Dell e HP: più spazio all’Open Source sui nostri computer

Dell e HP: più spazio all’Open Source sui nostri computer

Dell e HP potrebbero presto offrire PC desktop con il sistema operativo Linux preinstallato al posto di Windows

Tratto da Off – Quotidiano di spettacolo – 9.3.2007 – di Simona Carloppi

In risposta agli appelli di Free Software Foundation e alle richieste dei clienti, i due maggiori produttori di PC, HP e Dell, sembrano disposti a riconsiderare la possibilità di vendere computer desktop con Linux preinstallato dopo i fallimenti del passato. Oltre 100mila utenti che, attraverso il sito www.dellideastorm.it, nelle scorse settimane hanno chiesto a Dell di preinstallare Linux e altri software open source sui PC desktop e portatili e l’azienda che, già 10 giorni fa, aveva promesso di certificare i suoi PC aziendali per il funzionamento con SUSE Linux, nelle ultime ore sembra aver deciso di spingersi oltre.

Un suo portavoce ha infatti dichiarato all’agenzia di stampa “Reuters” che Dell "sta considerando l’opportunità di offrire Linux come alternativa a Windows sui propri personal computer".

"Stiamo ascoltando con attenzione ciò che i nostri clienti dicono di Linux", ha detto il portavoce di Dell. "Restate sintonizzati, perché non mancheranno le novità". Dell, come i suoi maggiori competitor, sta già vendendo Linux, ma solo insieme ai server e in alcune workstation indirizzate a mercati di nicchia, come quello petrolifero. HP, invece, vende già da tempo modelli di PC aziendali cerificati per Linux, e in particolare per le versioni desktop Red Hat SUSE e, come Dell, sta considerando la possibilità di inserire nel proprio catalogo personal computer con Linux preinstallato. "Sono sempre di più i clienti che ci chiedono PC desktop con Linux, e al momento stiamo stipulando accordi che prevedono la fornitura di migliaia di desktop Linux", ha affermato Doug Small, worldwide director of open source and Linux marketing di HP.

Small non ha fornito dettagli sugli accordi citati, ma ha affermato che questi sono "il chiaro indicatore di come Linux stia divenendo una soluzione sempre più interessante anche per il settore dei desktop aziendali". Va comunque chiarito che Dell, HP e aziende simili parlano di Linux desktop destinati esclusivamente al mercato dei client aziendali Questo perché in questo settore le soluzioni sono più mirate, le applicazioni più mature, i clienti più disposti ad affrontare le difficoltà tecniche che una migrazione a Linux può comportare e le forniture sono in genere accompagnate da contratti di supporto e, talvolta, anche di formazione.

Sul mercato consumer, invece, la diffusione dell’open source è ostacolata dallo scarso supporto da parte dei produttori di hardware e dalla compresenza di troppe distribuzioni, troppi formati dei pacchetti, versioni antagoniste ecc… Inoltre chi oggi impiega Linux sul propri desktop, è in genere un utente esperto che vuole essere libero di scegliere la distribuzione e la configurazione più adatta alle sue esigenze e, quindi, difficilmente acquisterebbe un PC con Linux preinstallato. In particolare, uno dei settori in cui Linux sta registrando una grande crescita è quello dei “blade server”, cioè computer montati su schede inserite in appositi chassis ad alta densità e basso consumo, che costituiscono un sistema con costi e ingombri contenuti, emerso negli ultimi 2 anni, per le aziende che vogliono gestire data center in proprio. IBM è stato il pioniere su questa strada, ma HP ha dichiarato la sua intenzione di colmare in breve tempo il gap che la separa dai rivali.

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