Il padre del Web difende la libertà della Rete

Il padre del Web difende la libertà della Rete

Di fronte ai deputati USA Tim Berners-Lee ha spiegato perché la rete deve rimanere senza padroni e perché il DRM fa male alla musica

Tratto da Off – Quotidiano di spettacolo – 6.3.2007 – di Simona Carloppi

In America continua a infuriare la battaglia sulla “net neutrality” e la difesa della libertà di espressione e di accesso alle informazioni online, vantava già “campioni” illustri come Amnesty International o il CEO di Google Eric Schmidt. Ma adesso è sceso ufficilamente in campo Sir Timothy Berners-Lee, inventore del World Wide Web e fondatore del “World Wide Web Consortium”, che ha solennemente ripetuto al Parlamento USA la sua posizione, già espressa in numerose occasioni, secondo cui la neutralità della rete è la “conditio sine qua non” per la crescita della società dell’informazione.

Lee ha parlato lo scorso 1 marzo di fronte ai deputati della House of Representatives, nell’ambito di una serie di incontri con esperti che dovrebbero suggerire ai politici le strade da seguire per mettere ordine nel settore delle telecomunicazioni e dei media digitali. Berners-Lee invitato all’audizione “The Future of the World Wide Web”, ha affermato la necessità di "essere certi che il web stesso sia un foglio di lavoro bianco, una tela vuota, qualcosa che non limita l’innovazione che è dietro l’angolo". "Posso dire di credere che una Internet non discriminatoria sia molto importante per una società basata sul world wide web" ha poi proseguito Lee, sostenendo che i mezzi di comunicazione sono un fattore così importante per la collettività che "dobbiamo trattarli in maniera speciale".

Internet è stato un punto nodale per la crescita delle nazioni e rimarrà tale finché sussisteranno le condizioni di accesso paritario per tutti, indipendentemente dall’hardware e dal software utilizzato, dall’ISP fornitore dell’accesso, dalla lingua parlata, dalle disabilità o dalle specificità culturali. Si tratta di dichiarazioni “pesanti” e schierate decisamente contro l’azione di chi – network di TLC e grandi industrie dei contenuti – vuole scardinare la neutralità della rete, utilizzando sbarramenti e tariffe differenziate e maggiorate per l’accesso a contenuti secondo accordi economici tra internet provider e content provider. Una scelta che, inevitabilmente, introdurrebbe sentieri prioritari e divieti di accesso tra le diverse risorse del web.

Berners-Lee. ha espresso le sue opinioni davanti ai rappresentanti delle grandi industrie, dando man forte al deputato Democratico del Massachusetts Edward Markey, che è tra i principali promotori di una normativa federale che preservi Internet dai colpi di mano e, proprio a questo scopo, ha organizzato l’incontro tra i parlamentari e l’esperto che tutti definiscono uno dei rari individui che "ha davvero reso il mondo un posto diverso e migliore". Lee si è poi espresso anche contro le tecnologie DRM, affermando di credere fermamente nell’impiego di standard comuni basati su sistemi royalty-free. Ha citato come esempio la protezione da copia di Apple, criticata recentemente anche dallo stesso Jobs, definendola uno dei fattori che maggiormente hanno inibito la crescita della vendita di musica online. E, di fronte alle perplessità di un deputato repubblicano, ha sostenuto che un approccio migliore sarebbe quello di ideare software capaci di individuare se un utente possiede o meno un particolare file.

"Non ti fermerebbe, ma ti farebbe sapere se stai ascoltando musica che non dovresti ascoltare" La registrazione dell’intera audizione, durata più di 2 ore, è disponibile su Google Video.

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