La farsa del bollino SIAE

La farsa del bollino SIAE

La Società Italiana Autori ed Editori insiste, cercando riconoscimenti di qualità attraverso un mezzo che Unione Europea e Cassazione hanno dichiarato illegale.

di Dodi Casella da ZEUS News – www.zeusnews.it del 21-04-2008

Al di là della possibile azione di classe per i quattrini spesi da società editoriali (pensiamo alle riviste d’informatica) per l’apposizione dei contrassegni SIAE sui supporti distribuiti, solo chi è avvezzo a praticare le aule dei tribunali può avanzare valutazioni sull’insistenza con cui quest’ultima continua imperterrita la sua preventiva campagna di demonizzazione contro chi il "bollino" non intende più apporlo.

Infatti sostenere che il bollino nasce per la tutela del consumatore e che la sua mancanza farebbe presumere illecita provenienza del supporto -estrapolando contenuti della sentenza della Suprema Corte dal contesto generale- è cosa che resta da valutare soltanto al magistrato togato assieme alle intenzioni e agli effetti che è in grado di produrre.

Da consumatori, possiamo solo esprimere l’augurio che qualche associazione si decida a uscire dal buco e inizi una class action per i quattrini illecitamente esatti e da ultimo ancora richiesti, poiché in altre pagine del proprio sito la Siae continua a presentare come reato la mancata apposizione del proprio contrassegno.

E chiedano al magistrato di chiarire, già che ci sono, se lo sbandierare quale illecito penale una pratica dichiarata illegittima, sia in sede giurisdizionale ordinaria sia amministrativa soprastatale, integri o no illecito perseguibile nelle opportune sedi giudiziarie.

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