E’ arrivato il momento di provare la democrazia liquida

By Partito Pirata L’ascesa di Donald Trump negli Stati Uniti e di forze populiste in Europa, l’esito del referendum sulla Brexit, il trionfo del M5S in importanti comuni italiani. Tutti questi eventi stanno portando molti illustri opinion leader a interrogarsi sulla democrazia. Non per provare a migliorarla: per capire se non sia piuttosto il caso di limitarla e restringerla.
E’ una delle questioni su cui l’umanità dibatte da quando la democrazia fu inventata: è giusto far votare proprio tutti, compresi gli “ignoranti” e coloro che “non capiscono”?Come ha spiegato lucidamente Luciano Canfora in un’intervista a Linkiesta, si tratta di una vecchia “tentazione liberale”: togliere il voto alla gente, argomentando che quest’ultima non sarebbe mediamente in grado di comprendere temi troppo complessi. Una tesi che, oggi, potrebbe del resto avvalersi anche delle ormai tristemente celebri statistiche sull’analfabetismo funzionale, un male di cui il nostro Paese è gravemente affetto.
Tuttavia -spiega Canfora- si tratta di un ragionamento pericoloso, perché il cerchio degli “aventi diritto” rischierebbe di restringersi sempre di più.

Come stabilire chi sia in grado di votare? Io stesso, per esempio, sull’economia politica non sono un esperto. Leggo e mi documento, certo. Ma tra me e Draghi, per fare un esempio, l’unico che avrebbe diritto di voto sarebbe lui

E, soprattutto:

Qualunque votazione che abbia in oggetto la cosa pubblica possiede implicazioni tali da richiedere sempre, e in ogni caso, un ragionamento simile. Non vale e non può valere solo per il referendum sull’uscita dall’Unione Europea. Se il criterio è la competenza dell’elettore, allora per ogni votazione, anche per le elezioni politiche, europee, cittadine, ci vorrebbero mesi di studio sui programmi dei candidati e seminari interi per comprendere le tematiche che affrontano, che sono sempre complesse e non alla portata di tutti.

Un argomento che nell’intervista non viene affrontato – e che tuttavia è centrale in questo discorso – è quello dei limiti della democrazia rappresentativa. Questa è infatti la soluzione che fino ad oggi è stata trovata per risolvere il problema citato da Canfora (la complessità degli argomenti e l’impossibilità dei cittadini di essere tuttologi); eppure questa soluzione ha manifestato – non una, ma diverse volte nella storia – una serie di limiti notevoli. E noi italiani, da questo punto di vista, rappresentiamo un caso negativamente esemplare.
In primis, se oggi affermassimo che i rappresentanti dei cittadini italiani (nei Comuni, Regioni, Parlamento nazionale, Parlamento europeo) costituiscono il meglio della società in quanto a preparazione e competenza, un ipotetico interlocutore reagirebbe con sarcasmo e/o rabbia; citerebbe probabilmente un Razzi, uno Scilipoti, forse Iva Zanicchi. Si potrebbe a quel punto obiettare che esistono anche persone competenti e preparate, ma a quel punto la probabile replica consisterebbe nel far notare che costoro dovrebbero essere la regola, non l’eccezione.
E’ poi chilometrica la lista dei problemi che affliggono la democrazia italiana; il voto di scambio (da decenni una regola fissa in troppe regioni italiane); la corruttibilità dei singoli deputati e dei partiti in cui militano; il fatto che molti di loro “cambino idea” dopo essere entrati nelle Istituzioni, non sempre ovviamente per dei sinceri ripensamenti …read more

Source:: Frontiere Digitali

Image for: E’ arrivato il momento di provare la democrazia liquida