Francia, legale l’uso del P2P

Francia, legale l’uso del P2P

Una
sentenza francese crea un precedente inaudito in Europa: sfruttare a
fini personali le piattaforme di scambio non può essere considerato un
reato. Clamore su tutta la rete. L’industria: ricorreremo in appello

da punto-informatico.it del 09.02.2006

E’ la Francia ancora una volta a dare grattacapi, e che grattacapi!,
alle major che si battono contro gli abusi sui sistemi di file sharing. Un tribunale parigino ha infatti emesso una sentenza senza precedenti, che in buona sostanza afferma la liceità dell’uso del P2P per scaricare e condividere file protetti dal diritto d’autore a fini personali, ovvero in assenza di finalità commerciali e di lucro.

La notizia della sentenza, che sta facendo rapidamente il giro della rete, si innesca in un momento critico
per l’approccio francese al P2P, laddove un numero sempre crescente di
parlamentari e commentatori transalpini appare disposto a consentire l’uso personale del P2P.

Come racconta l’associazione Audionautes.net, il caso è quello di un utente accusato di aver scaricato e posto in condivisione moltissimi brani musicali, si parla di 1.200 pezzi, tutti protetti dal diritto d’autore gestito dalla Soci�t� Civile de Producteurs Phonographique.

Stando alla cronaca del procedimento, i sistemi di rilevazione dell’uso del P2P della Societ� nel 2004 avevano individuato l’IP del computer di "Antoine", attivo tramite il celebre software Kazaa, all’epoca uno dei più utilizzati in senso assoluto dagli utenti del file sharing.

Il
Tribunal de Grande Instance di Parigi, giudicando il caso, ha stabilito
che "l’imputato faceva uso di questi file a titolo personale, e quindi
un uso legale". Secondo i giudici, la normativa francese stabilisce che
i cittadini "facciano un uso corretto dei materiali protetti fino a
quando questo uso non è collettivo o non è a finalità di lucro".

La difesa di Antoine l’hanno condotta proprio gli esperti dell’Associazione Audionates che ora mettono a disposizione il pdf della sentenza (in francese) e sottolineano come sia la prima volta che un giudice francese assolve sia il download di brani che la loro condivisione.
In passato, altri casi si erano risolti con assoluzione ma soltanto per
quanto riguardava il download. Come si ricorderà, sulla questione della
condivisione anche in Canada c’è un dibattito aperto: sebbene la
normativa sia ancora poco chiara, il semplice scaricamento di opere
protette ad uso personale non viene sanzionato.

Va detto che la Societ� ha già annunciato che si appellerà contro la sentenza.
Ma il presidente dell’associazione Audionates, Aziz Ridouan, si è detto
fiducioso sugli esiti dell’appello in quanto la sentenza appare in
linea con l’orientamento già espresso in casi precedenti.

Il tutto, naturalmente, potrebbe presto trovare una soluzione normativa,
in quanto, come accennato, il Parlamento francese sta discutendo
proprio in queste settimane alcune proposte che potrebbero portare ad
una legalizzazione dell’uso a fini personali del peer-to-peer anche
quando si tratta di scambiare materiali protetti dal diritto d’autore.

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