Fedora 9 alla conquista di Linux

Fedora 9 alla conquista di Linux

Il progetto sostenuto da Red Hat rilancia la propria sfida a Ubuntu. Con una nuova versione che tenta di semplificare al massimo l’utilizzo del sistema operativo free. Ecco le novità salienti

da punto-informatico.it del 14 maggio 2008

Marcando stretta Ubuntu, la cui ultima release 8.04 ha visto la luce poche settimane fa, Fedora è giunta ieri alla nuova versione 9, nome in codice Sulphur. La nuova incarnazione di questa celebre distribuzione Linux porta con sé diverse novità di rilievo, soprattutto in aree quali la gestione del sistema, l’autenticazione, il networking, il file system e l’interfaccia utente.

Fedora 9Incalzato da Ubuntu, la cui priorità è da sempre la facilità d’uso, il progetto sponsorizzato da Red Hat sta spendendo molte energie nel rendere Fedora sempre più facile da usare e nel fornire ai novizi di Linux strumenti di configurazione intuitivi e automatizzati. Un esempio è dato da PackageKit, il nuovo package manager predefinito di Fedora 9 che promette di semplificare il processo di installazione e manutenzione dei programmi.

PackageKit utilizza alcuni dei più noti tool di gestione dei pacchetti, come yum, apt, conary e altri, fornendo una sorta di layer di astrazione tra questi ultimi e l’utente o un’applicazione esterna. Il suo scopo non è consentire agli utenti di mescolare, sullo stesso sistema, più formati di pacchetto (RPM, DEB ecc), ma fornire una sola interfaccia di gestione dei pacchetti per tutte le principali distribuzioni Linux.
La caratteristica più interessante di PackageKit è la funzionalità che permette all’utente di scaricare in automatico i programmi o i driver di cui necessita: ad esempio, se si prova ad aprire un file PDF ma nel sistema non è presente alcuna applicazione associata a questo tipo di file, PackageKit propone all’utente il download e l’installazione di un viewer PDF. Ciò vale anche per i driver: se si collega al sistema una nuova stampante, ma non si dispone dei relativi driver, PackageKit può cercarli automaticamente sui vari repository online. Purtroppo questa comodità non si estende al software proprietario: ciò significa che se si desidera aprire un video in Flash, l’utente deve cercare manualmente il relativo plugin.

PackageKit

In Fedora 9 è stato migliorato anche l’installer Anaconda, soprattutto per quel che riguarda la creazione e il ridimensionamento delle partizioni, incluse quelle NTFS e, in via sperimentale, ext4. Il sistema operativo supporta anche la creazione e l’installazione di file system cifrati sui dispositivi rimovibili e sulle partizioni di root e di swap.

Nella fase di creazione degli account, Anaconda fornisce ora un’utile indicazione sul livello di sicurezza delle password utilizzate.

Fedora 9 permette di creare una distribuzione Live USB, ossia avviabile da un drive flash, a partire dalla versione Live CD. Questo era già possibile anche con la precedente release, ma ora è supportata l’archiviazione persistente dei dati: in altre parole, tutte le modifiche apportate a file e documenti possono essere salvate direttamente sulla chiavetta. L’altra novità legata all’immagine Live USB è il processo d’installazione, ora non più distruttivo: questo significa che, se sulla chiavetta c’è una sufficiente quantità di spazio, i dati preesistenti non saranno cancellati.

Fedora 9 migliora anche l’integrazione con Policy Kit, un giovane framework per la sicurezza che consente ai sistemisti una gestione più avanzata degli accessi protetti, limitando allo stretto necessario l’utilizzo dell’account root per l’avvio delle applicazioni di amministrazione del sistema. Sviluppato da Red Hat in seno al progetto FreeDesktop.org, per la prima volta in Fedora 8, Policy Kit è stato di recente introdotto anche su Ubuntu.

