La Repubblica: Tutti i Panama Papers in un motore di ricerca

By Arturo Di Corinto Tutti i Panama Papers in un motore di ricerca
Lanciato oggi sui documenti di uno dei più grandi leaking della storia. Si può cercare tra gli undici milioni di file delle società e degli individui che hanno cercato di evadere il fisco attraverso schemi di investimento offshore aiutati dall’agenzia Mossack Fonseca
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Maggio 2016
TEMPI DURI per chi pensava di farla franca. Da oggi alle 2 del pomeriggio un potente motore di ricerca rende più facile trovare nomi e indirizzi di tutti i soggetti coinvolti nello scandalo dei Panama Papers. Il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi che è venuto in possesso dei leaks ha reso noto che il motore di ricerca è in grado di cercare all’interno degli undici milioni di file delle società e degli individui che hanno cercato di evadere il fisco attraverso schemi di investimento offshore aiutati dall’agenzia Mossack Fonseca, oggetto poche settimane fa di uno dei più grandi leaking della storia. Una vicenda raccontata in esclusva per l’Italia dall’Espresso.

L’ESPRESSO: IL DATABASE CON TUTTI I NOMI ITALIANI
Attraverso il motore di ricerca si può quindi cercare il nome di chiunque compaia nei leaks, presidenti, direttori, azionisti di società coinvolte, il nome e l’indirizzo delle 200.000 compagnie offshore, anche di quelli per cui i proprietari sono ancora segreti, e le identità delle agenzie di mediazione che li hanno aiutati a creare conti esteri insieme alla Mossack Fonseca, lo studio legale panamense all’origine della fuga di notizie.
L’ESPRESSO: I RETROSCENA DELL’INCHIESTA
Tutto questo dopo l’annuncio dell’anonimo whisteblower che ha denunciato lo scandalo, John Doe – un nome di comodo, che nell’America del Nord viene usato per chi non vuole comparire con la sua vera identità in vicende legali o pericolose – il quale nei giorni scorsi aveva chiesto ulteriore protezione per le prossime rivelazioni, con un comunicato inviato alla Süddeutsche Zeitung e al Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi che dall’inizio collabora sul caso con la storica testata. Nel comunicato, intitolato “La rivoluzione sarà digitalizzata” questo immaginario John Doe giustifica la fuga di notizie col fatto che le sperequazioni economiche e di reddito sono il grande tema dei nostri tempi, e chiede ai governi di fare di più per contrastarle. Ma le rivelazioni di cui è protagonista erano iniziate con una dichiarazione anche più forte: “I want to make these crimes public”, (Voglio rendere pubblici questi reati), inviata al reporter Bastian Obermayer con un messaggio cifrato.
L’olimpo dei Whistleblower. Così John Doe va ad aggiungersi all’Olimpo dei whistleblower più famosi per aver denunciato scandali politici e fenomeni corruttivi come Woodward e Bernstein (Watergate), Daniel Ellsberg (Pentagon Papers), Snowden e Greenwald (Nsagate) e molti altri. Lo schema usato da John Doe è simile alle rivelazioni di Julian Assange e Wikileaks che dopo avere ottenuto i cablogrammi riservati della diplomazia Usa (Cablegate) aveva cominciato la collaborazione con grandi testate giornalistiche internazionali, John Doe però l’ha fatto rimanendo completamente anonimo, con il giornale tedesco, per un ammontare di documenti largamente superiore ai cablogrammi: 11.5 milioni di file (2.6 terabytes di dati). Per …read more

Source:: Frontiere Digitali

Image for: La Repubblica: Tutti i Panama Papers in un motore di ricerca