La Repubblica: Agenda digitale, la storia infinita

By Arturo Di Corinto
P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: “Liberation Serif”,serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: “WenQuanYi Micro Hei”; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: “Lohit Hindi”; font-size: 12pt; }
–>Agenda digitale, la storia infinita
Governo pronto a definire una nuova governance per l’Agenzia Digitale

Arturo Di Corinto per La Repubblica del 14 Maggio 2013

Dopo l’ennesimo stop allo statuto dell’Agenzia per l’Italia Digitale ricominciano le manovre intorno alla governance dell’ente che deve gestire la partita dell’innovazione tecnologica italiana. Letta sarebbe intenzionato a riportarne le competenze sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri e ripartire in velocità come chiedono confindustria, aziende e innovatori digitali.

Dopo tanti stop and go, l’Agenda digitale dovrà aspettare ancora. L’Agenzia per l’Italia Digitale che ha il compito di implementarla non viene infatti considerata operativa, perchè il Governo ne ha bloccato lo statuto, e questo nonostante il fatto che potrebbe funzionare applicando le leggi esistenti: il decreto istitutivo e quello di bilancio. Perchè non si va avanti? Ufficialmente per dei rilievi che già in zona Pd erano stati enunciati sul suo statuto pasticciato – commistione organi di indirizzo e controllo, mancato ripetto dell’invarianza di spesa, assunzione di dirigenti esterni – e che sono stati fatti propri dalla Corte dei conti; nella sostanza perchè non c’è accordo sulla governance dell’Agenzia già frammentata fra quattro ministeri. Un fatto che nasconde il braccio di ferro sulle deleghe, ad esempio all’innovazione (che non c’é), ma che potrebbero andare al Ministro per lo sviluppo economico oppure al sottosegretario Patroni Griffi, già ministro della funzione pubblica con Mario Monti presidente del consiglio.

E allora? La notizia è che il governo ha intenzione di rispristinare il Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione proprio presso la Presidenza del consiglio perchè sarebbe “l’unico ad avere in pancia i soldi per far partire i progetti dell’agenzia”, e di cui verrebbe rinnovata la funzione di coordinamento delle politiche di sviluppo della società dell’informazione per la PA. La mossa prelude alla sottomissione diretta dell’Agenzia alla Presidenza del Consiglio, così come pare essere intenzionato a fare Enrico Letta appoggiato dal pressing di Confindustria digitale e altri soggetti. Ma il governo potrebbe optare per un’altra strada: scegliere un nuovo direttore per l’Agenzia visto che l’attuale è decaduto per legge (145/2002) e sostituirlo entro sei mesi.

Quindi, finita l’era Passera che si era giocato la reputazione con l’agenda digitale, ridotto il pressing della Kroees a fine mandato, spostata l’attenzione dell’opinione pubblica e rimpastato il governo adesso bisogna capire chi se ne occuperà veramente. E non è dato saperlo fino alle deleghe di sottogoverno e al peso specifico che complessivamente avranno i ministeri pesanti della cabina di regia sotto cui è nata l’agenzia: Sviluppo Economico, Università, Economia. Zanonato ha dichiarato che si occuperò personalmente dell’agenda digitale, la Carrozza ne ha ribadito a più riprese l’importanza, Saccomanni per ora tace.

Perciò torna prepotente la richiesta che sia Letta ad occuparsene, ma delegando poi la materia a un sottosegretario ad hoc, come chiede Stefano Parisi di Confindustria digitale “perchè l’attuazione dell’Agenda digitale è …read more

Source: Frontiere Digitali

Image for: La Repubblica: Agenda digitale, la storia infinita