Informatica Solidale 2.0

Informatica Solidale 2.0

Esce una nuova edizione, aggiornata e corretta, del saggio sulla storia, la filosofia e le prospettive del software libero.

da ZEUS News www.zeusnews.it del 04-04-2006

Nel 2001 uno dei maggiori informatici italiani, da sempre assertore del software libero, Angelo Raffaele Meo, docente al Politecnico di Torino, e Mariella Berra, docente universitario di sociologia delle reti telematiche, pubblicarono un saggio per i tipi della Bollati Boringhieri dal titolo “Informatica solidale. Storia e Prospettive del software libero”.

Allora non erano molti in Italia, fuori dalla cerchia degli addetti ai lavoro, a conoscere l’Open Source, che sembrava pi� un discorso da “fricchettoni del computer”, vivevano in una dimensione in cui l’informatica era da poco diventata un fenomeno di massa per gli italiani, e il software proprietario di Microsoft imponeva la sua egemonia culturale prima ancora che commerciale e tecnica.

Da allora, acqua ne � passata molta sotto i ponti, e l’edizione aggiornata e rivista del saggio che esce con il titolo “Libert� di software, hardware e conoscenza.Informatica Solidale 2”, sempre da Boringhieri, sta l� a testimoniarlo, dopo tanti Linux Day e un’intensa campagna di sensibilizzazione culturale, fatta dal basso, ma soprattutto con una diffusione di successo del software aperto nel mondo delle imprese e della Pubblica Amministrazione.

L’Open Source ha aperto con il suo forte sviluppo un nuovo fronte, una nuova breccia nel capitalismo, che � quella delle questioni legate alla propriet� intellettuale, che, se dogmaticamente intesa, pu� essere un grave freno e limite al progresso della ricerca scientifica e alla stessa libert� dei ricercatori, quando invece era nata per tutelarli e gli autori danno molto bene conto di questa dialettica tuttora aperta.

Lo documentano con precisione Meo e Berra nel capitolo del libro che segue quelli sulla storia e la nascita della licenza
GNU/Linux, di Internet e delle vicende degli hackers Usa: “La nascita di un nuovo comparto industriale” affronta anche il tema della polemica, tuttora in pieno corso, tra puristi alla Stallman e i pragmatici dell’Open Source Initiative, che vengono a compromessi con le logiche commerciali distaccandosi dalla logica della pura cooperazione.

Lo dimostra molto bene il lungo, aggiornato e dettagliato capitolo su “Le Politiche dei Governi” che fornisce una prospettiva a 360 gradi su come i Governi di tutto il momdo si approccino alle prospettive del software libero: apprendiamo che il nuovo Sudafrica lo ha sposato al punto di farne il soggetto di un serial Tv, che l’Iran ne fa una questione di indipendenza nazionale, fino all’Australia che invece favorisce sfacciatamente Bill Gates. C’� un lungo sottocapitolo dedicato all’Italia, in cui si parla delle possibilit� aperte dal nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale, della legge regionale pro-Open Source approvata dalla Regione Toscana.

Gli autori indiduano poi nell’Open Hardware uno dei settori pi� importanti per la futura evoluzione delle logiche dell’informatica solidale.

Nel capitolo “Dono e Cooperazione” in cui si affrontano ancora le questioni teoriche, direi filosofiche, dell’open source, quale dimensione dell’economia solidale che ha lo scopo di riscrivere la solidariet� nel cuore dell’economia come “crescere insieme e non uno contro tutti”. Si allarga la prospettiva dell’informatica solidale alle modalit� di
utilizzo e distribuzione dello spettro, cio� l’insieme delle frequenze radio elettromagnetiche usato per la trasmissione dell’informazione che comprende tutte le tecnologie delle radiocomunicazioni.

Il modello dello “spettro comune” si basa, come il software libero, sul valore economico, culturale ed etico della cooperazione. Realizzare reti trasmissive cooperative in cui, invece di emettere un messaggio ad alta potenza, si pu� comunicare ad un trasmettitore vicino e cos� via, pu� essere un modo ecologico ed efficiente di usare lo spazio dell’etere.

L’Open Source non � un fatto solo di solidariet� ed economia cooperativa, che si basa non sulla speculazione finanziaria fine a s� stessa, ma anche di libert�: “Rispetto al modello di diffusione centralizzata e protetta delle informazioni,
il modello di scambio cooperativo delle informazioni, su basi simmetriche, riflette la scelta di una societ� pi� libera.”

In un capitolo iniziale dal titolo “Numeri e ancora dollari” i due autori dimostrano con la forza delle cifre che lo sviluppo del software libero per un Paese come il nostro sia una necessit� oltre che un’opportunit�; addirittura una priorit�, se non vogliamo discendere ancora pi� sotto nella classifica dei Paesi industrializzati nell’high-tech.

Gli autori concludono parlando del loro “sogno”: “Abbiamo calcolato che con una cifra relativamente modesta, dell’ordine di un miliardo di euro, utilizzando il software libero disponibile, sarebbe possibile, ad esempio, collegare tutte le principali citt� d’Africa con una dorsale in banda larga. Anche il continente pi� povero e dimenticato potrebbe entrare a brevissima scadenza nel circuito della produzione e delle scambio di beni.”

Scheda
Titolo: Libert� di Software, Hardware e Conoscenza
Sottotitolo: Informatica solidale 2
Autore: Mariella Berra-Angelo Raffaele Meo
Editore: Bollati Boringhieri
Prezzo: 17 euro

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