FIMI: le Creative Commons fan parte della famiglia

FIMI: le Creative Commons fan parte della famiglia

Per la prima volta l’industria musicale italiana adotta le CC per un proprio progetto. Una piccola grande svolta, che manda anche un segnale a chi continua a coltivare l’idea di un diritto d’autore immutabile

da punto-informatico.it del 25 novembre 2008

FIMI ha deciso di adottare le licenze Creative Commons per le proprie classifiche sulle vendite di dischi, una decisione che, per quanto limitata ad uno specifico aspetto della produzione dell’industria discografica italiana, segnala evidentemente una specifica attenzione alle licenze che sono al cuore del movimento copyleft. Anzi, la stessa FIMI descrive le Creative Commons come licenze che "si inquadrano nella grande famiglia della tutela dei diritti d’autore rendendo più flessibili alcuni utilizzi di contenuti".

il sito di FIMI"Dall’inizio del 2009 – specifica FIMI in una nota – le charts dei dischi più venduti di FIMI, disponibili su www.fimi.it, saranno diffuse tramite le licenze Creative Commons per quanto riguarda l’utilizzo su siti personali degli utenti della rete internet. Non solo, FIMI renderà disponibile un widget gratuito da includere nei siti personali degli utenti".

L’idea, dunque, è quella di usare le CC per la grande opportunità che offrono nella diffusione di contenuti in rete, e nello specifico verrà adottata la "Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License".
"Ogni utenti con un proprio sito o una pagina su Facebook, MySpace o altri siti di social network – scrive ancora FIMI – potranno pubblicare la classifica".

Enzo Mazza, presidente FIMI, ha dichiarato che "con questa licenza veniamo incontro a tutti quei fan che spesso ci chiedono di citare o pubblicare la classifica su siti personali senza scopi commerciali".

Difficile dire oggi se le licenze CC prolifereranno ulteriormente in seno all’industria musicale che si riconosce in FIMI, quel che è certo è che un segnale come questo verrà valutato con attenzione dalle numerose realtà di settore che da tempo si stanno muovendo sotto l’ombrello del copyleft. Sotto licenza CC, ed altre licenze open, proprio in rete, e grazie alla rete, ormai da lungo tempo vanno diffondendosi nuovi modelli di produzione e promozione, che coinvolgono un numero crescente di artisti.

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Fimi e Creative Commons: un accordo per l’hit parade

di Luca Castelli da lastampa.it del 25.11.2008

Dall’inizio del 2009 le classifiche ufficiali dell’industria discografica verranno distribuite con le licenze di copyright alternativo.
A pochi giorni dal litigio con la Siae per questioni relative al contrassegno da applicare sui prodotti musicali, Fimi muove un altro passo lontano dal passato e in direzione del futuro, annunciando un accordo con Creative Commons relativo alla diffusione delle classifiche ufficiali di vendita della musica. Dall’inizio del 2009, le charts dell’associazione dei discografici italiani verranno distribuite utilizzando quella che è forse la più comune delle licenze CC: la BY-NC-ND. Un codice che sta a significare che chiunque potrà riprodurre le classifiche, a patto che ne segnali l’origine, non le utilizzi a scopo commerciale e non le modifichi. Tradotto in termini più immediati: potranno essere copiate e pubblicate liberamente (e legalmente) sui blog e sui profili di MySpace, Facebook e di altri social network.

Distribuire una classifica sotto Creative Commons non è la stessa cosa che distribuire un brano o un album, ovviamente. Questi ultimi rimangono protetti da un rigidissimo copyright. D’altronde, per quanto riguarda la musica non sta tanto alla Fimi ma alle singole case discografiche e agli aventi diritto decidere quale livello di protezione applicare. L’accordo relativo alle classifiche suona comunque come una sorta di piccolo ma ufficiale riconoscimento da parte dell’industria nei confronti della filosofia che regola il pacchetto delle Creative Commons (nei confronti delle quali già in passato il presidente di Fimi Enzo Mazza aveva speso parole d’apprezzamento). Un riconoscimento che assume anche qualche sfumatura 2.0, visto che Fimi ha promesso di pubblicare un widget che permetterà di copiare le classifiche direttamente sui blog e sui siti esterni (con la stessa rapidità e facilità con cui si caricano i video di YouTube, per esempio).

Se non è una rivoluzione copernicana, è comunque un’altra tappa di quel processo di modernizzazione a cui sono chiamate tutte le realtà dell’industria musicale, in particolare quelle più tradizionali e legate ai modelli di business e di comunicazione dell’epoca precedente a Internet. Un processo obbligatorio, man mano che si scivola in un sistema dei media sempre più digitale, ma tutt’altro che scontato.

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Fimi abbraccia le Creative Commons per le Top ten su Facebook o MySpace

Gli utenti di siti personali che vorranno pubblicare le charts dei dischi più venduti, lo potranno fare grazie alla nuova licenza libera della Federazione italiana musicale

da VNUnet.it del 24-11-2008

Dopo Wikipedia, le licenze Creative Commons guadagnano nuovo spazio: le adotta la Fimi. Dall’inizio del 2009 le charts dei dischi più venduti di FIMI, disponibili su www.fimi.it saranno diffuse tramite le licenze Creative Commons (CC) per quanto riguarda l’utilizzo su siti personali degli utenti della rete internet. Non solo, FIMI renderà disponibile un widget gratuito da includere nei siti personali degli utenti. Nello specifico le classifiche saranno disponibili tramite “Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License”.

Ogni utente con un proprio sito o una pagina su Facebook, Myspace o altri siti di social network potranno pubblicare la classifica. “Con questa licenza veniamo incontro a tutti quei fan che spesso ci chiedono di citare o pubblicare la classifica su siti personali senza scopi commerciali” ha dichiarato il Presidente di FIMI, Enzo Mazza. Conclude la Fimi: "Le licenze Creative Commons si inquadrano nella grande famiglia della tutela dei diritti d’autore rendendo più flessibili alcuni utilizzi di contenuti".

Le licenze CC si ispirano a principi fondanti che includono la possibilità di copiare e diffondere le opere, di mescolarle e remixarle, con il dovere di indicarne sempre l’autore e di dover usare questa stessa licenza per la distribuzione di qualsiasi prodotto derivato.

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