Il cyber-anno che se ne va

Il cyber-anno che se ne va

Cosa è successo, cosa non è successo, e cosa avremmo voluto succedesse in questo moscio 2006.

di Michele Bottari da ZEUS News – www.zeusnews.it del 31-12-2006

Un anno fa abbiamo scritto cosa ci aspettava per il 2006. Vediamo cosa si è avverato.

Sull’argomento DRM e Palladium, possiamo dire di averla scampata bella, per il momento. La DRM non è decollata, grazie alle difficoltà di Microsoft, che non è riuscita a lanciare in tempo il suo Vista. Il sistema operativo, comunque menomato delle sue pricipali caratteristiche, sarà disponibile solo tra pochi mesi.

Abbiamo previsto aumenti vertiginosi di velocità di connessione e di persone collegate con banda larga. Anche qui possiamo dire, purtroppo, nisba: il WiFi non è ancora decollato, nonostante alcuni affinamenti tecnologici di tutto rispetto, e il WiMax, in ritardo, promette di essere chiuso e costoso.

Ancora previsioni sbagliate: l’esplosione dei v-log, i videoblog, ossia i blog che al posto dei testi hanno dei filmini, fruibili attraverso l’iPod video. Ci sono, per carità, ma il seguito è veramente esiguo.

Ancora, i servizi software via web, che pur sono stati lanciati in pompa magna, non hanno incontrato il successo previsto. Editare documenti di testo, fogli elettronici, gestire la posta elettronica via web sembra non attirare le grandi masse degli utilizzatori internet.

Ma qualche previsione l’abbiamo imbroccata: quella del balzo in avanti del Voice Over IP (Voip). Nonostante la concorrenza ridicola nella telefonia italiana, qualche provider sta uscendo allo scoperto, suscitando la prevedibile reazione di mamma Telecom.

Sono aumentati, come prevedevamo, i telefonini tuttofare. I cellulari sono pieni di aggeggi sempre più inutili, e i consumatori hanno reagito positivamente: segno che una mediocre macchina fotografica, un pessimo televisore o un modesto lettore Mp3 integrati al telefono, sono ancora oggetti ambiti presso il grande pubblico.

Tra gli avvenimenti non prevedibili, Google si è mostrato sempre più come fenomeno inarrestabile. La facilità con cui ha sborsato 1,25 miliardi di euro (leggasi miliardi di euro) per l’acquisizione di YouTube è stata disarmante.

Altro evento importante è stato quello delle batterie incendiarie: centinaia di portatili, marcati Apple, Fujitsu, Hitachi, Lenovo e Toshiba sono pericolosamente andati a fuoco a causa degli accumulatori al litio prodotti da Sony. Questo ha provocato il più grande richiamo nella storia dell’elettronica, con più di otto milioni di batterie in totale.

Ampiamente prevista, ma anticipata drasticamente nei tempi, è stata la svolta di Apple verso i processori Intel. Operazione clamorosa e ricca di strascichi (batterie al litio, processore-bistecchiera, Fritz-sì/Fritz-no): Steve Jobs ci ha dato molto da scrivere e noi, commossi, ringraziamo.

Qui, in Italia, ha fatto molto parlare di sè Telecom Italia, la cui vicenda, più che economia sembra narrativa thriller. Appena conclusa la disastrosa fusione con TIM, a settembre 2006 Tronchetti ha annunciato la separazione (in vista della cessione, sospettano in molti).

Dopo un battibecco con il governo, che ha fatto barcollare la poltrona di Prodi, Tronchetti si dimette per lasciar posto a Rossi. E lo scandalo delle intercettazioni travolge i suoi più stretti collaboratori. Attendiamo trepidanti il 2007.

Ma la palma di notizia dell’anno è appannaggio, come sempre del più grande di tutti, il Mike Tyson dell’informatica, zio Bill Gates. Nonostanti le difficoltà di Vista, è riuscito a stupire il mondo con il clamoroso e discusso accordo Microsoft-Novell. In un sol colpo ha riconosciuto l’esistenza di Linux e ha scavato un solco incolmabile tra Suse e le altre distribuzioni.

Non potendo far fallire Linux come ha fatto con qualunque suo concorrente, ha scelto di dividere il fronte alleandosi con una distribuzione compiacente e usando la clava dei suoi ridicoli brevetti con le altre. Squali si nasce, e Mr. Gates, modestamente, lo nacque.

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