Il primo libro su Echelon

Il primo libro su Echelon

Un testo illuminante e documentatissimo sulla storia del più grande sistema di intercettazioni mai realizzato.

da ZEUS Newswww.zeusnews.it del 25-07-2006

Intercettare il mondo. Echelon e il controllo
globale" del giornalista Patrick Radden Keefe, edito da Einaudi, è il
primo libro sulla storia, le origini e il presente di Echelon, il
sistema di spionaggio messo su dagli Usa che negli anni è diventato
sempre più potente, sempre più capace di ascoltare non solo le nostre
telefonate, ma anche i nostri telex, leggere i nostri Sms, le nostre
e-mail. 

Per "nostre" intendiamo davvero le comunicazioni di tutti: dalle
comunicazioni militari e diplomatiche, con la scusa della sicurezza, è
stato sempre più utilizzato per ascoltare intere fasce della
popolazione, come i cittadini americani di origine iraqena o le aziende
militari europee concorrenti delle americane, e poi organizzazioni per
i diritti umani e i loro militanti come Amnesty, e infine a caso, nel
mucchio, in base a parole chiave utili a prevenire attentati o
complotti terroristici.

Echelon rischia di essere mitizzato, per la sua stessa natura
di "rete che avvolge la Rete"; per questo, il libro ci aiuta a uscire
dalla mitologia per entrare nella storia, collocarlo storicamente, con
dati e date precisi e pubblici.

La data di nascita di Echelon è il 1947, anno in cui venne siglato
l’Ukusa, sigla che sta per United Kingdom – Usa Communications
Intelligence Agreement: l’Ukasa impegnava Usa e Gran Bretagna in un
patto di ferro che li avrebbe visti sempre insieme fino alle recenti
vicende della guerra in Iraq, in una solidarietà che supera per gli
inglesi quella europea (come si è visto nell’indagine del Parlamento di
Bruxelles che non ha concluso molto, per il boicottaggio inglese, e di
cui si parla nel libro).

A Usa e Gran Bretagna si sono aggregati Canada, Australia e
Nuova Zelanda: in particolare in Australia esiste una stazione di
ascolto molto potente, a cui poi si sono uniti anche Corea del Sud e
Giappone. Il libro parla anche di vicende venute alla luce e discusse
anche dal Parlamento di una stretta e organica collaborazione tra i
servizi segreti della Danimarca e la Nsa, la potentissima Agenzia
Nazionale per la Sicurezza, militare anzichè civile come la Cia, ancora
più ricca e più dotata di personale della Cia stessa.

Alla rete di intercettazione delle comunicazioni satellitari,
negli anni si è unito il monitoraggio dei grandi nodi di Internet, con
l’assunzione nelle strutture della Nsa di molti informatici che avevano
lavorato nella realizzazione e gestione dei nodi stessi.

L’esistenza di Echelon è emersa con sempre maggiore evidenza, anche
grazie a numerosi collaboratori delle agenzie americana e britannica
(il Gchq) che per esempio nel 1991 hanno rivelato la presenza nel
centro di Londra di un ufficio che intercettava tutti i telex in
partenza, grazie alla collaborazione diretta di impiegati del Post
Office e poi di British Telecom;
solo nel 1983 la Thatcher ammise ufficialmente in Parlamento
l’esistenza della centrale spionistica Gchq e le sue strette relazioni
con gli Usa.

Nel libro viene narrato molto bene il caso di Katharine Gun, la
giovane traduttrice impiegata nel centro di ascolto inglese: la Gun
rivelò che Kofi Annan, allora segretario generale dell’Onu, era stato
sistematicamente ascoltato al fine di conoscere i suoi tentativi di
fermare la guerra In Iraq e impedirli.

La ragazza era scandalizzata che non venisse intercettato un pericoloso
terrorista ma si volesse a tutti costi fare una guerra, a cui lei era
contraria (come la maggior parte dell’opinione pubblica inglese), e che
questo fosse in contrasto con i principi stessi dei servizi di
sicurezza

La Gun ne parlò con la stampa e per questo venne licenziata,
arrestata e processata in base alla legge che tutela le attività dei
servizi segreti. Fu lo stesso governo Blair a chiedere l’archiviazione
del caso e a rinunciare a una condanna: nel processo la magistratura
era orientata a riconoscere l’illegittimità, secondo il diritto
internazionale, della guerra in Iraq e quindi la liceità dei tentativi
di impedirla.

Nel libro si parla di come almeno due commissioni di inchiesta
del parlamento americano abbiano accertato che Kissinger abbia usato
l’Nsa per tenere sotto controllo e intercettare i giornalisti scomodi,
e come il "tribunale segreto" (composto da undici giudici, nominati dal
Presidente della Corte Suprema, per autorizzare le intercettazioni dei
cittadini americani) non ne abbia mai bocciata una.

Anche il tribunale di secondo grado previsto in caso di
richieste respinte si era riunito una sola volta, per autorizzare il
governo a eseguire intercettazioni anche su cittadini americani, in
territorio americano, senza limiti di fatto.

Si parla anche degli abitanti delle isole dell’arcipelago Diego Garcia
(in cui pare che ci sia una prigione extraterritoriale simile a
Guantanamo), cedute in affitto dalla Gran Bretagna agli Usa: qualche
migliaio di indigeni sono stati cacciati a forza dalla loro terra per
fare spazio a una delle più grandi basi del sistema di intercettazioni
satellitari di Echelon.

Il libro è un saggio di storia avvicente come una spy-story,
solo che è molto reale: ci fa capire come le vicende di questi giorni,
dal caso Pollari-Mancini al caso Telecom Tavaroli/Bove, siano da
collocare in un contesto molto più ampio in cui i rischi per la privacy
e la libertà sono forti e spesso provengono proprio da chi dice di
voler difendere la libertà.

Scheda
Titolo: Intercettare il mondo
Sottotitolo: Echelon e il controllo globale
Autore: Patrick Radden Keefe
Editore: Einaudi
Prezzo: 16,50 euro

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