Il partito di Beppe Grillo, da virtuale a reale

Il partito di Beppe Grillo, da virtuale a reale

Questa volta Grillo sembra intenzionato a scendere veramente in campo, in squadra con Travaglio, Fo, Beha, Pardi e Flores d’Arcais. La ricetta: massiccio uso di Internet e sempre più numerosi tour dell’ex comico.

di Pier Luigi Tolardo – Quelli di Zeus da ZEUS News – www.zeusnews.it del 24-06-2007

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il caso Unipol: le intercettazioni da cui emerge che Fassino e D’Alema (ma anche Veltroni e poi Calderoli, Gianni Letta, Berlusconi) erano d’accordo nello spartirsi la finanza e le banche italiane, alle spalle del mercato e dei piccoli risparmiatori, in barba a leggi e moralità politica.

La solidarietà intercorsa tra Berlusconi e D’Alema, la comune volontà di sopire, minimizzare, negare, difendere a spada tratta una presunta privacy, attaccare la magistratura e la stampa, da destra e sinistra, tentare di imbavagliare tutto con una legge contro la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche legali hanno fatto il resto.

Beppe Grillo rompe gli indugi e le remore che, finora, gli avevano fatto dire di no a un impegno politico attivo. Per prima cosa firma un appello e delle petizioni insieme a una squadra di primo piano dell"antipolitica italiana": il nemico di Craxi e di Berlusconi Elio Veltri; il notissimo scrittore e giornalista Marco Travaglio, oggi inviso più al centrosinistra che a Berlusconi stesso; il premio Nobel Dario Fo; un padre della sinistra italiana, lo scrittore Oliviero Beha; il capo dei girotondi Pardi.

Nell’appello si dice di non credere al Partito democratico perché debole e lontano dalla questione morale e di non credere nemmeno alla nuova "Cosa rossa" di Bertinotti, troppo vecchia ideologicamente, in cui non si fanno particolari proclami laicisti per non allontanare i cattolici più sensibili alla moralità pubblica.

L’appello è corredato da alcune petizioni per chiedere al parlamento misure draconiane in fatto di riduzione dei costi dei politici, di tutela dell’ambiente e della salute, di risoluzione del conflitto di interessi. Il tutto è on line sul sito Repubblica dei cittadini, dove si raccolgono firme e adesioni per quella che è la prima tappa di un cammino che, in caso di elezioni (che si prevedono addirittura nel 2008), dovrebbe portare, anche nei progetti del teorico della politica Paolo Flores d’Arcais, direttore della rivista Micromega, a una lista civica nazionale.

Questa lista, che potrebbe essere anche fuori e contro il Centrosinistra, potrebbe ambire a un consenso oltre il 5%, che potrebbe sfiorare anche il 10% e influire, se si votasse con l’attuale sistema proporzionale, non poco sulla vita politica nazionale; anche con il maggioritario, potrebbe condizionare pesantemente il centrosinistra a guida veltroniana.

Alla mancanza di una rete strutturata e organizzata sul territorio e di mezzi finanziari consistenti, si sopperirebbe con l’uso massiccio di Internet (a,che mobile), costringendo anche destra e sinistra a impegnarsi di più in Rete; ci sarebbero inoltre sempre più tour di Beppe Grillo, volti a galvanizzare i suoi ormai sempre più numerosi e capillari Meetup, ossia i gruppi di base, collegati in Internet.

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