Sul fronte della sicurezza si segnala anche l’introduzione di FreeIPA, una suite di strumenti per l’auditing e la gestione delle identità che avrebbe dovuto debuttare in Fedora 8. Lo scopo di questa soluzione è quella di semplificare l’installazione, la configurazione e l’amministrazione centralizzata delle identità e dell’autenticazione al sistema. Red Hat sta lavorando ad una versione di questo software adatto per l’utilizzo nelle grandi aziende.

Fedora 9 include GNOME 2.22, una recente versione del celebre desktop environment open source che porta con sé migliorie quali il più potente e performante filesystem virtuale GVFS, un miglior supporto di rete, un nuovo visualizzatore per i desktop remoti, migliorate caratteristiche di accessibilità e molto altro. Non mancano inoltre i desktop environment KDE 4.0.2 e Xfce 4.4.2, il primo dei quali è disponibile sia nell’immagine KDE Live sia nel DVD standard.

Tra gli altri software inclusi nella nuova distro si citano Firefox 2, OpenOffice 2.4, il windows manager composito Compiz, il server sonoro PulseAudio (ora installato ed attivato di default), il tool di gestione di rete NetworkManager 0.7, Perl 5.10.0, Eclipse 3.3.1, e infine il kernel Linux 2.6.24.

Le immagini ISO di Fedora 9 possono essere scaricate dai link riportati in questa pagina.

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da ZEUS News – www.zeusnews.it del 13-05-2008

Fedora 9 punta tutto sulla semplicità

L’obiettivo è eliminare ogni difficoltà di configurazione, per non spaventare chi approda a Linux per la prima volta.

Con tutto il clamore suscitato da Ubuntu – e in particolare dall’arrivo di Hardy Heron – si tende a dimenticare che parallelamente altre distribuzioni continuano la propria vita e la propria evoluzione.

Fedora 9, per esempio, il 12 maggio ha raggiunto la maturità ed è stata rilasciata, pronta per essere scaricata come Dvd di installazione o come Live Cd.

La maggior parte delle novità che la distribuzione sponsorizzata da Red Hat presenta è rivolta a semplificare la vita degli utenti, in particolare quelli alle prime arme che per la prima volta o quasi hanno intenzione di provare un sistema Linux.

Le migliorie non saranno forse eclatanti, ma stando agli sviluppatori dovrebbero sistemare quelle piccolezze sulle quali chi usa Linux da un po’ chiude gli occhi ma che possono bloccare i nuovi arrivati. Per dirne una, l’installazione dei pacchetti.

Sono in molti ad apprezzare i sistemi di installazione dei programmi usati dalle distribuzioni orientate al desktop: eliminano il bisogno di setacciare Internet alla ricerca del software da scaricare integrando un comodo gestore di pacchetti. C’è tuttavia un problema: se non si conosce il nome del software di cui si ha bisogno per una determinata operazione, si rischia di girare a vuoto per un po’.

Fedora 9 viene incontro a questa esigenza riconoscendo quando è necessario installare un’applicazione per aprire un certo tipo di file. Se per esempio si vuole vedere un Pdf ma non si ha ancora installato il visualizzatore, PackageKit – il rinnovato gestore del software – automaticamente propone il programma adatto.

Una maggiore semplicità è stata anche l’obiettivo dei lavori sul sistema di partizionamento dei dischi, operazione che spesso può spaventare: la gestione e il ridimensionamento delle partizioni è stata resa più semplice anche nel caso in cui si abbia a che fare con dischi formattati in Ntfs.

Tra i punti di forza di Fedora c’è poi sempre stata la possibilità di creare una versione Live da installare su chiavetta Usb da poter portare sempre con sé; è stato ridotto il tempo di avvio e aggiunta la possibilità di aggiornare il sistema portatile, installando applicazioni e salvando documenti.

Come ambiente desktop si può scegliere tra Gnome 2.22 e Kde 4; nell’ultimo caso sarà sempre possibile installare le applicazioni della serie 3.x che ancora non sono state aggiornate alla nuova versione.

