Jamison Young: il successo della condivisione

Jamison Young: il successo della condivisione

Jamison Young rilascia la propria musica sotto la più libera delle licenze Creative Commons e, tramite BeatPick, è riuscito a vendere uno dei suoi brani per il seguito di X-Files. Riportiamo la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato a Creative Commons Usa.

Tratto da isotype.org – 28.07.2008 – Traduzione di Lorenzo De Tomasi

Jamison Young è un musicista che registra all’infinito i propri brani e si esibisce in concerti ogni volta che può. Rilascia tutta il suo repertorio sotto licenze Creative Commons, pubblicandolo in parte con l’etichetta “equa” BeatPick, che lo ha aiutato a inserire il brano Memories Child nella colonna sonora del nuovo film The X-Files: I Want to Believe. Abbiamo rintracciato Young e gli abbiamo posto alcune domande sulla sua decisione di usare licenze Creative Commons, su quali sono i suoi progetti attuali e quali per il futuro.

Puoi raccontarci qualcosa di te e della tua musica?

È da un po’ che scrivo, registro e suono la mia musica, ma è solo negli ultimi cinque anni che mi sono stabilizzato abbastanza da poter dire che “sto facendo carriera” nella mia professione. Suoni ai concerti, per lo più in Europa, dove vivo – anche se sono originario dell’Australia.

Chi ti ha influenzato musicalmente?

Qualsiasi canzone che mi permette di fuggire, le musiche degli anni ’60, ’70, ’80, di ogni genere, ma anche di artisti contemporanei, come Beck. Amo le canzoni che posso ascoltare all’infinito senza mai stancarmi. Comprendere il funzionamento del copyright e delle Creative Commons ha cambiato il mio modo di pensare e aperto nuove prospettive.

Quali licenze utilizzi e perché?

Ho rilasciato i brani dell’album Shifting Sands Of A Blue Car sotto una licenza Creative Commons Attribuzione. Quando comparo la quantità di arte auto-pubblicata e utilizzata commercialmente con la totalità dei contenuti e mi rendo conto di quante opere di qualità pubblicate autonomamente sono disponibili online, trovo un senso al rilasciare la mia musica con minori restrizioni. Molti artisti amatoriali che utilizzano una musica potrebbero volerlo fare su servizi come YouTube o MySpace: chi potrebbe dire se questi servizi sono commerciali o meno, dal punto di vista dell’utente?

Come distribuisci le tue opere?

Ho scritto molte canzoni, ma prodotto un solo album finora. La gente scopre la mia musica attraverso servizi come Jamendo , Myspace , last.fm , facebook , youtube e quando viene remixata grazie a una licenza CC. Vedo la registrazione come uno strumento promozionale di un concerto. Quando suono ai festival mi sforzo a distribuire cartoline con informazioni su di me. Prima di esibirmi in un bar o in un caffè, invio poster e cartoline.

Sei stato testimone di esempi interessanti di riuso, permesso dalle licenze CC?

Il progetto Uncultured, un film che tratta questioni riguardanti la povertà in Bangladesh, ha utilizzato la canzone how far in molte sequenze. Shawn, l’ideatore di Uncultured, ha iniziato a cercare su Jamendo contenuti liberi da usare nei suoi episodi e ha scoperto la mia musica. Il video è stato visto 500˙000 volte.

Recentemente ho iniziato a rilasciare le mie performance live sotto una licenza licenza CC Attribuzione. In Europe, sebbene gli esercizi commerciali spesso paghino il permesso di diffondere musica, devono pagare una tassa aggiuntiva per l’esecuzione di musica dal vivo. Il risultato è che molti bar e caffè non organizzano eventi live. La mia speranza è che apporre una licenza Creative Commons a una performance live crei maggiori opportunità di esibirmi in concerti pubblicizzati. Molti artisti suonano in spazi senza alcun accordo con le collecting society (come la Siae, ndr) e, purtroppo, questi eventi non sono pubblicizzati, se non nella rete di amici degli artisti.

Come artista, quanto è importante per te Creative Commons?

Prima degli anni ’90 a noi musicisti sembrava necessario affidarsi alle major, che si sarebbero occupate della produzione e della pubblicazione delle nostre opere. Ora con la rivoluzione di Internet e nelle tecnologie digitali, il vecchio sistema sembra sempre meno fondamentale per noi artisti. Sono cresciuto in un sistema in cui si guardava la tv. ora i giovani nascono in mondo in cui hanno a disposizione gli strumenti per creare i propri media. Vedo le licenze Creative Commons come un buon modo per permettere alle persone di conoscersi, collaborare e creare insieme.

