Il Fast-Food delle leggi

By Partito Pirata Uno dei prinicpali argomenti usati dai sostenitori della riforma costituzionale è che, allo stato attuale delle cose, le leggi impiegano “troppo tempo” per essere approvate, principalmente a causa del bicameralismo perfetto.
Ora, rispetto a quest’affermazione vanno fatte almeno due considerazioni, la prima più nel merito e la seconda più “di principio”.
Nel merito, i principali siti di fact-checking italiani (ad esempio Pagella Politica) sono andati a controllare quali sono i tempi medi di approvazione dei DDL (riportando i dati del Senato), dimostrando che essi sono sì biblici, ma solo per le leggi d’iniziativa parlamentare e popolare: quelle d’iniziativa governativa e regionale vengono approvati in tempi assai più rapidi (54 giorni alla Camera, 65 al Senato).
Il che potrebbe teoricamente non sembrare un’obiezione poi così valida, visto che -Costituzione alla mano-, il potere legislativo dovrebbe detenerlo principalmente il Parlamento. In realtà, come ha mostrato l’associazione Open Polis nel suo mini-dossier relativo all’anno 2014, la stragrande maggioranza delle leggi sono d’iniziativa governativa. Del resto non è un mistero che negli ultimi anni i vari Governi succedutisi abbiano fatto un massiccio ricorso -ben oltre i casi previsti dalla Carta, a modesto avviso di chi scrive- allo strumento del Decreto Legge, proprio per velocizzare l’iter.
Fonte: http://www.frontieredigitali.it/online/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/14ee2d3840_Schermata-2014-11-04-alle-16-43-02.png

E tutto ciò per non parlare dei casi-limite più noti, dal Lodo Alfano al decreto “Salva Italia”, approvati in meno di 20 giorni; citare questi casi è utile, ma l’obiezione è che si tratti di eccezioni, che notoriamente servono a confermar la regola.
Tuttavia, come detto, è la questione in sé, per come viene posta, ad essere surreale.
Prima di tutto, le leggi sono come le operazioni chirurgiche: ciò che importa -ai pazienti prima di tutto- è che vengano fatte bene, non che ne vengano fatte il più possibile. Nessuno considererebbe bravo un chirurgo che dimentichi sempre le pinze nello stomaco dei pazienti solo perché vuol fare le operazioni in fretta e vincere il titolo di “chirurgo più veloce del West”; e questo perché, banalmente, i pazienti sono ben disposti a restare in sala operatoria qualche ora in più, se ciò comporta la loro totale guarigione. Eppure, ad oggi si valuta la “produttività” di un Parlamento principalmente a seconda di quante leggi sforna, così come il parlamentare viene giudicato “produttivo” a seconda di quanto è presente in aula e di quanto avanzano i provvedimenti che propone. Così, un deputato che volesse sbandierare la propria produttività non dovrebbe far altro che recarsi sempre in Parlamento e proporre valanghe di leggi (magari tutte a favor di casta, giusto per avere più chance di vedersele approvate).
In seconda battuta, è significativo notare come la possibilità di approvare leggi in pochi giorni, possibilmente col minor numero possibile di modifiche da parte del Parlamento, venga considerato un bene. Il sottinteso è che le leggi nascano già perfette nella mente di chi le propone, e che il dibattito parlamentare possa solo peggiorarle. E’ allora opportuno ricordare, a titolo d’esempio, che la tanto attesa introduzione del reato di omicidio stradale prevedeva, in prima battuta, che anche chi si fermasse a …read more

Source:: Frontiere Digitali

Image for: Il Fast-Food delle leggi