La Repubblica: Virus, botnet, attacchi Ddos: le armi segrete della cyberwar Usa-Russia

By Arturo Di Corinto Virus, botnet, attacchi Ddos: le armi segrete della cyberwar Usa-Russia
Attacchi DdoS e zero-days, cyberkatiuscia e sorveglianza elettronica. Ecco il vocabolario del cyberspazio divenuto, da tempo, teatro di guerra
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 17 Ottobre 2016

ROMA – Il 2016 verrà ricordato come l’anno del conflitto tra le grandi potenze nel cyberspazio. Un terreno nel quale il conflitto diplomatico e militare diventa conflitto digitale e la cyberwar globale uno scenario plausibile. Con effetti potenzialmente devastanti sulla vita quotidiana: dalla sicurezza degli hub aeroportuali alle vie di trasporto, fino agli elettrodotti. Pensiamo a cosa succederebbe con un guasto diffuso alla rete elettrica: non funzionerebbero illuminazione, ospedali e fabbriche, con effetti di panico e di blocco delle attività produttive capaci anche di influenzare la risposta a un attacco militare tradizionale. È già successo il 23 dicembre 2015 in Ucraina ad opera del gruppo Sandworm. Per questo l’escalation della tensione tra Russia e Usa si sta configurando come una situazione da guerra fredda. La cyberwar è diventata un’opzione. Ma non da ieri.
La stessa Nato a Varsavia ha dichiarato il cyberspazio come il quinto dominio sottoposto alla sua protezione militare, dopo la terra, il mare, l’aria e le stelle. Era il 7 luglio. Obama al vertice del G20 a Hangzhou in Cina, ai primi di settembre ha invece “avvertito” Russia e Cina che gli Stati Uniti sono pronti alla cyberwar e che sono i più forti, sia in attacco che in difesa. Consapevoli della rilevanza del dominio del cyberspace, gli stati nazionali hanno creato strutture e dipartimenti ad hoc, dal Cybercommand negli Usa all’Enisa europea, mentre Russia, Regno Unito e Cina hanno inglobato la guerra cibernetica nella loro intelligence militare. Le aziende nazionali dal canto loro hanno intensificato la produzione di pallottole digitali, cyberkatiuscia e cannoni informatici.
La guerra ibrida. Distinta dalla guerra di propaganda o dell’informazione, la guerra cibernetica usa strumenti capaci di violare e mettere fuori uso sistemi computerizzati ma si aggiunge alle tradizionali forme di spionaggio digitale e online. Le armi della cyberwar servono a conquistare un vantaggio tattico e strategico nei confronti degli avversari, sottraendo, manipolando e inquinando le loro informazioni, oppure possono essere finalizzate al sabotaggio delle infrastrutture critiche. In quest’ultimo caso sono strumenti che servono a distruggere economie ed eserciti, ma anche a demoralizzare e creare paura nelle popolazioni.
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Usati sia per lo spionaggio che per il sabotaggio e gli attacchi veri e propri, si tratta per lo più di software exploits, cioè strumenti software progettati per sfruttare falle di funzionamento di strumenti e sistemi digitali. Come gli zero-days, ad esempio, codici software in grado di sfruttare vulnerabilità del software non ancora scoperte dagli stessi produttori del software, oppure come i virus trojan, capaci di sottrarre dati e manipolare o distruggere le informazioni contenute in server, database, e computer online. E poi ci sono gli strumenti in grado di prenderne il controllo di pc e smartphone o di bloccarne il funzionamento, come i Rat (Remote …read more

Source:: Frontiere Digitali

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