Recentemente una delle tue canzoni, Memories Child è stata scelta come colonna sonora del film The X-Files: I Want to Believe. Com’è successo? Quali sono le tue sensazioni?

Il regista del film ha ascoltato il brano e l’ha voluto utilizzare. Beatpick, in collaborazione con Fox Movies, ha scritto una licenza di sincronizzazione per l’utilizzo della canzone.

La scelta di utilizzare il brano è stata per me una notizia sensazionale e, quando il film uscirà nelle sale, sarà una piccola scossa al sistema. La mia speranza è che mi dia l’opportunità di fare più concerti dal vivo e di registrare e promuovere un nuovo album. Gli artisti che diventano famosi per le loro opere solitamente assumono persone che premono i bottoni e muovono i fili, io faccio quello che posso con le risorse di cui dispongo e, per ora, sono felice di percorrere da solo questa strada.

Come funziona Beatpick?

Beatpick non è proprietaria di alcun diritto d’autore sul lavoro dell’artista. L’autore concede a Beatpick i diritti di sincronizzazione del brano e di utilizzo del brano senza pagare le royalty alle collecting society. Il contratto con Beatpick non è permanente e la licenza non è esclusiva. Beatpick rilascia i brani dei propri artisti sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo (CC BY-NC-SA). Qualsiasi guadagno di Beatpick derivante dalla concessione in licenza dell’opera è equamente diviso con l’artista/creatore.

Guadagnerai qualcosa dalle royalty derivanti dall’utilizzo della tua canzone nel film?

Poiché la canzone sarà eseguita in molti luoghi, ho preso la decisione di iscrivermi all’Ascap come artista/editore e guadagnare dagli utilizzi. La differenza tra Ascap (la collecting society americana) e Apra (l’equivalente australiano) è che gli artisti Ascap possono licenziare le proprie opere sotto licenze Creative Commons. Come la maggiornaza delle collecting society, Ascap rilascia licenze generali per l’utilizzo delle canzoni dei propri iscritti da parte dei media, ma,a differenza dei membri di Apra, quelli di Ascap possono scegliere una licenza per le proprie creazioni e guadagnare quando il brano viene eseguito.

Dalla Carta dei diritti Ascap:

Abbiamo il diritto di scegliere quando e dove le nostre opere creative possano essere utilizzate gratuitamente.

Abbiamo il diritto di rilasciare le nostre opere sotto licenza e controllare le modalità con cui sono utilizzate.

Quali sono i tuoi piani per il futuro? C’è qualcos’altro che credi i nostri lettori debbano sapere?

Mi interessa che le mie canzoni sia remixate attraverso CC mixter, insieme a una produzione. Ho anche iniziato a collezionare le immagini dei miei viaggi per i concerti live. Mi piace viaggiare, insieme alla mia musica, attraverso nazioni in via di sviluppo o di trasformazione.

Scoprire le Creative Commons è stato il primo passo per comprendere più chiaramente come funziona il business della musica. Da allora ho iniziato a elaborare idee che prevedono l’uso delle licenze e a pubblicarle sul mio sito.

Davide D’Atri, di BeatPick, commenta.

Leggendo l’intervista potete comprendere quanto sia importante per un’artista avere un piano, sia per quanto riguarda la distribuzione non commerciale che per quella commerciale; quanto sia fondamentale avere un mandato non esclusivo con le società di collezione dei compensi in modo da poter adottare un modello flessibile per la gestione delle royalty.

La storia è questa: il nostro artista, Jamison Young è un perfetto sconosciuto, con un buon album che può ricordare sonorità alla Beck. Jamison non era iscritto a nessuna società di collezione dei compensi. Tra i nostri contatti abbiamo la 20th Century Fox: parliamo con il regista del nuovo film di X-Files e scopriamo che a lui piace un brano di Jamison. Concordiamo la cifra per la sincronizzazione e la distribuzione in tutti i cinema del mondo, televisioni e dvd, ma anche come devono comparire i crediti nel film. In seguito contattiamo Jamison e gli suggeriamo di iscriversi all’Ascap. Anche se già dividiamo a metà i diritti sulla sincronizzazione, a lui conviene iscriversi anche a una società di collezione dei compensi, poiché le royalties che può generare un film di Hollywood per un musicista arrivano a 30-40mila euro in 3-4 anni. Questi guadagni sono esclusivi di Jamison, sono un piccolo stipendio che gli consentirà di continuare a fare musica.

Pubblicato il28 luglio 2008 da Lorenzo De Tomasi in Creative Commons community, Frontiere digitali, Jamendo, Articoli, Intervista. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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