eMusic, MP3 interoperabili e senza DRM

eMusic, MP3 interoperabili e senza DRM

L’azienda
sfida iTunes e venderà MP3 senza DRM, compatibili con qualsiasi lettore
multimediale, iPod incluso. 25 canzoni gratis per chi si abbona per 40
download mensili. Ma il catalogo non comprende i file delle major

da punto-informatico.it del 2.8.2006

Los Angeles – Un tempo la sfida contro Napster, adesso contro iTunes: eMusic mira a diventare il più grande competitor di Apple nel mercato della musica digitale, grazie ad un’offerta di MP3 interoperabili e privi di lucchetti DRM per la protezione dei contenuti audio.

"I nostri MP3 funzionano con qualsiasi lettore, gli utenti scaricano
dal servizio e le canzoni sono davvero di loro proprietà", hanno detto
i portavoce di eMusic durante la presentazione del nuovo servizio di
jukebox online, che prevede il pagamento di un abbonamento mensile per il download di 40 brani in formato compresso.

Il
catalogo di eMusic, incentrato sulla musica indipendente e su artisti
"classici", offre circa un milione di brani: "Niente trucchi, niente
inganni", si legge sul sito del servizio, "una volta scaricato, il
brano funziona dappertutto e non ci sono DRM". L’azienda pensa che i
sistemi di protezione dei contenuti siano una tecnologia non indispensabile, capace d’avere un impatto negativo sugli audiofili.

Secondo alcune statistiche pubblicate dal quotidiano USA Today,
eMusic ha già una quota di mercato pari all’11% del totale: niente, in
confronto al 67% circa detenuto da Apple, ma un buon inizio per partire
all’arrembaggio dell’azienda di Steve Jobs. "Non c’è dubbio che il
successo di iPod sia stato un successo anche per noi", ha detto il CEO
di eMusic, David Pakman. "La confusione creata dal formato proprietario
di iTunes, che gli utenti non possono utilizzare su altri lettori", ha
aggiunto Pakman, "va tutta a nostro vantaggio".

La maggior
parte delle etichette discografiche che vendono canzoni attraverso
eMusic, forti di un numeroso seguito d’utenti ben fidelizzati, seguono
il pensiero di Pakman. "Non capisco perch� le major siano così ostinate
nella promozione delle tecnologie DRM", ha detto Jim Sturgeon,
direttore dell’etichetta di musica classica Naxos. "Non solo i DRM sono
protezioni scardinabili persino da un bambino", ha spiegato, "ma sono
semplicemente uno spregio nei confronti degli utenti: equivalgono a non
riporre fiducia nei consumatori".

In Francia, una normativa recentemente approvata dai legislatori obbliga i jukebox online alla vendita di canzoni con DRM interoperabile. Nell’Unione Europea sta facendosi avanti l’idea che l’obbligo di sistemi per il Digital Content Management sia una possibilità futuribile, magari in vista dell’abolizione del cosiddetto "equo compenso" per i depositari di diritto d’autore.

eMusic è quindi ideologicamente distante dal mainstream e soprattutto dal resto dei negozi di musica digitale sul Web: è forse per questo motivo che le major continuano a preferire iTunes per vendere le loro hit?
Per i gestori ed i partner di eMusic, questa situazione è più che
buona: il negozio online si rivolge ad una nicchia più "matura"
rispetto alle vere e proprie armate di file sharer che scambiano musica illegale attraverso le reti P2P.

Anche Microsoft,
nel frattempo, ha intrapreso la strada della musica in formato
compresso, nella speranza d’imporsi sulla concorrenza. Grazie ad URGE, un jukebox nato da un accordo esclusivo con MTV, Microsoft possiede il terreno necessario a costruire un futuro di successo per Zune, il riproduttore multimediale sviluppato dai produttori di Windows.

Tommaso Lombardi


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da copydown.inventati.org del 2 agosto 2006

Impossibile vendere musica online senza DRM? Non ditelo a eMusic

Le major insistono nel sostenere che non possono vendere musica online senza quei loro insensati sistemi di protezione contro la copia, che ne hanno bisogno per far restare oneste le persone oneste e che non possono competere con i servizi gratuiti. Nessuna di queste tesi risponde a verita’, in particolare quella secondo cui la gente non tirera’ fuori i soldi per la musica se la puo’ trovare gratis da un’altra parte: basta guardare quanti download sono gia’ stati venduti.

In ogni caso, mentre alcuni venditori di musica online cercano di ammorbidire la cocciutaggine delle major
rispetto ai sistemi anti-copia, in modo da espandere la loro clientela
potenziale includendovi chi usa l’iPod e altri apparecchi
incompatibili, le etichette discografiche continuano ad affermare di
non poter fare neanche un soldo senza DRM – ignorando completamente il silenzioso successo di eMusic. eMusic vende solo file mp3 normali, senza DRM, ed e’ attualmente al secondo posto
nella vendita online di musica (subito dopo iTunes), con un 11% di
mercato che equivale alle quote di Napster, MSN Music e Rhapsody messe
assieme. Questo e’ ancora piu’ interessante se si pensa al fatto che
eMusic si rivolge a un pubblico di nicchia dato che non diffonde le produzioni delle major.

Un dirigente di un’etichetta indipendente che vende sul sito ha
dichiarato che il successo di questo modello privo di DRM e’ dovuto
alla particolarita’ del pubblico di eMusic e che se iTunes smettesse di
usare i DRM, nessuno acquisterebbe piu’ musica e tutta la musica
finirebbe sulle reti P2P. Questo e’ tipico della mentalita’ dei
discografici. Tutta la musica e’ gia’
sulle reti P2P
, ma un numero rilevante di persone la acquista ugualmente, preferendo
la comodita’ e/o la legalita’ alla convenienza.
Rimuovere i sistemi di protezione anti-copia dalla musica, dato che in
ogni caso non impediscono la copia, offre numerosi vantaggi: apre l’iPod a un maggior numero di rivenditori di mp3, abolendo la morsa imposta da Steve Jobs alle etichette musicali; da’ ai rivenditori di mp3 la possibilita’ di sperimentare nuovi modelli per aumentare le vendite e rimuove la scomodita’ dell’incompatibilita’ fra dispositivi che tiene vincolati a una marca o a un negozio online.
Ma le major ignorano questo dettaglio perche’ tutta la musica
rischierebbe di finire sulle reti P2P…allora ripetiamolo a loro
beneficio: la musica li’ c’e’ gia’ tutta. Prima se la metteranno via,
per tornare a pensare al loro lavoro, invece di trovare nuove idee
inutili per fermare la pirateria, meglio sara’ – anche per loro.

Articolo originale preso da Techdirt – Don’t Tell eMusic You Can’t Succeed Selling DRM-Free Music

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