Il 2.0 per i diritti dei pugliesi

Il 2.0 per i diritti dei pugliesi

Ci si prova: più comunicazione interna alla Pubblica Amministrazione, nuovi strumenti da e verso i cittadini. Un progetto con un cuore open source. I dettagli

di Luca Annunziata da punto-informatico.it del 24 giugno 2008

Roma – Succede che i cittadini non sappiano a chi rivolgersi per risolvere un problema o veder riconosciuti i propri diritti. Oppure succede che gli enti locali non dialoghino tra di loro, e quindi informazioni preziose sulla realtà del territorio vadano perdute. È per rispondere a questo tipo di questioni che la Regione Puglia ha dato vita al progetto Puglia 2.0: una piattaforma che è un po’ social network e un po’ strumento di comunicazione, ma che offre soprattutto la possibilità di creare una rete di informazioni utili a rendere più trasparente il lavoro della Pubblica Amministrazione.

La home page del portale Puglia 2.0″Abbiamo sentito l’esigenza di costruire un percorso con gli uffici della relazione con il pubblico (URP), ma anche con gli sportelli unici per le imprese o quelli di informagiovani – spiega a Punto Informatico Eugenio Iorio, dirigente del settore comunicazione istituzionale della Regione Puglia – Il progetto ha soprattutto il compito di abilitare la nascita di un sapere complesso nella PA: un modo per superare i limiti della Legge 150/00, visto che spesso si confonde comunicazione politica con comunicazione pubblica”.

L’idea non è tanto quella di integrare i canali di comunicazione su un unico sito, quanto piuttosto unificare standard e procedure tra le diverse realtà attraverso il dialogo e la condivisione delle best practice: “La piattaforma diventerà una sorta di raccordo tra le strutture pubbliche: un mezzo per razionalizzare l’economia degli strumenti da utilizzare e standardizzare le pratiche”. Un principio che “si integra con la legge sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione”, con l’obiettivo di garantire ai cittadini l’accesso alle informazioni di cui hanno bisogno grazie ad un circolo virtuoso che fa fluire le informazioni stesse all’interno dell’amministrazione.
La situazione attuale di molte realtà locali non è rosea: “La regione è come un grosso elefante, che non sempre riesce a capire in tempo i reali problemi del territorio – racconta Iorio – Se costruiamo un sistema in grado di far propagare l’informazione attraverso i nodi di una rete, questi ci forniranno un feedback su quello che accade realmente”. Fornendo un maggior numero di informazioni a sempre più uffici di ogni livello e di ogni comparto, sarà possibile offrire ai residenti un servizio migliore: “Il cittadino non è in grado di identificare la struttura competente tra comune, provincia e regione per un determinato argomento: occorre articolare meglio il rapporto tra cittadino e istituzioni, informandolo su chi è il giusto interlocutore per vedere riconosciuti i propri diritti”.

Puglia 2.0 servirà dunque a migliorare la comunicazione tra la popolazione e gli enti locali. Ma servirà anche a razionalizzare la spesa sul territorio, troppo spesso dispersa in rivoli privi di qualsiasi coordinamento: “Abbiamo costituito un Centro Acquisti Telematici (CAT), un albo che tutti nella PA possono usare per acquisire informazioni sulle aziende che possono entrare a far parte dei bandi di concorso: in questo modo nessuno può fare pressioni sulla Pubblica Amministrazione perché le competenze di ciascuno sono note, e gli atti pubblici possono venire espletati in maniera più veloce”.

Per l’infrastruttura tecnologica, poi, la Regione Puglia ha scelto un prodotto open source: “Si tratta di una piattaforma che abbiamo fatto personalizzare: l’abbiamo scelta perché possa garantirci una evoluzione nel nostro progetto, perché una volta che sia stata popolata di sapere pubblico creativo si possa intervenire su di essa, ed eventualmente cederla ad altri soggetti della PA che in futuro entreranno a far parte di questa rete”. Un circolo virtuoso, quindi, nel quale il software non viene replicato all’infinito ma sviluppato una sola volta, tenendo conto delle esigenze di ridistribuzione ed espandibilità.

Un principio, quello dell’utilizzo software open source, che la Puglia ha inserito anche in un disegno di legge regionale: “È un modo per garantire la razionalizzazione e l’omogeneizzazione degli uffici” precisa Iorio. È proprio su questo principio di razionalizzazione che la regione punta per ridurre le spese di tutti gli enti locali: “Difficile in un clima di questo tipo immaginare di non usare l’open source – prosegue – Fare questa scelta significa che il lavoro svolto per personalizzarlo resta in dote alla PA, garantendo un processo di ammodernamento e digitalizzazione”.

Uno sforzo fatto anche per scavalcare tutti i limiti imposti dall’eventuale dispersione degli uffici sul territorio, così da rendere più semplice – sia per gli operatori della PA che per i cittadini – l’interazione con le diverse strutture. E i benefici sono molteplici, sia per quanto riguarda i servizi erogabili, sia per quanto attiene all’efficienza: “Una volta che il software è attivo e funziona, come regione possiamo mettere queste competenze al servizio di tutti – conclude Iorio – anche delle realtà sul territorio più piccole delle altre: tutto appartiene allo stesso sistema reticolare interconnesso, e in questo modo diventa possibile coordinare gli sforzi della Pubblica Amministrazione”.

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