Drupal, il CMS open source ora è 5.0

Drupal, il CMS open source ora è 5.0

Rilasciata una nuova major release di un content management system open source che ha ormai raggiunto la maturità. Ne parlano gli sviluppatori italiani

Tratto da Punto Informatico – 17 gennaio 2007

Roma – Il team di sviluppo di Drupal ha pubblicato la nuova release 5.0 del proprio content management system (CMS). La nuova versione include molte nuove funzionalità e miglioramenti che promettono di portare questo noto CMS ad un più alto standard qualitativo.La community italiana di Drupal, rappresentata dai siti drupalitalia.org e drupal.it, è già al lavoro per realizzare la traduzione italiana del software, che non dovrebbe tardare ad essere pubblicata.

Drupal è un CMS open source scritto in PHP che utilizza MySQL o PostgreSQL come database. Drupal, essendo basato su una struttura modulare ed estendibile, permette la creazione di diverse tipologie di siti web dinamici: può essere infatti utilizzato come blog, community, sito di notizie, galleria immagini etc. La disponibilità di moltissimi moduli aggiuntivi che ampliano in ogni modo le funzionalità base del CMS e di molti temi grafici sono i punti di forza di questo software.

Drupal è compatibile con tutte le raccomandazioni internazionali ISO e W3C per l’accessibilità dei contenuti: in particolare utilizza codice XHTML e CSS valido e segue le direttive Section 508 e WCAG Priority 1, 2 e 3.

Sebbene in passato Drupal fosse stato criticato per non essere abbastanza user friendly, soprattutto per quel che riguarda la procedura di installazione e l’interfaccia di amministrazione, gli sviluppatori hanno dato ascolto a queste critiche cercando di limare il più possibile questi problemi. La nuova versione presenta molti miglioramenti, soprattutto tesi a migliorare la facilità d’uso.

Drupal 5.0 include una procedura di installazione completamente rivista e un nuovo installer web based che permette di creare una installazione completa nel giro di pochi minuti. Durante la procedura vengono controllati i requisiti di installazione sul web server e testato l’accesso al database. Inoltre il nuovo installer supporta gli install profile o distribuzioni permettendo la futura creazione di installazioni ad-hoc a seconda dell’utilizzo previsto: blog, community, forum, notizie, etc.

Non appena terminata l’installazione viene proposto il nuovo tema Garland, utilizzato come default dalla versione 5.0. Caratteristica interessante è la possibilità di personalizzazione offerta da questo tema: è possibile, utilizzando una tavolozza dei colori, selezionare la combinazione grafica di maggiore gradimento. Questa caratteristica potrà essere applicata anche ad altri temi tramite il modulo color.

La parte che ha avuto maggiori modifiche rispetto alle versioni precedenti, spiegano gli sviluppatori, è sicuramente l’interfaccia di amministrazione. È stato infatti eseguito uno studio di usabilità seguito da alcuni sondaggi che hanno portato ad una completo rifacimento delle pagine di amministrazione del CMS. Per facilitare la creazione di temi è adesso possibile usare un tema differente da quello globale per la sola interfaccia di amministrazione. Inoltre è presente una nuova pagina di informazioni riguardanti web server, PHP, database e Drupal che permette di riscontrare immediatamente errori di configurazione o problemi di altra natura.

Per la performance sono state migliorate le gestioni del controllo di accesso e delle sessioni riducendo l’overhead del database mentre per il caching dei contenuti è ora possibile usare differenti back-end, riducendo il carico sul database, e usare una policy di caching aggressiva. Inoltre è presente un compressore integrato di file CSS che, riducendo i file di stile da scaricare, permette una velocizzazione del caricamento delle pagine fino al 40%.

Agli sviluppatori Drupal 5.0 propone di default la libreria JavaScript jQuery 1.0.3, permettendo la scrittura agevole di moduli pesantemente basati su AJAX. Altri miglioramenti includono il supporto alle dipendenze fra i moduli, nuove API per l’invio delle e-mail e il supporto ai form multistep.

