Finanza omicida. Intervista a L.K. Brass a proposito del thriller I mercanti dell’Apocalisse

By Pagina Tre L.K. Brass è lo pseudonimo di un autore di thriller che ci tiene a creare suspense e mistero fin dalla copertina. Si dice che sia nato in Svizzera, ma che i suoi studi di ingegneria nucleare e informatica l’abbiano poi portato a lavorare a Parigi e a Chicago. Come consulente per i sistemi informativi finanziari. Sì, quelli che hanno amministrato i database internazionali della crisi economica globale. Il suo I mercanti dell’Apocalisse, appena edito da Giunti, è una storia inventata, ma intrisa della sua esperienza sul campo. Non potevamo resistere alla tentazione di farci rivelare dettagli, risvolti, aneddoti e segreti. E l’abbiamo intervistato.
Cominciamo dall’inizio: I mercanti dell’Apocalisse nasce su Amazon. Come arriva alle edizioni Giunti?
Con un cammino contorto e quasi casuale. Ho spedito il manoscritto inedito due volte, prima e dopo l’editing, non solo a loro, ma a molti altri editori. Nessuno ha risposto. Ho avuto la fortuna di trovare una editor di grande sensibilità ed esperienza – che mi ha insegnato molto e mi ha sempre seguito, curando anche il mio secondo romanzo. Giunti mi ha scoperto proprio per una sua segnalazione. Ho un doppio debito di gratitudine nei suoi confronti: per la qualità dei miei testi e per essere stato pubblicato.
Trader, broker, spread: sembra gergo da fumetti per l’uomo della strada. Il quale però, dal 2007 in poi, ha scoperto che la sua vita ne è condizionata…
Più che condizionata! L’etichetta di “thriller finanziario” è appropriata, ma mi è sempre stata stretta. Se l’assassino colpisce avvelenando l’acqua che irriga delle vigne che producono del vino, il romanzo non diventa un thriller enologico. Oggi la finanza è presente ovunque e influenza tutto il nostro ambiente vitale, non solo i nostri investimenti o i mutui. Anche quando facciamo il pieno di benzina e compriamo del pane ne siamo toccati. La finanza ha negoziato innumerevoli volte petrolio e farina prima che li comprassimo noi. Di conseguenza, le manipolazioni dei mercati ci possono colpire anche dove meno ce l’aspettiamo.
In casi come quello dell’ultima crisi finanziaria, è quasi impossibile non subire il fascino delle sempreverdi “teorie del complotto”. Cosa si può dire al riguardo: c’è davvero qualcuno che manovra nell’ombra per il suo esclusivo tornaconto? Qualcuno che “regga i fili” a danno dell’umanità?
Non sono di certo un “complottista” e rigiro la domanda: perché i programmi della BCE non dovrebbero essere stati attaccati? Nel passato recente c’è chi ha messo in ginocchio la Banca d’Italia e ha costretto la Banca d’Inghilterra a gettare la spugna, attaccando anche a faccia scoperta. In quello recentissimo è successa la stessa cosa ai danni della Banca centrale Svizzera. Quando ci sono possibilità di guadagno per miliardi, uno scenario del genere non è solo plausibile, ma quasi ovvio. L’ingordigia e l’inventiva non hanno limiti. I mercanti sono là, con la loro logica perversa, pronti a cogliere le occasioni al volo quando sentono l’odore del sangue.
I mercanti dell’Apocalisse mette in scena troppi dettagli, e troppo nel dettaglio – per così dire – per non pensare che si tratti di qualcosa di …read more

Source:: Frontiere Digitali

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