Cybersecurity: Tutta la storia di bitcoin dal 2008 al 2016 in un’infografica

By Arturo Di Corinto Tutta la storia di bitcoin dal 2008 al 2016 in un’infografica
Con i bitcoin è possibile fare acquisti in maniera anonima in Internet, ma dopo 7 anni dalla sua nascita nessuno sa ancora chi ha creato la cryptomoneta più famosa al mondo
di Arturo Di Corinto 16 giugno 2016
Bitcoin è una moneta matematica. Risultato di un progetto di cryptocurrency concluso da Satoshi Nakamoto nel 2009 indica un tipo di valuta che viene scambiata elettronicamente su reti digitali. Non è l’unica nè la prima. E nessuno sa chi si nasconda dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.
Il progetto viene caricato su SourceForge nel novembre del 2008.

Con i bitcoin oggi è possibile acquistare beni e servizi in maniera anonima attraverso Internet

Da quando se ne cominciò a parlare nelle mailing list cypherpunk molti progetti di moneta virtuale sono nati. Uno era quello del cinese Wei Dai, che nel 1998 aveva proposto la b-money per favorire il commercio elettronico. Avversato da banche e governi, ogni successivo tentativo di “coniare” e usare moneta elettronica era fallito fino alla comparsa di bitcoin.
Il nome Bitcoin si riferisce sia alla moneta (con la b minuscola) che al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne consente lo scambio (con la B maiuscola) e rende concreta la possibilità di evitare il ricorso a un ente centrale grazie a un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia di tutte le transazioni.

Come funziona
Ogni importo bitcoin è legato a una coppia di codici, le chiavi crittografiche, una privata nota solo al proprietario, che gli permette di spenderlo, una pubblica, e cioè l’indirizzo bitcoin, che permette di riceverlo.

Bitcoin quindi non viene “coniata” da banche o enti centrali, ma grazie a un algoritmo residente su computer attraverso il mining.
Tanto più ampia è la rete dei miners, tanta più moneta verrà controllata e generata attraverso l’algoritmo del software bitcoin.
La rete bitcoin crea un blocco casuale di monete che deve essere verificato dai miners per poterle utilizzare. Oggi esistono numerosi servizi su Internet che vendono bitcoin accettando come controvalore anche le monete nazionali.
La rete bitcoin che memorizza la produzione di tale moneta virtuale ha un limite dato dall’algoritmo di produzione del bitcoin, 21 milioni di bitcoin, un asintoto che si prevede raggiunto dopo l’anno 2100 se si mantiene l’attuale produzione di bitcoin.
L’intero sistema monetario bitcoin risiede in un database replicato in tutti i nodi della rete bitcoin e questo semplice fatto rende superfluo l’intervento di un’autorità centrale.
Per creare il proprio portafoglio virtuale è sufficiente scaricare il client bitcoin su qualsiasi piattaforma software divenendo subito parte della rete che ne garantisce stabilità e affidabilità anche contro il double spending.
Bitcoin infatti usa la crittografia per proteggersi da furti e manipolazioni consentendo al titolare di spenderla una sola volta e solo a lui.

Le transazioni in bitcoin sono pseudoanonime tra chi possiede un indirizzo bitcoin (se ne può creare uno per ciascuna transazione), e ogni possessore può tenerle in un portafoglio virtuale sul proprio computer o presso terze parti. …read more

Source:: Frontiere Digitali

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