Paul Friends, leader del progetto Fedora, ha affermato che l’obiettivo è consentire "alle persone che non sanno nulla dell’interno di un computer di far funzionare tutto al primo colpo", eliminando le complessità del setup pur mantenendo sotto il cofano tutte le possibilità di personalizzazione care agli utenti avanzati. Se quest’ultima versione sia riuscita nel proprio intento, chiunque può controllarlo scaricandola.

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Quest’oggi il rilascio di Fedora 9: ecco le novità

di Michele Nasi da www.ilsoftware.it del 13 maggio 2008

Oggi dovrebbe essere il giorno di Fedora 9. Il lancio della più recente versione della distribuzione Linux sponsorizzata, ma non direttamente supporta, da Red Hat era stato infatti da tempo fissato per il 13 Maggio.
La nona versione di Fedora integra una serie di innovazioni che mirano a rendere il desktop della famosa distribuzione più adatto anche agli utenti novizi.

Sviluppato per opera della comunità, su Fedora è stato compiuto un gran lavoro per raffinare alcuni dettagli. Si pensi, ad esempio, alla nuova impostazione che offre la possibilità di interagire con la gestione del risparmio energetico direttamente dalla schermata di login.

Fedora 9 propone PackageKit per la gestione dei software. Il programma supporta anche le cosiddette dipendenze software on-demand. Si supponga, per esempio, di scaricare da Internet un documento in formato PDF e che il visualizzatore di file PDF non sia installato sul sistema. Non appena l’utente tenta di aprire il documento, PackageKit, verificando l’assenza del visualizzatore PDF, si offrirà di scaricarlo ed installarlo. La funzionalità, tuttavia, sarà efficace solo allorquando vi sia un software opensource in grado di aprire una determinata tipologia di file.

La nuova versione di Fedora consta di un'”inedita” procedura d’installazione che rende ancora più semplice ridimensionare le partizioni presenti sul disco fisso interagendo, tra l’altro, anche con unità formattate con il file system NTFS.
Debutta anche un indicatore che suggerisce all’utente quanto siano adeguate le password digitate a protezione degli account.

Una delle più interessanti novità in Fedora 9 è la possibilità, per l’utente, di creare una penna “Live USB” che consenta, a partire dal “Live CD” della distribuzione, di inserire il sistema operativo in una chiavetta USB.
Per avviare Fedora 9 dalla penna USB, sarà quindi sufficiente collegarla al personal computer ed effettuare il boot. Il vantaggio è che tutte le modifiche operate a file e documenti, potranno essere salvate direttamente sulla chiave USB.
Solo sui personal computer più datati non potrà essere impiegata la chiave “Live USB” di Fedora 9 a causa di limitazione sul BIOS (non viene permesso il boot del sistema da periferiche USB).

La nona versione di Fedora consente di usare anche il file system crittografato su device collegabili “a caldo”, partizioni di root e di swap. Il supporto è garantito già dalla fase d’installazione della distribuzione.

Così come altre distribuzioni Linux, anche Fedora viene offerto sia con il “desktop environment” GNOME, sia con KDE.
Nel caso di GNOME, ne viene proposta la recente versione 2.22, sostanzialmente identica alle release precedenti, fatta eccezione per il supporto del file system GVFS che rimpiazza il vetusto GNOME-VFS.
Fedora 9 integra anche il supporto sperimentale per la prossima generazione di file system Linux: ext4 (probabilmente debutterà in modo ufficiale con il rilascio del kernel Linux 2.6.25).

L’uscita della versione finale di Fedora 9 è attesa a breve. Il file javascript che regola il funzionamento del contatore pubblicato sul sito di Fedora contiene infatti l’indicazione May 13, 2008 14:00:00 UTC (ore 16 italiane) come data di rilascio del pacchetto d’installazione.

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