La Repubblica: Agenzia Digitale, ora Ragosa in bilico. Primi dettagli: domicilio digitale, sanità “elettronica”

By Arturo Di Corinto Agenzia Digitale, ora Ragosa in bilico.
Primi dettagli: domicilio digitale, sanità “elettronica”
Un esposto contro il commissario AGID fa scattare l’allarme: il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri invia ai ministri competenti una missiva in cui chiede di intervenire subito. Anticipazioni del decreto: Francesco Caio commissario per l’attuazione, spinta alla razionalizzazione della burocrazia di ARTURO DI CORINTO per la Repubblica del 15 giugno
CHI PENSAVA che la coabitazione tra Caio e Ragosa fosse cosa fatta, dovrà rivedere tutto. Per due motivi: il primo è che nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio saranno attribuiti alla Presidenza Letta e quindi a Caio nuovi poteri di intervento e di controllo su tutta la partita dell’agenda digitale, il secondo è che da ieri Ragosa è in seria difficoltà e potrebbe essere sostituito. Nella tarda giornata di venerdì infatti il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dott. Garofoli, ha scritto a tutti i ministeri di intervenire subito in merito a un esposto-denuncia contro Agostino Ragosa. La denuncia, contenuta in una missiva inviata alla procura della Repubblica, ai revisori dei conti dell’AGID, alla Consip e alla Presidenza del Consiglio con raccomandata a ricevuta di ritorno, riguarda direttamente l’operato del commissario dell’Agenzia per l’Italia digitale, Agostino Ragosa e dei suoi fiduciari Gianluca Polifrone, “assunto come impiegato dalla società Consip”, e Attilio Nertempi, che “intrattengono rapporti professionali presso la Presidenza del consiglio dei ministri, i ministeri e le regioni in nome e per conto sia del direttore generale sia della stessa Agenzia per l’Italia Digitale”. Nell’esposto-denuncia si chiede quindi l’interessamento della magistratura contabile per accertare eventuali violazioni di norme penali e amministrative nei fatti descritti, conconseguente ipotesi di danno erariale, come aveva fatto solo la settimana scorsa Gennaro Migliore di SEL, in un’interrogazione parlamentare che ancora attende risposta.
La missiva è giunta agli organismi sindacali, ai dirigenti, ai revisori dei conti dell’AGID, ma il direttore Ragosa da noi interpellato non ha voluto parlarne. Ci ha confermato l’avvenuto ricevimento invece l’onorevole Palmieri del PDL che ha dichiarato: “Se è vero, la magistratura dovrà intervenire e immagino ci sarà un’indagine della polizia giudiziaria”, e il vicepresidente 5 Stelle della Commissione Affari istituzionali, Danilo Toninelli, ci ha detto che se ne occuperà quanto prima. Oriano Giovannelli, presidente del Forum PD per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione invece è stato netto: “Visto il ruolo strategico dell’agenzia non vi possono essere ombre sul presidente che va cambiato insieme a tutta la governance dell’Agenzia per l’Italia Digitale”. Il tempismo della denuncia è comunque singolare: prima il Ministro Zanonato ritira lo statuto dell’Agenzia dalla Corte dei Conti “per un vizio di forma”, poi si ipotizza la ricostituzione del Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione della Presidenza del Consiglio per farla partire, poi le interrogazioni parlamentari di Migliore, Palmieri e Toninelli, infine il pressing della maggioranza per un nuovo “commissario politico” individuato ieri l’altro in Francesco Caio per sovraintendere l’attuazione dell’agenda digitale: un giorno dopo la data di ricezione della missiva da parte dei suoi destinatari.

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Source: Frontiere Digitali

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