La Cpu cinese fa scacco a Palladium

La Cpu cinese fa scacco a Palladium

Il processore Godson sarà prodotto in serie: promette Pc a basso costo e un’alternativa concreta al Trusted Computing Group, che minaccia querele.

Tratto da ZEUS News – www.zeusnews.it – 15-09-2006

La Cina inizierà presto, prima della fine del 2006, la produzione in serie della sua Cpu Godson , interamente cinese, dalla progettazione alla produzione. Lo ha rivelato ieri l’agenzia di stampa Xinhua.
Con il clock settato a 1 GHz, la macchina avrà prestazioni tutt’altro che trascurabili, paragonabili alla prima serie dei Pentium 4 di Intel. I test sono stati eseguiti dagli esperti della locale Accademia delle Scienze.

La Cpu è il risultato del lavoro di cinque anni dell’Istituto delle Scienze Informatiche, finanziato direttamente dal governo di Pechino. Dal primo prototipo, altre due generazioni di Godson si sono succedute, arrivando a triplicare la velocità di calcolo originaria.
Buone notizie anche dal consumo energetico: tra tre e otto watt, dicono. Questo potrebbe rendere interessante il suo utilizzo nei portatili.

Il mondo la attende da tempo, come alternativa economica e affidabile all’oligopolio capeggiato da Intel e Amd. La produzione in serie potrebbe infatti abbassare considerevolmente il costo dei computer.
Alcuni organi di stampa internazionali hanno rivelato che il primo produttore potrebbe essere la ZhongKe Menglan Electronics Technology, azienda a partecipazione statale, che ha già realizzato qualche migliaio di prototipi.
Oltre alla Cpu Godson, il PC ha 256 Mbyte di Ram Ddr, un disco fisso da 40 Gbyte, quattro porte Usb, porte Ethernet, Vga e sistema operativo Linux. Prezzo previsto: 125 dollari USA.

L’entrata nel mercato di un grande produttore di processori può rovesciare i piani di dominio del cartello chiamato Trusted Computing Group, ma tristemente noto come “Palladium”, che progetta di fornire a tutta l’umanità macchine elettroniche blindate sotto il proprio controllo.
Fino a ieri non esisteva, al di fuori del TCG, un’industria in possesso di tecnologia, brevetti e coraggio necessari per produrre computer accettabili. Ora i cinesi hanno scoperto le carte e, non a caso, nascono alcune illazioni sulla titolarità della tecnologia.
Alcuni analisti sostengono che l’ultima versione del Godson somigli troppo al processore R10000, prodotto dalla statunitense Mips Technology.
Pechino sembra però non temere queste sottili minacce: “La Cina è interamente proprietaria dei diritti intellettuali del nuovo chip,” ha dichiarato Li Guojie, direttore dell’istituto informatico governativo. ” Questa linea di produzione mette la Cina al livello degli Stati Uniti e del Giappone”.

Michele Bottari – Quelli di Zeus

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