezza nazionale: il governo è convinto che le agenzie di sicurezza americane abbiano accesso al codice sorgente del sistema operativo di Microsoft e che, pertanto, il suo uso rappresenti una potenziale minaccia.

Il ministro delle Comunicazioni, Ramiro Valdes, ha riassunto la posizione del governod dell’Avana affermando che “ottenere un maggiore controllo sul processo informatico è una questione di primaria importanza”.

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