DiEM25, il sogno di un’Europa diversa

By Partito Pirata In pochi lo sanno, in pochissimi l’hanno festeggiata, ma tre giorni fa era la Festa dell’Europa. Il 9 maggio del 1950, infatti, il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman pronunciò un discorso riportato qui per intero, e di cui vale la pena sottolineare un pasaggio in particolare:

L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto

Viene spontaneo chiedersi se, dopo 66 anni, quella “solidarietà di fatto” invocata da Schuman si sia concretizzata o meno; ed è arduo trovare qualcuno che, oggi, potrebbe rispondere con un “sì” convinto a tale domanda.
L’Europa, così com’è, non pice oggi quasi a nessuno. Anzi, forse gli unici a gradirla così com’è sono i grandi gruppi d’affari transnazionali, gli stessi che verosimilmente si augurano che si approvi al più presto il TTIP.
Ma certamente non piace a gran parte della pubblica opinione, che in parte s’illude di trovare “rifugio” nei sempre più forti movimenti populisti e xenofobi che si stanno affermando in tutto il continente, e che sognano il ritorno ad un passato in cui ogni Paese stava per conto proprio, con le proprie frontiere ben chiuse a chiave e la propria piccola moneta da svalutare all’occorrenza; ma non piace nemmeno a chi -soprattutto tra le nuove generazioni- l’Europa la vorrebbe davvero unita, solidale e democratica.
Ed è a questi ultimi che si è rivolto -lo scorso 9 febbraio- Yannis Varoufakis, l’ex ministro delle finanze greco, nel discorso programmatico di DiEM25 (Democracy in Europe Movement 2025), il movimento paneuropeo da lui creato con lo scopo -testuali parole- di “democratizzare l’Europa”.
Sono 4 i princìpi fondamentali su cui si basa DiEM25:

Nessun popolo europeo può essere libero finché la democrazia di un altro è violata.

Nessun popolo europeo può vivere dignitosamente, finché la dignità è negata ad altri.

Nessun popolo euorpeo può sperare nella prosperità, se un altro è spinto nell’insolvenza perenne e nella depressione.

Nessun popolo europeo può crescere senza che i cittadini più deboli abbiano accesso ai beni primari, sviluppo umano, equilibrio ecologico e la determinazione a diventare liberi dai carburanti fossili, in un mondo che muti i suoi metodi anziché il clima del pianeta.

Un discorso che è piaciuto molto anche a diversi Partiti Pirata europei, per via dell’attenzione posta su alcuni temi da sempre avvertiti come prioritari: la trasparenza dei processi decisionali (su cui è stata anche lanciata una campagna), la partecipazione democratica (da cui l’idea di una nuova Costituzione Europea), la centralità dell’eco-sostenibilità. Per non parlare dei temi più “core” dei pirati: la riforma del copyright, l’utilizzo di software (e hardware) Open Source, l’utilizzo della Rete per una democrazia più partecipata.
Il gradimento, tra l’altro, è reciproco: lo stesso Varoufakis ha citato gli “sciami” di Rick Falkvinge come modelli di attivismo politico (i gruppi di volontari di DiEM25 si chiamano Collettivi Spontanei, e -come spiegato nelle linee-guida, si ispirano a principi di orizzontalità ed auto-organizzazione).
Il tempo, tuttavia, stringe. Quel “25” presente nel nome del movimento sta anzi a indicare la “deadline” entro cui, secondo il …read more

Source:: Frontiere Digitali

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