IPRED2, il countdown segna -12

IPRED2, il countdown segna -12

Si moltiplicano le voci che intendono farsi sentire prima che la controversa direttiva sulle pene per le violazioni del copyright sia approvata dal Parlamento Europeo. EFF Europe spinge sull’acceleratore. Basterà?

da punto-informatico.it del 13.04.2007

Roma – A poco più di dieci giorni da un voto forse decisivo del Parlamento Europeo, cresce l’attenzione negli Stati Uniti per una proposta di direttiva che continua a scandalizzare gli attivisti delle libertà digitali. La divisione europea di Electronic Frontier Foundation (EFF) sta smuovendo le acque anche negli USA, cercando nuovi sostegni ed ottenendo l’interessamento di alcuni importanti media di settore. La speranza di EFF Europe è che la mobilitazione possa fermare o quantomeno trasformare la normativa nota come IPRED2 (il cui iter si può seguire a questo indirizzo).

I nodi cruciali individuati da EFF riguardano in particolare il linguaggio della proposta di direttiva, laddove intende bollare come un crimine "contribuire, incitare o facilitare" la violazione del copyright "su scala commerciale". Secondo gli attivisti, se passerà così com’è si tradurrà in un’enorme agevolazione per l’industria dell’intrattenimento, interessata a far passare il concetto che servizi come YouTube o software peer-to-peer ("o persino i provider") siano sistemi che "incitano" alle violazioni. Il che avrebbe evidentemente pesanti conseguenze su tutti.

Ad EFF non sfugge quanto già sottolineato su queste pagine, ovvero la possibilità per i detentori del diritto d’autore di "affiancare" le forze dell’ordine nelle indagini sugli eventuali abusi, dando vita a "squadre investigative comuni".

"Anche se questi rappresentano profondi cambiamenti nel modo in cui le proprietà intellettuali saranno considerate dalle leggi – scrive EFF – molti termini utilizzati in IPRED2 sono poco chiari e indefiniti, a partire proprio da scala commerciale e incitamento. Aziende o individui che non rispettino questi paletti così sbiaditi rischiano di non poter più fare affari, o di vedersi sequestrati i propri beni, di essere considerati penalmente responsabili e di subire multe fino a 100mila euro".

EFF, in collaborazione con gli attivisti dei vari paesi che si stanno mobilitando in queste settimane, sta organizzando a sua volta le proprie iniziative attorno al sito CopyCrime.eu in cui propone a tutti di firmare una petizione online.

Anche in Italia le cose si muovono, nonostante il pochissimo tempo a disposizione per dar corpo alla mobilitazione, il che condiziona anche le capacità di coordinamento dell’iniziativa: la petizione promossa dal sito No-Ipred2.org mentre scriviamo sfiora le 2.500 sottoscrizioni, e più di 2.200 sono quelle giunte a Punto Informatico nei primi momenti della mobilitazione. Numeri probabilmente troppo bassi per far davvero rumore, ma che nei prossimi dieci giorni potrebbero lievitare sostanzialmente.

A riprendere quanto accade sono infatti sempre più siti e blog italiani, da Tecnolandia a Stenblog fino a Synaptic Sugar e alla Gazzetta del Pirata. Continua peraltro il lavoro di Libero Sapere che dedica ad IPRED2 molti documenti e che coordina il lavoro sugli emendamenti da proporre.

A mobilitarsi è anche il Partito Pirata che contribuisce a divulgare l’appello ai membri del Parlamento Europeo promosso da Fiorello Cortiana.

Come noto, qualora la proposta di direttiva dovesse essere approvata, i paesi membri dell’Unione dovranno ratificarla entro i successivi due anni. Il momento della ratifica, che deve essere effettuata con una legge ad hoc, rappresenta una delle maggiori preoccupazioni degli attivisti: il linguaggio poco specifico e i limiti non vincolanti espressi dal dispositivo possono consentire ai singoli paesi di adottare provvedimenti ben più restrittivi di quelli di cui si sta discutendo in vista dell’approvazione della direttiva.

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