Diritti civili: l’odio oltre le leggi

By Partito Pirata C’è un comune denominatore che unisce la strage di Orlando all’efferato omicidio di Jo Cox, in Gran Bretagna: l’odio nei confronti di chi è “diverso” e/o di chi quei “diversi” vorrebbe proteggerli. L’amara realtà è che non bastano le leggi a rendere propriamente “civile” un Paese, o quantomeno la maggioranza dei suoi abitanti. La “civilissima” America, ad esempio, si ritroverà fra pochi mesi a dover scegliere se eleggere presidente per la prima volta nella sua storia una donna (comunque guerrafondaia e parecchio liberista) o, in alternativa, un miliardario orgogliosamente misogino, xenofobo, razzista e che racconta balle in quantità industriali. Entrambi comunque accomunati dall’essere bravi cristiani, ci mancherebbe.
La mentalità d’un popolo -anzi dei popoli- non la si cambia certo con le leggi. E la mentalità di buona parte dei popoli occidentali, nell’a.D. 2016, è ancora saldamente zavorrata ai primi del ‘900. Mentalità che magari non si evince dai risultati elettorali, se ormai in buona parte dell’occidente anche i partiti conservatori accettano l’idea che due omosessuali possano sposarsi; e che tuttavia emerge chiaramente da altri dati, non propriamente “politici” nell’accezione comune del termine.
In Italia basterebbe dare un’occhiata alle statistiche sui femminicidi, prima ancora che a quelle sull’occupazione, le retribuzioni, il carico di lavoro familiare etc., per rendersi conto di come venga ancor oggi concepita la donna (non solo dagli uomini, si badi bene: anche dalle donne stesse). E, qualora si pensasse che le statistiche sono solo freddi elenchi di numeri, un giro sui principali Social Network fugherà ogni dubbio. L’Osservatorio Italiano sui Diritti ha svolto nel 2014 un’indagine sul c.d. hate speech in rete (in particolare su Twitter, esaminando più di 2 milioni di tweet), e ha redatto un’impietosa fotografia della situazione italiana (qui la cartella). 3 persone LGBT su 4 hanno dichiarato di aver subito forme di discriminazione o pregiudizio durante la loro vita. Il 69% dice di aver subito aggressioni e molestie, e il 61% ha paura di mostrarsi per strada mano nella mano col partner. Il 18% degli italiani ha dichiarato che “l’omosessualità è inaccettabile”. I tweet omofobi sono stati -nel periodo di osservazione- 110.774.E il periodo di osservazione era 3 mesi.

Ma questo è nulla in confronto alla misoginia.Quella contro le donne è la forma di intolleranza più rilevata. Su un totale di 1.800.000 tweets, ben 1.102.494 erano indirizzati contro le donne. “Troia”, “puttana” e sinonimi dialettali sono le parole più usate, usate pressoché come insulto universale e onnivalente, essendo indirizzato non solo alla femmina che tradisce il marito, ma anche a quella che non dà la precedenza al volante.
Ma non sono solo le donne e i LGBT ad essere presi di mira; non se la passano bene neanche gli ebrei, gli extracomunitari e perfino i disabili (“storpio” e “mongoloide” sono ancora termini molto in voga, a quanto pare).

“Davvero un insulto lanciato per caso, per sbadataggine, per rabbia, per l’ira funesta del momento, può trasformarsi in un calcio in faccia a un gay, in un pugno alla propria donna, in un agguato a un extracomunitario o a un …read more

Source:: Frontiere Digitali

Image for: Diritti civili: l’odio oltre le leggi