Sebbene Drupal abbia fatto negli anni moltissimi passi avanti, alcuni aspetti del CMS hanno sicuramente ancora bisogno di miglioramenti. Tra questi vi è la procedura di editing dei contenuti. Drupal non presenta, nell’installazione di default, un editor WYSIWYG integrato, e sebbene sia possibile installare il componente aggiuntivo Tinymce, non si comprende perché in un CMS debba mancare un editor integrato dei contenuti.

Inoltre, vista la proliferazione di numerosissimi moduli aggiuntivi installabili, la procedura di installazione di un modulo, sebbene migliorata sensibilmente durante le varie versioni, è troppo lenta e richiede l’accesso FTP al web server. Un installer automatico web based in stile apt-get di Debian potrebbe semplificare moltissimo il reperimento, l’installazione e l’aggiornamento dei moduli aggiuntivi.

Altro aspetto sicuramente migliorabile è il supporto ai siti multilingua. Sebbene Drupal supporti nativamente i contenuti UTF-8 e il modulo i18n permetta il posting di contenuti internazionalizzati, questa soluzione non è integrata nel core e potrebbe essere migliorata sotto diversi aspetti.

Queste problematiche sono comunque ben conosciute dal team di sviluppo, e dunque ci si augura che verranno preso risolte.

In conclusione, Drupal 5 rappresenta un buon passo in avanti, facendo di questo software uno dei migliori CMS oggi disponibile sul canale open source.

Durante i suoi sei anni di vita, Drupal ha avuto uno sviluppo davvero importante. La comunità di utenti è cresciuta costantemente mentre negli ultimi due anni è davvero esplosa. Con più di centomila post e centomila utenti registrati su drupal.org, il bacino di utenti di Drupal è uno dei più folti tra tutti i CMS open source.

Da progetto a tempo perso di uno studente universitario, Drupal è passato ad essere fonte di business per molte persone. Diversi sono infatti i siti che basano il loro successo sul CMS e molti sono gli sviluppatori e consulenti che lavorano esclusivamente su Drupal. Ci sono addirittura intere ditte di consulenza che lavorano solamente con Drupal.

Drupal è infatti utilizzato non solo per piccoli siti amatoriali, ma anche sempre più frequentemente per siti di livello enterprise, con migliaia di utenti e contenuti: tra questi vale la pena citare mtv.co.uk, spreadfirefox.com, asia.playstation.com, teen.secondlife.com, linuxjournal.com e appel.nasa.gov.

Come spesso accade, in Italia siamo rimasti abbastanza indietro, anche se non mancano buoni esempi come il sito di Creative Commons Italia, il blog di Daniele Luttazzi e l’Associazione Luca Coscioni. L’utilizzo di Drupal in Italia appare però estremamente limitato, soprattutto se paragonato con quello statunitense o di altri paesi europei, Gran Bretagna in primis. Le ragioni di questo limitato utilizzo sono difficili da trovare soprattutto considerando la natura economica italiana. Le piccole e medie imprese, su cui si basa l’economia italiana, per non parlare delle amministrazioni pubbliche, potrebbero certamente giovare di un prodotto di qualità gratuito ed open source come Drupal.

Sicuramente la frammentazione interna della comunità italiana, divisa fra i siti drupalitalia.org e drupal.it, non contribuisce a fornire sicurezza ai potenziali utilizzatori italiani del software. Per fortuna però le due comunità stanno lentamente progredendo verso una unificazione che si spera migliori la qualità del supporto italiano al CMS.

Come spesso avviene per i prodotti open source, mancano per ora aziende italiane in grado di fornire supporto e consulenza su Drupal, e sicuramente anche questo non facilita la diffusione del software tra le aziende.

Fabio Varesano
Maintainer del video module per Drupal
(Per contattare l’autore scrivere alla redazione)

Image for: Drupal, il CMS open source ora è 5.0